JONNY BLITZ

JONNY BLITZ

FINALMENTE POTEVAMO ASCOLTARE LA NOSTRA MUSICA PER LA PRIMA VOLTA E PER UN MUSICISTA NON C'E' NULLA DI PIU' ROMANTICO

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Quattro amici che suonano la musica che vorrebbero ascoltare. Così si presentano i Jonny Blitz, gruppo romano formatosi nel 2009. A cavallo tra cantautorato e surf rock scanzonato, Mox (voce), Pas (chitarra e cori), Lur (batteria e cori) e Mic (basso e cori) annunciano l'uscita del prossimo album "Colpa del sole”, per l'etichetta indipendente Maciste Dischi.

Jonny Blitz, 4 componenti ed il cane Blitz, appunto, mascotte che appare spesso sulle vostre foto. Ufficialmente il gruppo nasce a Roma nel 2009, pubblicate demo, un EP ed il primo disco, "Musica per chi l'ascolta la prima volta". Chi di voi ci racconta il prequel? Cosa accadde prima del 2009, come vi siete incontrati e cosa vi ha portati a suonare insieme?

Sai quando nella vita incontri una persona e ti rendi subito conto che non era per caso? Ecco, più o meno in tempi diversi, in regioni diverse, è andata così. Prima Mox e Lur, poi Mox, Lur e Pas e nel 2009 nasce un power trio, chitarre e batteria. La quarta parte della band è arrivata successivamente: Mic, amico storico di Pas direttamente da Bologna per provare con noi prima di un festival, che peraltro era pure saltato.

Il vostro primo EP, "Ti ricordi quella volta che", è stato pubblicato nel 2010. I quattro pezzi faranno parte, tre anni dopo, dell'album "Musica per chi l'ascolta la prima volta" (verso ripreso dal brano "Centro"). Perché questo titolo?

E’ stata una scelta coraggiosa ma ci è sembrato il titolo più rappresentativo per ciò che stava accadendo. Abbiamo suonato tanto prima dell’album, 6 giorni su 7 eravamo in sala a suonare. Di tutto. Abbiamo scritto quasi immediatamente i primi pezzi che sono entrati nell’EP, poi a suonare, fare live e in fine in studio a registrare. Finalmente potevamo ascoltare la nostra musica per la prima volta e per un musicista non c’è nulla di più romantico.

In "London Calling" cantate, La gente che parte è come l'arte, non sempre è compresa. Il testo sembra raccontare la storia sempre più comune di chi cerca la gloria altrove, la cosiddetta "fuga dei cervelli" che vedono in Londra o Berlino ciò che i nostri nonni (o addirittura bisnonni) vedevano nell'America di inizio '900. Voi da che parte state? Comprendete, appunto, la scelta o pensate si debba coltivare ciò che si ha, nonostante le fondamenta poco solide?

Discorso impegnativo. Sarebbe meglio farlo davanti ad un bicchiere di vino. Sicuramente siamo italiani anche se due di noi sono molisani. Mox è di Catania, ma tutti quanti ci siamo trovati a Roma. Pensiamo che l’Italia non la lasci facilmente per bellezza e tradizione.

Il disco contiene brani a metà tra cantautorato e surf rock, di certo appare sin da subito la volontà di distaccarsi dai canoni dell'indie italiano odierno, affollato da cantanti che, chitarra alla mano, fanno a gara per cercare il vocabolo più forbito per esprimere concetti quasi sempre elementari, quantomeno ordinari. Qual è la vostra idea dell'attuale panorama musicale italiano? Cosa ne pensate dell'apparente linea di demarcazione che separa il cosiddetto indie dalla musica più marcatamente popolare?

Tutto ciò che suona andrebbe ascoltato, così ognuno può fare quello che vuole. Noi raccontiamo ripescando le sonorità e gli esempi della musica italiana di fine anni 60 -inizio 70 che adoriamo. non c'è nulla di studiato a tavolino, semplicemente suoniamo (e cerchiamo di farlo al meglio) la musica che più ci ha affascinato e che ci piacerebbe ascoltare.

Recentemente diversi nomi indipendenti hanno sdoganato il concetto apparendo ai piani alti delle classifiche di vendita, basti pensare a Dente, Ministri, Zen Circus. Sembra che qualcosa si smuova anche a Sanremo, dove gli scanzonati Kutso si sono classificati secondi, dietro al più rassicurante e "sanremese" Giovanni Caccamo. Avete seguito la kermesse? Pensate di poter sfruttare, un giorno, la platea nazional popolare per antonomasia al fine di raggiungere un pubblico più vasto?

Sicuramente vendere è importante e agli occhi di molti fa il successo di una band. Per noi l'importante è suonare e scrivere canzoni che piacciano a noi e che speriamo piacciano anche agli altri. Sanremo abbiamo avuto la sfortuna di seguirlo per due serate tra cui la finalissima. E' stato il trionfo della mera tecnica canora a dispetto di una cultura italiana che fa della melodia e del ritornello il suo cavallo di battaglia. Credo che il 70% dei nomi che erano in gara tra i big, provenienti dai talent, neanche sappiano cosa sia la gavetta. Nel disco nuovo ci sono pezzi che non avrebbero assolutamente sfigurato all'Ariston, ma purtroppo in italia c'è molta paura di osare e si sceglie di puntare sul "già collaudato". La novità che ha bisogno di essere metabolizzata spesso passa come un flop, anche se le vendite post-festival premieranno.

A proposito di musica ascoltata per la prima volta, qual è stato il primo disco che avete acquistato?

Mmm, è come chiedere ad un alcolizzato quale sia stato il suo primo bicchierino. C’è chi dice “Blood sugar Sex magik” chi il singolo di “Don't look back in anger” e chi Cristina D’avena.

Sulla vostra pagina Facebook avete recentemente annunciato la pubblicazione del prossimo album, "Colpa del sole", svelandone la copertina, disegnata dall'artista Mattia Iacono. Cosa ci dite del vostro prossimo progetto?

"Colpa del sole" si è scritto da sè, lasciando che emozioni e sensazioni venissero espresse dentro a delle canzoni e "dirlo con la musica diventa un esigenza". Sicuramente è un album più maturo rispetto al precedente e contiene brani molto diversi tra loro ma legati da un unico sottile filo conduttore. Tutto ciò è stato possibile grazie anche a"Maciste Dischi", un gigante buono che crede in noi e nella buona musica.

Di certo è l'attività live la chiave del successo per artisti affermati ed emergenti. Dove possiamo ascoltarvi prossimamente?

A Roma. Il 26 febbraio suoneremo all'INIT per la presentazione ufficiale del disco "Colpa del sole", in compagnia de I Cento, Galoni e Buee. Non vediamo l'ora!

Carmine Della Pia

Unfolding Roma

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