Fidia

Fidia

"Mi sento una giovane cantante che può dare il suo contributo a tante altre donne che così tanta voce per ribellarsi non ce l'hanno. Io voglio essere la voce di tutte quelle donne".

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Oggi abbiamo il piacere di incontrare per i nostri lettori la cantante Fidia con cui parleremo del suo percorso artistico e dei suoi progetti futuri.

Per chi non conoscesse la tua storia: da dove nasce la tua passione per la musica?

Come dico sempre la mia passione non è nata, credo che in realtà sia sempre esistita. Mamma mi disse che fin da quando ero nel pancione mi faceva ascoltare Mozart e tantissima altra musica. È come se la mia passione fosse venuta al mondo assieme a me. Poi fin da quando ero piccola cantavo sempre, costantemente. Mi ricordo che avevo costruito un microfono fai da te fatto di carta, con cui facevo le mie esibizioni nel corridoio di casa.

Quando hai scelto di intraprendere il percorso artistico hai incontrato diffidenza tra i tuoi coetanei e all’interno della tua famiglia o ha prevalso l’incoraggiamento e l’entusiasmo verso una strada che apparentemente sembra complicata e “riservata a pochi”?

Fortunatamente ho trovato moltissimo appoggio. Al mio fianco ho sempre avuto due genitori molto attenti, disponibili a farmi sperimentare e a farmi coltivare le mie passioni. Allo stesso tempo penso sia importante dire che non sono mai stata indirizzata da loro a fare qualcosa che non mi andava di fare. Penso che sia fondamentale esprimere solo ciò che deriva da un nostro desiderio, una nostra passione. E così è stato per me: ho iniziato a studiare canto a 14 anni, e da lì non ho mai più smesso. Ho riscontrato entusiasmo da parte dei miei coetanei e della mia famiglia proprio perché traspiravo musica e trasmettevo alle persone attorno a me una grande voglia di percorrere questo cammino.

Il tuo nome d’arte nasconde un chiaro riferimento alla cultura greca: c’è qualche legame particolare che ha ispirato questa tua scelta oppure si tratta di una semplice casualità?

In realtà vi svelerò una cosa: il mio nome d'arte è anche il mio nome! Mi chiamo proprio così, Fidia. Mia madre mi raccontò che quando era giovane studiando l'arte greca si appassionò tantissimo a questo scultore, e da lì la volontà di chiamare sua figlia con lo stesso nome. Personalmente lo adoro. Quando ripenso a questa mia particolarità penso sempre che il mio percorso artistico fosse in qualche modo già scritto nelle stelle.

Nonostante la tua giovanissima età puoi contare su un curriculum di esperienze professionali ed artistiche piuttosto ampio a cominciare dalla tua partecipazione al programma musicale di Raffaella Carrà “Forte,Forte Forte su Raiuno nel 2015. Che ricordo conservi di quel primo contatto col grande pubblico?

Dire che conservo tantissimi ricordi sarebbe riduttivo. È stata un'esperienza mozzafiato, in tutti i sensi. Chiaramente all'inizio ho avvertito anche la preoccupazione di confrontarmi con qualcosa di molto più grande di me, ma poi la grinta e la voglia di migliorare sempre ha prevalso. Durante il programma venni ribattezzata come “la ragazza che canta a testa in giù”, proprio perché ebbi l'intuizione di presentarmi ai provini con una performance molto particolare, in cui unii il canto all'acrobatica. Sicuramente dal momento in cui sono arrivata al programma, all'ultimo giorno di trasmissioni, la mia valigia si è riempita di tantissime emozioni che porterò sempre con me. L'impatto con il grande pubblico è stato elettrizzante, per non parlare del ricordo bellissimo che ho di Raffaella Carrà, un po' la mamma di tutti noi concorrenti.

Hai già potuto sperimentare alcune collaborazioni con artisti di grande fama: c’è qualche segreto che sei riuscita a rubare e fare tuo da questi artisti che possono contare su una solida carriera?

Il segreto più grande che sono riuscita a rubare è la perseveranza. Fino ad adesso ho collaborato e lavorato assieme a molti professionisti e ho sempre notato questa tendenza alla perfezione, all'impegno, alla passione che diventa professione. Sono estremamente convinta che al mondo nulla viene regalato, ed è per questo che in tutto ciò che faccio metto anima e corpo, cercando sempre di andare oltre i risultati ottenuti. Credo che questa sia una delle chiavi per avviare una splendida carriera artistica: trovare il giusto connubio tra tecnica, sperimentazione, esperienza e intuizione. Poi credo che sia importantissimo rubare sempre ai professionisti, ognuno ha qualcosa da dare e non bisogna mai sottovalutare nessun consiglio. I segreti sono vari, ma se ve li svelassi tutti che segreti sarebbero?

Oltre alle persone con cui hai collaborato quali sono gli artisti italiani o internazionali che segui con maggiore attenzione e che magari sono fonte d’ispirazione per le tue canzoni?

A livello internazionale la mia più grande fonte di ispirazione è Beyoncè. Chiamarla macchina da guerra è dire poco. Sa emozionare, reinventarsi, far ballare, far ridere, ma soprattutto è umana. E credo che l'umanità in un'artista sia fondamentale, in quanto crea un contatto vero e puro con il proprio pubblico. A livello italiano seguo moltissimo Giorgia e Annalisa, sia perché adoro le loro vocalità, sia perché apprezzo la loro evoluzione artistica. Ho notato negli ultimi tempi una grande maturazione artistica in Annalisa, anche dal punto di vista di identità e stile. È fondamentale trovare la propria forma, ma cantanti di questo calibro fanno anche riflettere sul fatto che gli artisti sono sempre un divenire, una forma libera che si plasma liberamente e progressivamente. Mi affascina la musica anche per questo: può svelare attraverso le sue sfumature la crescita interiore di una persona.

C’è qualcuno in particolare con cui ti piacerebbe condividere un progetto artistico in un prossimo futuro?

Voglio sparare alto: per me sarebbe un onore condividere il palco e duettare con l'immenso Adriano Celentano.

Spinta dal tuo gruppo di lavoro hai tentato di partecipare al festival di Sanremo Giovani 2018, con il brano “Perfida Poesia” che è stato anche il tuo primo singolo, uscito ad inizio dicembre. Il tema scelto è sicuramente molto delicato e di grandissima attualità perché riguarda un rapporto affettivo che termina con un femminicidio. Non credi che un argomento come questo avrebbe meritato una maggior attenzione in una vetrina importante come quella di Sanremo?

Effettivamente ci aspettavamo un riscontro diverso, proprio perché la tematica purtroppo è dannatamente attuale e sentivamo tutti il desiderio, io e il mio team, di lanciare un forte grido di forza a tutte quelle donne che subiscono violenza tutti i giorni. “Perfida poesia” è il mio primo singolo in italiano, perché in realtà il mio primo singolo è uscito pochi mesi prima, un brano in inglese scritto da me, dal titolo “What's the meaning”. “Perfida poesia” invece nasce da una mia idea, e viene sviluppato da professionisti quali il maestro Vince Tempera (arrangiatore del brano) e da Daiano (autore e compositore del brano, nonché autore di pietre miliari come “Sei bellissima”). Dal festival sicuramente ci aspettavamo qualcosa in più, proprio perché sarebbe stato molto importante lanciare un messaggio così forte per tutti. Probabilmente abbiamo detto la verità in maniera troppo diretta, dato che Daiano non ha avuto mezzi termini nell'affrontare questo duro argomento. Proprio perché la tematica è delicatissima abbiamo voluto puntare su un testo molto incisivo, alleggerito da un arrangiamento altrettanto coinvolgente, ma sicuramente meno drammatico.

Come dimostra proprio questo tuo singolo non bisognerebbe mai avere paura di toccare tematiche delicate attraverso l’arte ed in particolare la musica che può forse più facilmente di altre forme artistiche rappresentare una cassa di risonanza importante per temi che altrimenti verrebbero giudicati in qualche misura “impopolari”: come vive una ragazza giovane come te la responsabilità di veicolare messaggi così importanti attraverso la sua musica?

All'inizio di questo progetto mi sono resa conto che avrei avuto sulle spalle un grosso carico di responsabilità, ma la cosa non mi ha spaventata affatto perché sentivo dentro di me che al di là del brano, potevo aiutare tante donne con la mia musica. Credo che sia importante veicolare anche messaggi forti come questi, proprio perché la musica è un mezzo universale e soprattutto arriva alla pancia, al cuore. In più volevo essere d'esempio anche alle ragazze più piccole e ai giovani della mia generazione: essere giovani e lanciare messaggi così forti può essere di forte ispirazione per tutti, per questo sono contenta di quello che faccio. Mi sento una giovane cantante che può dare il suo contributo a tante altre donne che così tanta voce per ribellarsi non ce l'hanno. Io voglio essere la voce di tutte quelle donne.

Sei anche legata al mondo della moda; se dovessi fare una scelta tra questi due ambiti dove ti immagini di raccogliere le maggiori soddisfazioni?

Posso affermare con estrema certezza ed emozione che le maggiori soddisfazioni arriveranno dalla musica, perché è la mia più grande passione e nulla potrebbe rendermi realizzata più di questo. Con la musica esprimo la mia essenza, il mio amore per la vita e la mia voglia di fare arte.

Tornando all’ambito musicale quali sono i tuoi progetti dopo l’uscita del tuo primo brano?

Sono contentissima di dirvi che i progetti sono tanti e molto impegnativi. Prima di tutto sto scrivendo nuovi brani in vista del mio primo album. Sarà un album che saprà raccontarmi sotto tutte le mie sfumature. Voglio fare qualcosa di innovativo, fresco, mantenendo sempre quel tocco di musica italiana che ci contraddistingue nel mondo. Inoltre sono troppo felice di dirvi che stiamo già lavorando al mio primo vero tour estivo! Non vedo l'ora di iniziare con le date, sto scalpitando all'idea di esibirmi in tutta Italia e poter regalare la mia musica a così tanta gente. Condivideró il palco anche con due grandi artisti: Aco Bocina, il Maradona del mandolino che saprà accompagnarmi in questo viaggio divinamente, e Giacomo Celentano, altro grande artista che sicuramente conoscete. Sarà uno spettacolo ricchissimo di energia, grinta e soprattutto tanta arte.

Puntando lo sguardo ancora più avanti qual è un sogno che vorresti realizzare nella tua carriera artistica?

Il sogno è solo uno: quello di poter regalare la mia musica a più persone possibili, di creare una immensa famiglia solida e di trasmettere la mia purezza d'animo. Per coronare tutto ciò, sogno un giorno di diventare un'artista internazionale che possa durare nel tempo, che non si dissolva come una stella cometa.

Vorrei aggiungere in tutto questo un ringraziamento speciale a chi ha creduto in me, il Produttore Pio Del Duca

Ringraziamo moltissimo Fidia per la sua disponibilità augurandole di realizzare i tanti nuovi progetti e di farlo sempre con entusiasmo.

Federico Ceste 

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