Udinese Roma 2018

Un giorno incudine, un giorno martello

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Udinese (3-5-2): Bizzarri; Stryger Larsen, Danilo, Samir; Widmer, Fofana, Behrami, Barak, Ali Adnan; De Paul, Perica.

Roma (4-2-3-1): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Juan Jesus,; De Rossi, Pellegrini; Under, Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko. 



Strano l'ambiente romano.

Un giorno sei incudine, l'altro martello, così da un momento all'altro il giocatore di turno diventa un idolo, stampa e tifo tornano per un momento un'unica cosa e si dimenticano chilometri e chilometri di inchiostro, chiacchiere e offese .

L'anno scorso fù il turno di Dzeko, dopo un'annata da attaccante sottovalutato a fenomeno del goal, per poi tornare ad essere un mezzo giocatore per la maggior parte dell'opinione pubblica.

Fenomeni del calcio, psicologia spicciola in favore dell'una e dell'altra teoria, nulla di assoluto ed imprescindibile, bandiere che vanno e vengono quando alla fine il risultato è sempre il medesimo.

Alla Dacia Arena la Roma di Di Francesco porta a casa i tre punti, lasciando poco spazio all'Udinese, Oddo si affida ad un 3-5-2, con Widmer e Ali Adnan sulle fasce e schiera dal primo minuto Perica al posto di Lasagna che trova in Manolas uno scoglio troppo alto da superare, impeccabile oggi, insieme al compagno Fazio nel costruire la tincea giallorossa che, finalmente, sta facendo della difesa alta il suo punto di forza sbarrando l'ingresso di Fofana e Barak che puntano spesso sul contropiede.

De Paul fa il suo ma non basta e il primo sussulto bianconero arriva al 7' grazie a Perica che prova a sfruttare uno svarione di Juan Jesus su cui è Allison ad anticipare, poi è il turno di Fofana che al 16' fa tremare il palo alla destra del portiere giallorosso ma le speranze dei friulani si infrangono presto ed a condurre il gioco sono perlopiù i giallorossi con Nainggolan che sembra tornato ai fasti di qualche settimana fa, un po' di sfortuna ma tanta fantasia e lucidità, un gran bel tiro sprecato ed un assist delizioso per il gol di Perotti, ma la voglia e la grinta non mancano. Di Francesco parte con un 4-2-3-1 rinunciando alla catena di sinistra Kolarov-Perotti, e sfruttando invece l'estro e la dinamicità di Under con il supporto di Florenzi sulla destra, mossa azzeccata perchè è proprio da lì che la Roma crea più gioco, anche se nel giovane romano c'è da sottolineare una calo nel rendimento non indifferente, poca benzina e senso del gioco piuttosto frenato, la Roma del futuro punta sui giovani ed a detta del ds Monchi l'apporto dal vivaio dovrà essere importante per valorizzare i talenti italiani, Florenzi dovrebbe essere l'esempio della continuità, dell'attaccamento alla maglia ed ai colori, purtroppo ultimamente il trend non proprio positivo della squadra tutta, pare aver appannato anche le sue velleità agonistiche, discorso diverso per il nuovo talento giallorosso che invece scalpita per emergere mettendo in crisi il bosniaco che lavora di contorno restando un gran supporto per tutta la squadra, il problema resta il digiuno da gol che...con il turco in mezzo ai piedi, sembra diventare ancora più complicato, il problema potrebbe porsi qualora l'autostima del bosniaco andrà nuovamente foraggiata...si, proprio foraggiata...

Al 10' la Roma spera già nel vantaggio, Under sbuca pericolosamente davanti alla porta di Bizzarri e Adan nel contrasto respinge la palla con il braccio, la distanza tra i giocatori sembra non giustificare il gesto, ma la Var impone di ignorare l'assegnazione del rigore, senza polemiche ma con tanto rammarico per le possibilità mancate, elenco lungo e doloroso in casa giallorossa, se aggiungiamo il tentativo mancato sempre del turco respinto dal portiere bianconero al 14' e le due occasioni fallite dal Faraone al 30' ed al 35', direi che siamo sulla buona strada per vincere svariati gadgets e bamboline. El Shaarawy sta riprendendo piano, piano un posto nel mondo, anche lui spreca parecchio e propone incursioni che vengono smorzate con facilità, ma non molla e crea comunque gioco che disorienta l'avversario, un po' come il compagno Dzeko che quasi sullo scadere del primo tempo si vede arrivare una palla favolosa dal Ninja, colpo di testa e parata di Bizzarri.

Più che di sfortuna parlerei di imprecisione, le occasioni alla Roma non mancano, le giocate sembrano seguire una buona successione, la squadra pecca sulle percussioni ma il lavoro ricomincia a girare, qualche aggiustamento ed una nuova mira non guasterebbero.

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Nel secondo tempo la squadra giallorossa crea di più, cerca la porta con più tenacia, anche se nei primi minuti è ancora Perica a provare il salto, dribbla Fazio con eleganza e trova le mani di Allison, il portiere si supera partita dopo partita, creando il vero valore aggiunto di questa squadra, il mondiale non farà altro che aumentare le quotazioni di un talento già evidente.

La squadra di casa comincia a diventare pesante sulle gambe e le difficoltà sulle ripartenze diventano imbarazzanti, gli spazi lasciati agli avversari sono ora più semplici da assecondare e la porta di Bizzarri diventa preda ancora più ambita, tanto che l'estremo difensore è chiamato a fare gli straordinari su Dzeko che però, non ricorda perfettamente l'esatta traiettoria per centrare la rete...

Oddo chiama in panchina Behrami cercando in Jankto energie più fresche e spostando Fofana centrale, lo schema però stordisce ancora di più o friulani che al 70' nulla possono sul tiro da 25 metri del giovane turco, che ben servito da De Rossi, non ancora del tutto rodato, sigla il gol dello 0-1.

L'Udinese credeva di poter gestire la partita contando su un pareggio che rassicurasse tutti, ma la differenza tattica e tecnica emerge quando i minuti cominciano a pesare e diventano un nemico per una squadra che fa della corsa la sua arma principale, Widmer prova in un sussulto a riportare l'equilibrio, ma sempre quel gran ragazzone di due metri abbraccia la palla togliendogli qualsiasi soddisfazione.

Minuti nelle gambe anche per Defrel che prende di nuovo confidenza con il pallone della serie A, prima impegnando timidamente Bizzarri, poi rubando palla a Fofana per servirla al monito Perotti che danza fino alla porta per definire sullo 0-2 il risultato finale.

Segnali di ripresa, neanche troppo sbandierati, eccessivo il circo intorno al turco a fine partita, si preferirebbe considerare una regola e non un'eccezione il bel gioco finalizzato ad un risultato soddisfacente con i protagonisti affamati di gol.

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Siamo a Roma, dove fino a qualche tempo fa i gladiatori venivano idolatrati fino alla loro improvvisa e neanche troppo inaspettata dipartita, tutto per lo spettacolo, tutto per un momento di gloria, oggi sei tu, domani un altro. Speriamo che duri.



Laura Tarani

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