Roma Chievo Verona 2018

Il fatto che è difficile non vuol dire che sia impossibile Improbabile significa solo che può succedere Io ci credo

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CHIEVO (4-3-1-2)Sorrentino; Cacciatore, Tomovic, Gamberini, Jaroszynski; Bastien, Radovanovic, Depaoli; Birsa; Inglese, Meggiorini.


ROMA (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, Gonalons, Strootman; Gerson, Schick, El Shaarawy.


Il fatto che è difficile non vuol dire che sia impossibile. Improbabile significa solo che può succedere. Io ci credo“.

Sono stati accolti così i giocatori all'arrivo all'Olimpico nei corridoi antecedenti gli spogliatoi.

In conferenza stampa ieri Di Francesco ha risposto quasi piccato a chi gli chiedeva scelte e ragionamenti in vista del Liverpool, l'allenatore ha provato a ribadire più volte che la squadra è pronta e concentrata nell'affrontare un obbiettivo alla volta, oggi il Chievo, mercoledì il Liverpool, ma l'attenzione dell'opinione pubblica e della stampa è inevitabilmente tutta concentrata sulla partita di Champions ed i giocatori devono esserersi caricati al massimo alla vista dello striscione esposto.

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I primi dieci minuti sono di studio per la Roma che sventa il tentativo di realizzazione del Chievo già nei primissimi minuti, con la coppia Inglese/ Castro che mira all'incrocio dei pali, senza trovare lo specchio.

In campo Di Francesco opta per un 4-3-3 di sperimentazione, torna ancora Juan Jesus nelle retrovie, contiene Pucciarelli con intelligenza, ma alla lunga perde il ritmo, rischia l'autogol e frena Inglese davanti alla porta beccandosi espulsione e rigore.

Non una bellissima serata per lui, ma rispetto alle lunghe pause del passato, resta in gioco e spezza il ritmo degli avversari.

A fargli compagnia, senza troppa fatica, Kolarov, Fazio e Peres. Il brasiliano sembra aver ritrovato la vena calcistica, si sposta su e giù per la fascia senza farsi tentare dalla febbre del gol, Cacciatore impazzisce non poco e Bruno risponde con un paio di interventi da manuale, sta crescendo ancora, peccato che il Campionato sia agli sgoccioli.

Il serbo invece soffre la mancanza del suo Alter Ego Perotti, la catena di sinistra rimane comunque la più produttiva, ma la mole di lavoro riservatagli potrebbe diventare un problema mercoledì, assist e giocata personale che sfiora il palo di pochissimo, un giocatore immenso che da inizio campionato dice la sua con pochissime parole e molti fatti.

Maran opta per un 3-5-2 di studio, il tecnico clivense non può permettersi un altro K.O pesante e punta su Depaoli e Cacciatore per equilibrare la difesa, ma non fa nemmeno in tempo a capire come studiare la mossa degli avversari che al nono ringraziano Radovanovic e si involano con Nainggolan verso la porta avversaria, il belga si accentra dalla sinistra servendo un traversone al centro dell'area, Shick prontamente di potenza scaraventa in porta. 1-0.

La Roma resta in attacco, buona la punizione rimediata dai venti metri, il tiro è buono ma la palla finisce sulla riga di porta, protetta prontamente dal portiere gialloblù.

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Il Chievo si fa prepotente prova a sfondare sulla fascia destra , ma la Roma riconquista palla, Peres allunga e crossa al centro dell'area, i gialloblù anticpano la giocata ma Kolarov raccoglie mette in mezzo e trova il tacco del Faraone che la spedisce in porta...il due a zero viene però strozzato dal Var che annulla per fuorigioco il gesto del romanista.

Maran prova alcuni schemi e la squadra prende coraggio, dalla fascia destra prova a sfondare la retroguardia giallorossa, ma la Roma tiene campo e rimane alta in difesa, al 19' ancora Roma, lancio lungo per Schick che trova le mani del portiere a respingere la palla.

Il giocatore ceco dimostra di poter essere un valido elemento, dopo le tante, troppe polemiche sul suo vero valore all'interno della squadra nel tridente d'attacco sembra trovarsi a suo agio, spirito d'iniziativa, perspicacia e ottimo lavoro di copertura, chiudono definitivamente la bocca a quanti volevano la sua testa su un piatto d'argento.

Al 28' è El Shaarawy che vuole provare la conclusione, colpisce clamorosamente il palo che rimbalza sulla testa del portiere e viene allontanato.

Anche il Faraone trova in questa partita un incentivo per aggiudicarsi la maglia da titolare contro il Liverpool, concentrato e mai fuori tempo, la sfortuna lo perseguita, il gol di tacco annullato ed il palo che grida vendetta, ma non si scoraggia e si fa trovare sempre pronto nel tenere pulita l'area per facilitare i compagni.Trenta minuti sul cronometro e la Roma è in cerca del raddoppio, ma il Chievo vuole provare la rimonta, la partita va avanti con scioltezza caratterizzata perlopiù da lanci lunghi e ripartenze veloci, si cerca di verticalizzare ma le azioni in alcuni momenti stentano a svilupparsi.

Il primo tempo chiude i battenti, senza prima consegnare alla Roma il gol del 2-0.

Rincorsa veloce di Kolarov sull'out di sinistra, traversone al centro, Dzeko intuisce e scaraventa in porta anticipando di un secondo Radovanovic, sembra finita ma ancora una bellissima azione di Dzeko al 46' fa sognare i tifosi, inseguito davanti alla porta avversaria, il bosniaco si porta dietro mezza difesa ma perde il tempo rimediando solo un calcio d'angolo .

Una bella Roma, molto impostata e tenace, non si accontenta del vantaggio e prova a più riprese ad inquadrare lo specchio della porta.

Gli attaccanti lavorano di fino cercando il pallone e gestendo l'avversario, un'importante prova di maturità della squadra tutta.



La ripresa rievoca un po' l'andamento del primo tempo,

al 50' il Chievo alza la voce e tenta un approccio più duro, l'azione si sposta in area e nel tentativo di andare in porta, Inglese viene atterrato da Jesus in area, per l'arbitro non ci sono dubbi rigore ed espulsione per il difensore romano. Inglese si fa carico del rigore, ma Allison para .

Una Roma in dieci uomini riparte ancora più determinata alla ricerca del terzo gol, Di Francesco mette in mezzo Manolas per riequilibrare la difesa, risparmiando a Schick gli ultimi minuti del match e facendo arretrare El Shaarawy come filtro a centrocampo.

Il gesto tattico sortisce l'effetto sperato.

Prima El Shaarawy parte palla al piede da centrocampo, sulla fascia sinistra falcia l'erba dell'Olimpico e dribla l'ultimo uomo davanti alla porta, destro a giro angolato e Sorrentino viene nuovamente battuto. I 3-Il che taglia le gambe al Chievo già duramente provato.

Poi, neanche un minuto dopo sull'out di destra, grande gestione di Dzeko che si accentra, Nainggolan arriva in volata ma Dzeko preferisce angolare e beffa nuovamente Sorrentino.


4-0 e grinta e voglia e fameeeeeeeeeeeee!!!!


La Roma sembra comunque non aver finito, dopo qualche minuto di incertezza nel primo tempo si è ripresa tutto con gli interessi nel secondo, nei minuti finali Di Francesco cambia le pedine, il risultato è pieno e di grande soddisfazione e sia Gonalon subentrato a Pellegrini, sia Gerson subentrato a Dzeko non fanno pesare le sostituzioni.


Il sogno di Di Francesco di chiudere a rete inviolata si infrange però al 40', dalla bandierina, cross in mezzo raccoglie Inglese di testa e segna il gol del 4-1.

Gol di reazione per una partita mal gestita da tutta la squadra.

La rabbia di Nainggolan, incommensurabile come sempre, esplode sul finire quando Calvarese ferma la sua rincorsa quasi davanti alla porta per un presunto fallo su Radovanovic, forse più per la soddisfazione della realizzazione personale che per un punteggio già più che ricco.


3 i minuti di recupero, ma la Roma passa a testa alta senza colpo ferire. Una grande prova di resistenza e maturità.


Laura Tarani

fonte foto: AS ROMA

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