Jacopo Moriggi

Jacopo Moriggi

Mentre suoni, soprattutto dal vivo, potresti amare o odiare allo stesso tempo qualche cosa,le sensazioni mutano continuamente ed il tutto è un flusso di sensazioni che girano a ruota.

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UnfoldingRoma incontra Jacopo Moriggi che ci illustra il suo nuovo progetto musicale: l’album “Vision”.

Per chi non conoscesse la tua storia come è nata la passione per la musica e quando si è concretizzata l’occasione di trasformarla in un mestiere?

La passione è nata 17 anni fa mentre ascoltavo dei dischi di mia madre.

Ho capito che questa era la mia strada sei anni fa, dopo un lungo viaggio di quasi un anno in Australia, mi ero preso una pausa musicale, avevo bisogno di cambiare aria e lavoro. All’estero ho fatto diversi lavori, dall’edilizia alla ristorazione ma dopo tanto tempo passato lontano da casa, dai miei affetti, ho capito che la mia strada era assieme alla batteria e alla musica.

Successivamente mi son serviti diversi anni di duro impegno ed umiltà e pian piano, senza accorgermi, si è trasformato in un lavoro.

Hai scelto di fare della batteria la tua “voce musicale”: da dove nasce questa scelta e cosa rappresenta per te questo strumento in particolare?

Questo strumento mi sta permettendo, con le varie difficoltà, di vivere felice.Vedo la batteria compagna di vita da diversi anni ormai, una fidanzata, una “medicina” giornaliera con la quale condividi tutto.

Ritengo che lo studio e la tecnica siano di elevata importanza al giorno d’oggi, viviamo in un mondo pieno di batteristi, pieno di fotografi, pieno di cuochi.Stiamo vivendo un periodo dove la competizione è alta ed il lavoro scarseggia quindi bisogna essere pronti a tutto quando siamo davanti ad un’occasione.

Ritengo che la cultura, la storia, la passione del suono e la tecnica siano fondamentali se vogliamo farci strada nel nostro mestiere.

La batteria è uno degli strumenti musicali che forse più d’ogni altro riesce ad esprimere gli stati d’animo che sta vivendo chi la suona: quanto è importante per te questo aspetto comunicativo?

Fondamentale.

Mentre suoni, soprattutto dal vivo, potresti amare o odiare allo stesso tempo qualche cosa.Mentre suoni le sensazioni mutano continuamente ed il tutto è un flusso di sensazioni che girano a ruota.

Da tempo mi concentro sull’aspetto comunicativo perché è di fondamentale importanza mandare sempre un buon messaggio concreto.

Veniamo ora al tuo nuovo album: se dovessi descrivere il filo conduttore che unisce le tracce di questo progetto artistico come lo racconteresti? 

Ho pensato di unire varie idee ritmiche che avevo nel cassetto da tempo valorizzando dei concetti compositivi dove la batteria non fosse solo di accompagnamento ma vista anche come strumento melodico.

Possiamo notare il groove principale di quattro battute in “Cactus” e un notevole utilizzo di linear in tutto il disco.

Quanto questo album rispecchia la tua personalità?

L’idea iniziale era proprio quella, ho fatto il possibile, spero che il messaggio musicale arrivi nei dovuti modi (ride.ndr) Io vengo dal rock ma ormai non posso più dichiararmi come batterista rock perché negli anni sono stato contaminato da molti altri generi ed il mio nuovo disco ne è la prova.

Il titolo scelto rimanda ad un “percorso visionario”, cosa c’è di visionario in questo progetto?

Vision rappresenta un’immagine musicale abbinata ad una forte passione per i film e per le colonne sonore legate a loro.Ho scelto la parola Vision per rappresentare appunto la mia visione personale della batteria come strumento di composizione.

Le esibizioni dal vivo sono senz’altro uno dei momenti più emozionanti per ogni artista e il rapporto col pubblico ha sempre una grande importanza: che tipo di empatia cerchi di creare con chi ti ascolta e quando capisci di aver fatto un buon lavoro in questo senso?

Il termine groove oltre a essere sinonimo di ritmo, è una sensazione che percepisce sia chi suona che chi ascolta. 

E’ quello che si riesce a trasmettere tramite l’impronta ritmica definita e pulita, il tocco utilizzato e l’insieme che si crea suonando.

Capisci che la tua musica funziona quando parli con chi ti ha ascoltato online o chi ha appena assistito ad un tuo concerto riempiendoti di domande piene di energia o comunque quando noti che ci sono degli accorgimenti curiosi da parte loro.

La musica è una di quelle cose che accompagna la vita quotidiana di ciascuno di noi diventando molto spesso l’espressione di alcuni momenti particolari: per chi non avesse ancora ascoltato questo album a quali momenti della quotidianità hai immaginato di poter fare da colonna sonora?

Vision è un insieme di canzoni “astratte” legate ad un mondo immaginario di colonne sonore, sarei curioso di parlare con i nuovi ascoltatori per sapere quale percorso o “disegno” mentale hanno creato ascoltando questa musica.

E’ un disco improntato sulla batteria ma gli arrangiamenti sono di facile ascolto richiamando appunto situazioni legate al cinema o ai videogiochi.

Spero che possa essere ascoltato da tanti, soprattutto non musicisti e capire se la loro immaginazione ha creato situazioni positive durante l’ascolto e se si sono creati appunto la loro “colonna sonora” giornaliera.

Tra le cose di cui ti occupi c’è anche l’insegnamento di questo strumento che spesso è difficile quanto affascinante: quali sono i consigli che dai a chi tenta un primo approccio verso questo particolare strumento?

Devi essere felice, umile e non aver fretta. Studia tutti i giorni ed appassionati ad ogni disco che ti capita sotto mano .segui i consigli del tuo insegnante ed inizia subito a fare la gavetta con umiltà e rispetto.

Divertiti, non abbatterti e non utilizzare maschere, rimani sempre te stesso!

Che tipo di emozione ti regala poter insegnare ai più giovani alcuni dei tuoi segreti e vederli appassionarsi al suono di questo strumento che per te è indubbiamente significativo?

Insegnare è una cosa che adoro, l’idea di trasmettere il tuo sapere a chi vuole imparare penso sia un legame umano molto forte.

Come tutti ho allievi bravi e allievi fannulloni ma vedo che quando entrano nel mio studio non vedono l’ora di stare con me, so che sono felici e curiosi di sapere di cosa parleremo oggi. L’aneddoto più importante che ho capito durante il mio percorso è la curiosità e l’umiltà.

Ognuno ha il suo stile ed il suo modo di suonare ma bisogna proporre dei contenuti validi e concreti per stare nel campo musicale.

Guardando per un momento oltre questo album c’è qualcosa in particolare che ti piacerebbe realizzare in un prossimo futuro dal punto di vista artistico?

Avevo il sogno di fare un disco e senza accorgermi è stato pubblicato.

Ora vorrei che queste canzoni vengano ascoltate da tutti in modo che il mio messaggio musicale possa essere divulgato.

Mi piacerebbe realizzare una situazione musicale in studio dove la composizione sia il fattore principale e lavorare su commissione per progetti dettagliati come spot pubblicitari e colonne sonore.

Nell’ambito musicale non sono affatto rare le collaborazioni tra artisti: se dovessi sceglierne alcuni con cui poter condividere un progetto in futuro, su quali nomi ricadrebbe la tua scelta?

Pensandoci ora sarebbe bello condividere il palco con artisti di alto livello come Sting, Lady Gaga, Foo Fighters e Rag ’n’ Bone Man in modo da potermi confrontare e ottenere il giusto stimolo per crescere musicalmente.

Ringraziamo Jacopo Moriggi per averci fatto conoscere più da vicino il suo nuovo album e aver condiviso con noi una parte del suo percorso artistico.  Auguriamo a Jacopo di poter continuare a regalare tantissime emozioni attraverso la sua batteria e di poter far appassionare tanti ragazzi a questo strumento attraverso i suoi preziosi insegnamenti.

Federico Ceste

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