Roma - Torino 3-0

Roma, tre punti importanti: Toro battuto 3-0

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CRONACA 

La Roma torna all’Olimpico dopo un momento estremamente altalenante: dopo tre vittorie consecutive è arrivato un doppio ko, tra cui il clamoroso scivolone interno col Milan; poi l’imponente successo al San Paolo col Napoli. Una Roma difficilmente pronosticabile, una Roma che vuol riconquistare i suoi tifosi e vuol tornare protagonista anche tra le proprie mura amiche, nonostante gli interpreti estremamente fisici suggeriscano una squadra più congenita alle affermazioni esterne. Davanti un avversario ostico, il Torino di Mazzarri che sa come incartare le partite agli avversari. Squalificato Dzeko, dal primo minuto Schick. Commovente il minuto di silenzio dedicato alla memoria del compianto Davide Astori, sulle note di Lucio Dalla l’emozione è tantissima.

La Roma entra in campo molle e prevedibile. Il Torino ha fame e cerca di sfruttare le amnesie difensive dell’undici di Di Francesco. Alisson è miracoloso: il solito fuoriclasse verdeoro respinge i tiri di Falque e Acquah. La Roma guadagna gli spogliatoi sullo 0-0, tirando un sospiro di sollievo.

All’intervallo Di Francesco striglia i suoi: serve un’altra Roma, per trasformare i mormorii dell’Olimpico in applausi. Manolas trova il gol che sblocca la gara: Roma in vantaggio. I giallorossi si scrollano e trovano soluzioni più armoniche: il pallone circola, il Torino si apre, i capitolini possono trovare spazio per esprimere al meglio le loro qualità offensive. Sfiora il raddoppio Kolarov, così come Under e Nainggolan. Il Torino sembra scomparso e la Roma ne approfitta: pallone insidioso di Nainggolan, tap-in vincente di capitan De Rossi: è 2-0, punteggio che incanala il match su binari ben precisi. Entra Gerson, la Roma respira e gestisce il doppio vantaggio. Esce De Rossi, un po’ di riposo prima del ritorno di Coppa Campioni in programma martedì. In contropiede Nainggolan conduce la transizione offensiva giallorossa: assist al bacio per Pellegrini, controllo e tiro e palla in rete. Cala il sipario: delusione Toro, tre punti importanti per Di Francesco.

BILANCIO

Roma a due facce. Troppo molle nel primo tempo, poco brillante e molto molto prevedibile: mentalità sbagliata, regalata una frazione di gioco agli avversari. Secondo tempo di tutt’altra matrice: più verve, più determinazione, più cattiveria agonistica per sbloccare la gara sotto la sud. Probabilmente se questa Roma non avesse realizzato il gol del vantaggio non avrebbe espresso quel calcio armonico richiesto dalla piazza, e anzi, sarebbe andata in difficoltà concedendo palle gol che Belotti avrebbe trasformato in oro. Così non è andata: cross al bacio di Florenzi, stacco perfetto di Kostas Manolas, e gara spianata. Già, gara spianata: senza pressione e con gli avversari in difficoltà la Roma ha potuto ritrovare quella serenità necessaria per esprimere un football offensivo. Prima il raddoppio di De Rossi, poi la ciliegina sulla torta firmata Lorenzo Pellegrini. Ma questa Roma a due facce continua a destare perplessità: il risultato non deve ingannare. La Roma sa vincere al San Paolo, ma sa anche incassare sconfitte interne pesantissime, come quella col Milan. Costruire una mentalità vincente è complicato, specialmente se si mettono in discussione gli elementi migliori. Questa rosa ha bisogno di lavorare con serenità: una società seria deve blindare i propri simboli, i propri top player, a qualsiasi prezzo. Proprio grazie a loro vinci a Napoli. Se Pallotta e Monchi dovessero finalmente comprendere questo concetto, a quel punto il prossimo anno si ripartirebbe più forti di prima. Intanto è necessario conquistare una certa affidabilità: la Roma deve tornare ad essere una squadra matura, come ai tempi di Spalletti. Una squadra che sa incutere paura nei confronti degli avversari, una squadra difficilmente battibile all’Olimpico: proprio il contrario di ciò che è accaduto quest’anno. Vietati altri scivoloni interni, necessaria una certa continuità: a quel punto il terzo posto sarebbe davvero alla portata dei giallorossi. Aspettando la sosta per le nazionali per rielaborare le idee, Di Francesco è atteso dall’esame più prestigioco, un esame chiamato Shakhtar Donetsk.

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