L’Arte Napoletana Trionfa A Piazza San Pietro

L’Arte Napoletana Trionfa A Piazza San Pietro

Quest’anno il presepe è stato realizzato dalla bottega d’arte Cantone & Costabile e donato a Papa Francesco dall’Abbazia Territoriale di Monte Vergine.

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In Piazza San Pietro di fronte al presepe realizzato dalla Bottega d’Arte presepiale Costabile e Cantone di Napoli, romani e turisti dall’Italia e da tutto il mondo rimangono un po' come quel pastore della meraviglia che fu abbagliato al cospetto della Sacra Famiglia.

L’opera donata dall’Abbazia di Monte Vergine, un santuario in provincia di Avellino, ha visto impegnato il noto laboratorio artigianale partenopeo di Maria Costabile e del marito Antonio Cantone che si dedicano con passione da diversi anni all'ideazione di figure pastorali ispirate ai più famosi ed importanti "pezzi" del '700 napoletano.

Il presepe su una superficie di circa 80 metri quadri e con un’altezza di circa sette metri, è ispirato alle opere della Misericordia con la rappresentazione di ben 20 figure, con un’altezza variabile intorno ai due metri, composte, per le teste e gli arti, in terracotta policroma, occhi in cristallo ed abiti in tessuto.

Un piccolo angolo di Campania Felix circondato dallo stupendo scenario del Cupolone e del Colonnato per una piazza che riesce ad apparire ancora più suggestiva. Ogni spettatore sembra ammirare tutti i piccoli dettagli del singolo pastore capace di raccontare una storia che pur arrivando dalla tradizione vuole trasmettere valori che, più che mai, sarebbe bene adottare per la realtà contemporanea. Un allestimento che, grazie anche a qualche provocazione,  invita a riflettere sul periodo che stiamo attraversando non intaccando la religiosità ma, anzi, accentuando il carattere della fede come speranza di salvezza per tutti.

Oltre a San Giuseppe con la Vergine Maria e il Bambino Gesù, gli altri personaggi sono lo zampognaro, i Re Magi, due figure di "rustico", un nobile orientale, un povero, una donna anziana e una zingara che si converte davanti al Bambinello, una bambina accompagnata da una giovane e un bambino rustico. E al muro di una casa il quadro della Madonna di Montevergine l’icona nera conosciuta come anche  “Mamma Schiavona” per via delle sue fattezze orientali.

In mostra fino al 6 gennaio, il presepe che celebra anche il primo Natale di papa Bergoglio è sicuramente uno spettacolo da non perdere anche come simbolo delle cose belle, eccellenti che Napoli può produrre e può donare per il godimento artistico, culturale e soprattutto religioso del mondo intero.

                                                                                                      Rosario Schibeci

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