Alessia Vetro

A Mia madre va il 60% del merito di tutto ciò che sono oggi, e di tutto quello che riuscirò a realizzare domani

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Prima di iniziare la nostra intervista mi hai raccontato di essere  stata inviata speciale per Roma Chiama 88.100 , hai intervistato più o meno tutti i politici locali e nazionali. Hai collaborato come Free lance e reporter presso il giornale la Voce,poi ho deciso ti tornare a fare ciò che maggiormente mi appassiona: la moda,te ne occupi da circa 29 anni : chi ti ha trasmesso mi la fiducia e la convinzione di potercela fare?

Io mi definisco una recidiva del settore, testarda e determinata., la fiducia è arrivata dopo. Recidiva, perché la mia boutique, inaugurata il 10 maggio del 2017 è il secondo tentativo, il primo, che fu nel lontano 2006, non fu proprio un successo. Ricordo come se fosse ieri, la sera in cui ho tirato giù la serranda del mio primo punto vendita e consegnato le chiavi dell’immobile al proprietario tra le lacrime e i singhiozzi; avevo promesso a me stessa che non era finita li, che sarei tornata, e cosi è stato. Nonostante il momento di grossa crisi che affligge il settore e i piccoli commercianti a causa delle scelte politiche scellerate, o sbagliate, delle tasse e della troppa burocrazia, la mia attività non ha subito le “atmosfere”di crisi del passato, ne quelle del presente che ben conosciamo, ne crisi di fatturato. “ Pazza. Tu sei una folle ad aprire un negozio” questo è stato il leit motiv, il ronzio nelle orecchie che mi ha accompagnato per il tutto il periodo dei lavori di ristrutturazione della mia boutique, ma ho proceduto senza farmi condizionare dalla paura di non farcela. La fiducia che avevo e che ho tutt’oggi, fa parte del mio carattere, ma è cresciuta soprattutto grazie anche alle esperienze e ai fallimenti del passato, dalla gavetta, dall’esperienza sul campo, e sicuramente anche da tanti piccoli dettagli che mi hanno favorita: il negozio si trova in punto altamente strategico, in un via ad alto scorrimento e su un marciapiede molto frequentato.

Da reporter prima e cittadina come giudichi la nostra città in questo momento ?

Se parliamo della nostra meravigliosa città, mi rimane davvero difficile essere fiduciosa. Da ex reporter e da cittadina sono amareggiata, avvilita. Vedo una città, la nostra, la capitale del mondo, moribonda, piegata su se stessa. Sporca, allo sbando, senza un indirizzo politico convincente, senza programmi, senza idee, ma soprattutto, i cambiamenti tanto sbandierati sembrano essere solo una “ mera e pedissequa” propaganda elettorale. E’ vero che l’attuale amministrazione ha ereditato una città piena di debiti e con una serie di problematiche complesse, ma la giunta Raggi procede a colpi di spot, di post e di clic e questo non è sufficiente se consideriamo che nel frattempo il groviglio finanziario di Atac Ama e Acea,le società partecipate del comune di Roma sono sull’orlo del crac. Se stacchiamo la spina ai nostri pc o in assenza di corrente, il movimento cinque stelle cessa di esistere, non so se mi sono spiegata ... Penso che da questa situazione di debacle economica non ne verremo più fuori, e ahimè, il nostro era un futuro già scritto. Tito Livio, storico romano, autore di una monumentale Storia di Roma, scrisse nel 753 a.c “ Roma, città in vendita, andrai presto in rovina se si troverà uno in grado di comperarti “ c’è da essere ottimisti? Il nostro purtroppo è un problema di DNA, di sistema paese. Nessuno vuole cambiare realmente le cose, infatti, in diciotto mesi di governo penta stellato, mi risulta che non è stato spento nemmeno un rogherello tossico eppure, basterebbe applicare il nostro ordinamento, le nostre leggi … o no? Che aspettiamo a metterle in pratica? Occorre dare alla cittadinanza un segnale forte, di ripresa e di ripristino della legalità e delle regole che devono essere universali. Nell’esperienza come reporter, l’intervista che ritengo più densa e significativa che ho fatto, è stata quella a Lirio Abbate, giornalista investigativo dell’Espresso attualmente sotto scorta, e ricordo di averla chiusa con una domanda : siamo sotto inchiesta da più di vent’anni; mani pulite, tangentopoli, parentopoli. Cambieremo mai verso, cambieremo mai il nostro modo di agire?. La sua risposta fu “ bella domanda … “

Un Tumore Ha Strappato Dalla Storia D'Italia Marina Ripa Di Meana,una Donna Che Ha Attraversato La Vita Sociale Del Nostro Paese, “Rivoluzionandola”.Molte mie amiche sui loro profili social l’hanno omaggiata ricordandola anche con un semplice post: un pensiero per questa figura cosi particolare lo puoi esprimere ?

Semplicemente Marina. Questo ho scritto sul mio profilo, ma avrei potuto nutrire il mio pensiero con mille aggettivi, con biblioteche intere di parole, tra le quali, creatura Irripetibile. Non potrà mai più esistere una donna con le sue caratteristiche: eccentrica, schietta, sincera e anticonformista, una purosangue come lei, non succede tutti i giorni. Ribelle, seducente e mai volgare, nemmeno quando poso nuda come testimonial della campagna pubblicitaria contro le pellicce. Audace, glamour, indomabile. Maria Elide Punturieri conosciuta come Marina, è stata un’icona indiscussa dei nostri tempi e credo che, ognuna di noi , avrebbe voluto avere un pizzico della sua follia, del suo gusto e della sua classe. Io di sicuro.

Sei creativa come una piccola azienda familiare ?

Se parliamo dei capi realizzati da Vetro’ bisogna assolutamente usare il plurale : SIAMO creative. A Mia madre va il 60% del merito di tutto ciò che sono oggi, e di tutto quello che riuscirò a realizzare domani. Io sono la mente, lei il braccio. Io immagino, lei lo mette su carta modelli lo taglia e lo rifinisce. Da lei ho saccheggiato con gli occhi e con il cuore. Ho imparato tutto, o quasi, sui tessuti, come si taglia e si gessa ma … la macchina da cucire la timona lei! Abbiamo iniziato nel 2013 con la maxi bag double face Vetro’ e con l’ammodernamento degli abiti. Poi giunse l’estate, e quindi, ci siamo proposte con dei kaftani realizzati con tessuti di pregio” etno shic “che furono apprezzati moltissimo. In autunno, ci siamo spinte oltre, e abbiamo proposto la nostra prima tutina in pizzo, e poi ancora cappotti gonne e tailleur, tutti rigorosamente confezionati da noi, a mano, spilla dopo spilla. La nostra è un piccolissima sartoria, un piccolo feudo, dove realizziamo le nostre idee con tessuti di elite e garantiamo l’esclusività del capo e della manifattura che è tutta made in italy. La nostra politica commerciale è basata sulla qualità e non sulla quantità, pertanto, ogni singola creazione non viene mai ritagliata, nemmeno su richiesta esplicita. “Cosechenessunoha “ è il mio hashtag preferito, quello che maggiormente mi rappresenta ogni volta che pubblico le immagini di un outfit su istagram perché non amo l’omologazione. Detesto la frase “ quest’anno va questo o quello, o la tendenza è … “ personalmente apprezzo tutto ciò che è poco visto e tutto ciò che non è di serie; insomma, ho le idee molto chiare su cosa proporre alle mie clienti.

Cosa troviamo all’interno del tuo negozio di abbigliamento ?

Nella mia Boutique, in ogni collezione, propongo stock di marchi prestigiosi , creazioni Vetro’,abiti di aziende fast fashion e programmato. Accessori e borse sempre di stock e della piccola azienda Voglio, alla quale “voglio” dare un ruolo di preminenza nel mio punto vendita per quattro validissimi motivi : sono realizzate in un piccolo laboratorio nato da poco, perché voglio foraggiare il made in italy , perché credo nel loro prodotto, e infine, perché le titolari sono delle carissime amiche, audaci testarde , fiduciose e coraggiose, esattamente come lo sono io.

‘’Il consumismo è morto con l’avvento di internet. Anzi si è trasferito nello smartphone - il feticcio non è più la merce, ma la propria immagine, che è il nuovo vero status symbol gratificato da followers e like. E la navigazione è molto più interessante e divertente della conversazione’’ Queste sono le dichiarazioni di un noto intrattenitore televisivo : ha ragione ?

Ha ragione fino ad un certo punto. Sicuramente internet è uno strumento indispensabile che ha in parte modificato le nostre abitudini e le nostre modalità, ma ha facilitato senza alcun dubbio la comunicazione la conoscenza e lo trovo una validissimo strumento commerciale economico. Un tempo bisognava affidarsi ad agenzie pubblicitarie , oggi il fai da te su internet, ti permette di farti conoscere a costo zero. Certo, c’è sempre il rovescio della medaglia e mi trovo in parte d’accordo con Umberto Eco quando ha dichiarato che lo smartphone ha sdoganato e dato voce ad una marea di imbecilli. Io a questa sua affermazione rincaro la dose: oltre agli imbecilli, ha dato fiato anche ai venditori di fumo. Oggigiorno basta aprirsi una pagina commerciale e et voilà, chiunque può diventare qualsiasi cosa. Nei corridoi dei social c’è molta apparenza e poca sostanza, bisogna fare molta attenzione …

Bisogna sempre rispettare le regole in una società civile come questa ?

Le regole sono fatte anche per essere trasgredite … Io, nel mio piccolo, mi sforzo di essere sempre corretta.

Un buon proposito per il 2018: smettetela di fare “ghosting” - squilli e messaggi a vuoto, profili on line cancellati, account oscurati: se volete scaricare qualcuno, diteglielo in faccia! - gli psicologi: “crea un disagio reale perche’ fa venire a galla ogni genere di insicurezza”Pensi che la tecnologia abbia limitato i rapporti umani ?

La tecnologia, come ho già detto, è un arma a doppio taglio. L’utilizzo dello smartphone, dei tablet , videogiochi, ha cambiato il nostro vivere quotidiano e ha rivoluzionato tutto nel giro di pochi anni. Ha creato indipendenza, ci ha alienato, anche, ma i rapporti umani si costruiscono con il calore, con la presenza davanti ad una tazza di caffè, non davanti ad un monitor.

Benedetta Spazzoli 

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