Gio Evan - Biglietto Di Solo Ritorno

La recensione dell'album di Federico Ceste

stampa articolo Scarica pdf

Oggi abbiamo il piacere di presentare ai nostri lettori il doppio album di Gio Evan dal titolo “Biglietto di solo ritorno”. Si tratta dell’esordio discografico per il poliedrico artista che è conosciuto come scrittore e poeta, umorista, performer, cantautore, artista di strada.Gio Evan è famoso per i suoi concetti del “non bastarsi” e del “sorprendersi” e adesso mette la sua impronta anche nella musica e lo fa con un tono piuttosto chiaro.Questo progetto sembra voler fondere le varie forme espressive in un percorso decisamente interessante che racconta alcune sfumature della vita quotidiana in cui tutti possiamo ritrovarci. Ascoltando le tracce di questo album si ha l’impressione di intraprendere un viaggio sospeso tra poesia e musica che si snoda abilmente tra la stretta quotidianità e sentimenti profondi, sviscerati in modo da regalare la sensazione di compiere un’introspezione dentro se stessi, guidati dalla musica e dalle parole.Un’attenzione particolare viene  dedicata in molte tracce all’interpretazione dell’universo femminile con un’interessantissima mescolanza tra concretezza ed ideali declinati in senso poetico.Questo album sancisce l’inizio della collaborazione artistica con il produttore artistico Anudo che ha curato la parte musicale del progetto.Il singolo che ha anticipato l’uscita di questo disco è il brano “Pane in cassetta” che vuole essere allo stesso tempo un inno alla libertà ed al coraggio di intraprendere percorsi anche quando sembrano complicati e non trovano immediata approvazione da parte di tutti.

Disco 1:

Il brano di apertura del primo disco è “Mi manco” ed è il simbolo dell’inizio del cammino della ricerca di se stessi che questo album più in generale si propone di assecondare.La seconda traccia del titolo “Posti” è evocativa del viaggio talvolta irrequieto che ognuno di noi compie ogni giorno.Si continua poi con il brano “ Joseph Beuys” che è un inno all’arte ed all’impatto che quest’ultima può avere nell’evocare situazioni particolari che riguardano la vita di ognuno di noi.“Sabota” è un inno alla convivenza tra le contraddizioni più profonde che incontriamo molto spesso nella nostra quotidianità.“Pignatte” è invece incentrato sul tema della fiducia nella natura e nella capacità di farsi sorprendere dalle cose che avvengono in ogni caso, anche indipendentemente dalla nostra volontà e da quelli che possono essere i nostri progetti.“A piedi il mondo” ha come tema l’incontro con persone che sono in grado di accompagnare il nostro viaggio regalandoci sfumature speciali.La canzone successiva dal titolo “Biglietto non obliterato” è un elogio dei viaggi senza meta che in alcuni momenti ognuno di noi deve fare.A chiudere il primo album è la traccia “Infinit” : una rappresentazione plastica delle difficoltà che incontriamo nel fare le scelte giuste a seconda delle circostanze.

Disco 2:

Il filo conduttore della seconda parte di questo progetto è sicuramente la descrizione dell’amore nelle sue varie declinazioniLa traccia d’apertura è il brano “Sei perfetta “: un inno al coraggio e alla voglia di rialzarsi dopo gli errori, declinato completamente al femminile. “Il trucco dell’aperitivo” è una descrizione piuttosto particolare del rapporto tra uomo e donna e dell’impegno necessario per mantenere vivo un legame duraturo.“Sei diventata dura” è un invito a rialzarsi dopo le prove più difficili della vita che toccano in particolare le donne.“Le donne che leggono”: brano che indica la qualità femminile di saper indicare la strada giusta.“Ti tradiscono le guance” tocca l’argomento dell’espressività visiva.“Dovresti sentirtelo dire” è invece un inno alla capacità di rialzarsi dopo una grave caduta.“Mi dici da soli no” è una riflessione sull’importanza di essere accompagnati dalle persone giuste che possono condividere momenti particolari con noi.“Volevano insegnarmi” è invece un rifiuto raffinato di tutti quelli che sono i preconcetti e le etichette di cui spesso siamo prigionieri.“Rinunci” è una piccola critica verso chi decide di non scegliere e vive passivamente le varie situazioni.Questo secondo disco si conclude infine con il brano “E invece” perché le cose non sempre sono come appaiono a prima vista…Ascoltando queste canzoni si alimenta la sensazione di un progetto riuscito che dice immischiare in maniera piuttosto efficace parole e musica che si completano in totale armonia.

Federico Ceste 

© Riproduzione riservata