Fabrizio Frizzi, Uomo Semplice E Senza Difetti

Fabrizio Frizzi, Uomo Semplice E Senza Difetti

Il popolare presentatore se n'è andato a 60 anni. L'immenso abbraccio della gente comune

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E' morto Frizzi, viva Frizzi. Fabrizio non era uno dei tanti. Era una persona speciale che speciale non dovrebbe essere, perché il suo modo di affrontare la vita, la quotidianità e la professione, dovrebbero essere all'ordine del giorno nell'animo di tutti. Era impossibile non vederlo ridere o sorridere, difficilissimo immaginarlo corrucciato o in collera. Ha incarnato, come Corrado, Mike Bongiorno o Raimondo Vianello, paragoni tutt'altro che azzardati, quel tipo di personaggio a metà tra la celebrità e l'amico di famiglia. Perchè questo era Fabrizio Frizzi, uno che non perdeva mai il sorriso e si mostrava per quello che era sia sotto i riflettori che sulla scena pubblica. L'ondata di commozione che ha investito la famiglia e tutto il mondo dello spettacolo appena venuta a galla la tragica notizia, la dice lunga sullo spessore morale dell'uomo e sul valore del conduttore. Che faceva una cosa sconosciuta a molti, moltissimi: si prendeva in giro. Era come se fosse rimasto un ragazzino.

L'eterno ragazzo che aveva iniziato in un programma per bambini negli anni Ottanta, si era portato dentro il seme della gioventù e dell'ilarità e lo aveva portato in tutte le sue riuscite esibizioni: a "Scommettiamo che...?", con Milly Carlucci, nella piazza dei "Fatti vostri" dove da amante della musica una sera duettò con Pippo Baudo, sino all'"Eredità" passando per il doppiaggio di Woody, buon personaggio del cartone animato Toy Story, che incarnava guarda caso tutti i buoni valori di Fabrizio. Quando qualcuno scompare è semplice parlarne bene, ma nel suo caso non può essere altrimenti. Impossibile non avvertirne il carisma anche stando seduti comodamente sul divano, perlomeno quando la tv era ancora una cosa popolare e la Rai era al centro del palcoscenico. Ma Fabrizio è riuscito anche in un compito difficilissimo: restare al centro della scena anche quando la televisione ormai la si fa da sé. Anche quando si può scegliere cosa guardare in qualsiasi momento e tutto ciò che si preferisce, da più di un dispositivo. Eppure, e ne ha dato prova anche durante la malattia, è andato avanti sino in fondo mantenendo uno spirito talmente docile che faceva sembrare umane e semplici tutte le cose della vita.

E oltre a quello con la Rai, sono stati altri due i suoi matrimoni: Carlotta e Rita. In due epoche così diverse e in due contesti altrettanto asimmetrici. Il divorzio da Rita Dalla Chiesa era sfociato in una amicizia vera e cordiale, e anche questo la dice lunga sul suo spessore. In un mondo che dimentica in fretta, l’abbraccio della gente in Piazza del Popolo nel giorno dei suoi funerali (una signora sulla settantina è arrivata addirittura da Reggio Calabria), è la risposta più evidente di che cosa Fabrizio Frizzi avesse rappresentato per tanti, per tutti. Solo di una manciata di persone, nella vita, si può dire che non avessero difetti. E' certamente il caso di Fabrizio Frizzi, discreto e umile protagonista della televisione e della vita.

Stefano Ravaglia


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