Salomè Da Silva

Porto con me dei valori importanti e una personalità integra...

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Al Teatro Petrolini di via Rubattino è tornata la  giovane e bella ma sopprattuto promettente Salomè da Silva.

Lo spettacolo “#Social :-) Mente Pericolosa” andato in scena dal 25 al 28 gennaio proseguirà ora in tour in altre città per poi tornare a Roma in data ancora da definire.

Noi di Unfolding magazine siamo andati alla “Prima” curiosi di vedere lo spettacolo e conoscerla…

Salomè diretta dalla regista Francesca Berger calca le scene di : “#Social :-) Mente Pericolosa” , brillante e divertente spettacolo in cui interpreta diversi personaggi, cambiando abiti e dialetti, passando da un carattere all’altro con sorprendente talento.

In “ #Social :-) Mente Pericolosa”, l’attrice che è anche doppiatrice e che vedremo tra poco come valletta in un nuovo programma di Maurizio Costanzo, si trasforma continuamente scatenando l’entusiasmo del pubblico, impressionando nella sua abilità a parlare un dialetto diverso dall’altro, e raccontando le manie di un’ era digitale in cui si dialoga solo attraverso lo smartphone, e si vive per una manciata di like e visualizzazioni.

Salomè.. come nasce questa idea di uno spettacolo che prende di mira i social network?

Lo spettacolo è stato ideato da Francesca Berger, che successivamente mi ha convinta ad interpretare un ruolo così comico, ed anche a scriverlo con lei a quattro mani. L’intento in realtà non era di prendere di mira il mondo dei Social network ma semplicemente raccontarlo.

Tua madre Francesca Berger regista e sceneggiatrice ha scritto con te questo testo oltre a curare costumi e regia… come è stato condividere il lavoro con lei?

La collaborazione professionale con la Berger , che è mia madre, dura da lunghi anni, per una serie di importanti ragioni è stata ferma per un po’ di tempo.. Questo spettacolo torna a vederci fianco a fianco, tra l’altro sono già stata protagonista di altre due pièce dirette da lei, che ha anche una grande capacità di scindere gli aspetti del nostro rapporto madre-figlia e regista-attrice …invece io ho spesso delle resistenze a dimenticare che è la mia mamma. Lavorare insieme non è facilissimo, lei è molto seriosa ed ipercritica, chiede molto, ama portare gli attori dove dice lei e conviene seguirla perché poi i fatti le fanno ragione; con lei un attore si sente seguito e protetto. Mi trovo bene.

Dietro ogni spettacolo teatrale oltre a tanta passione ci sono anche molti sacrifici e difficoltà.. ci vuoi raccontare come hai vissuto i preparativi ?

Sì certo, si fanno molti sacrifici, come in ogni lavoro del resto.. forse questo ha ritmi più serrati dato che poi nel mondo dello spettacolo si fanno pause purtroppo più lunghe. Anche questo ha richiesto importanti rinunce e sacrifici da parte di entrambe.

Sicuramente per interpretare tutti i tuoi personaggi femminili hai studiato tanto, infatti con grande sapienza parli dialetto bolognese, pugliese e romanaccio.. come sei riuscita ad interpretare tutte queste inflessioni e a vestire i panni di così tanti personaggi femminili diversi?(donna delle pulizie, borgatara, soubrette anni 90… )

Il lavoro di un attore è quello di interpretare.. ho iniziato a fare l’attrice ad 11 anni, ho seguito dei corsi, frequentato scuole, ed oltre ai lavori acquisiti ho fatto anche maree di provini, ore di casting, molti già con una parte prestabilita, altri che prevedevano un’improvvisazione..per questo mi sono abituata alla velocità di saltare da un ruolo all’altro.Certamente crescere in una famiglia di artisti qualcosa insegna anche nel quotidiano.Sono cresciuta con accanto un patrigno, pupillo di Luchino Visconti e amici di famiglia come Sheila Rubin. Invece abbiamo voluto usare gli accenti stranieri e soprattutto i dialetti regionali per una precisa esigenza di volerli tenere vivi.

La tua generazione è quella dei “NATI DIGITALI”..ovvero cresciuta a pane e Social … hai preso spunto dalle tue esperienze per dare vita a Social :-) Mente Pericolosa?

Sì sono una nativa digitale, certamente conosco bene il mondo dei social network e quindi anche dei social addicted, ma come ti dicevo sono stata coinvolta in primis dalla Berger per poi appassionarmi alla sceneggiatura a tal punto da metterci anche tanto di mio.

Sei figlia d’arte.. Tuo padre è un grande calciatore Joao Batista da Silva e tua madre come già ricordavo è stata attrice e ora sceneggiatrice regista e scrittrice..come vivi questa brillante eredità?

Di mio padre , con il quale non ho vissuto, non certo per mia scelta e mi è mancato terribilmente, ho decisamente ereditato tra l’altro anche la dote dell’atleticità, infatti sin da bambina ho praticato assiduamente diversi sport e tutt’ora continuo a svolgere numerose attività sportive.Le doti artistiche invece le devo a mia madre e a suo marito Helmut Berger, con il quale sono cresciuta, e alle persone che hanno fatto parte della mia famiglia durante la mia formazione e crescita.

Lo spettacolo come descrive la regista è una farsa sul sociale, che spiega con ironia e leggerezza le direzioni che si intraprendono con un uso smodato dei social e le dipendenze annesse a questi, i comportamenti scaturiti da questa “addiction” di persone che confondono mondo reale e mondo virtuale…Attraverso questo spettacolo si vuole riportate alla realtà e dare un segnale di allarme e in qualche modo dare una sorta di consiglio o suggerimento ad uno uso più opportuno del mondo virtuale?

La regista e coautrice ha in odio tutte le dipendenze, oltre ad una grande capacità di allontanarsi da qualunque inizio di essa. Inoltre ha cominciato a scrivere in rete già dal 2000, sviluppando un occhio critico verso l’uso eccessivo e smodato dei social. Ha con convinzione voluto la mia collaborazione anche per il testo , proprio per ottenere una visione più ampia di questo mondo grazie ad uno stacco generazionale.Certo è una farsa sul sociale, i personaggi che interpreto sono esasperati, la regia ha spesso usato il grottesco, anche nei corti inseriti, proprio per evidenziare la confusione che la società, quasi a tutti i livelli sta sempre più facendo tra reale e virtuale. Un velato messaggio tra risate a crepapelle c’è!

Parliamo dell’imminente Festival di Sanremo : Da Loredana Bertè con finto pancione alla farfallina di Belen. Sanremo è una formidabile passerella per nuovi trend e scivoloni di stile…per un’artista come nel tuo caso è importante presenziare a certe manifestazione per aumentare la propria popolarità ?

Indubbiamente una vetrina importante , meglio di tante altre.

Compie 50 anni di carriera il grande protagonista della musica italiana Claudio Baglioni, che sta per guidare il festival di Sanremo e lanciare il suo nuovo tour «Al centro». Qual è secondo sua la sua canzone più bella?

Mille giorni di te e di me...

La tua è una bellezza difficile da nascondere. Hai imparato a difenderti presto?

Non mi sono mai sentita particolare, non ho questo tipo di consapevolezza e credo invece che per difendersi bisogna essere consapevoli. Non ho imparato quindi presto ma sono stata molto seguita quando ero ragazzina; il modo di difendersi varia dalla personalità e dalla sensibilità che ogni universo femminile ha, tuttavia si impara ad organizzarsi ed anche a reagire. Porto con me dei valori importanti e una personalità integra.

Amichai Greenberg: «Tutti dovrebbero lottare per ciò in cui credono e rendere migliore la società»: con il tuo lavoro di attrice ci riesci ?

Non ho questa presunzione, rendere migliore la società in questo momento è arduo per chiunque, ma se nel mio piccolo riuscissi ad essere di aiuto, in un modo o nell’altro anche solo regalando momenti di distensione e brio ne sarei felice.

Un sogno nel cassetto si è realizzato ? Quali sono i tuoi progetti per il futuro ?

Sicuramente il successo che sta ottenendo questo spettacolo, gli applausi a scena aperta e l’affetto che il pubblico mi dimostra quando esco dal camerino sono un sogno realizzato. Progetti per il futuro? Oltre alla ripresa di questo spettacolo c’è una commedia strepitosa che spero venga presto prodotta: testo di Francesca Berger, ma trattamento di nuovo a quattro mani!

Grazie per la tua disponibilità!

Benedetta Spazzoli

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