Sere D'arte A Castel Sant’Angelo

Sere D'arte A Castel Sant’Angelo

Comicità e melanconia, ironia e travestimenti per l’eccezionale esibizione di Cappella Neapolitana, ensemble diretto da Antonio Florio e con l'attore Pino De Vittorio per un autorevole tuffo nel repertorio barocco napoletano

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Sotto i meravigliosi affreschi cinquecenteschi della volta della Sala della Biblioteca del Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo grande consenso di pubblico per “NAPOLI! L'età d'oro della commedia per musica napoletana” uno spettacolo solo apparentemente per intenditori considerata poi la sua capacità di appassionare chiunque sia dotato di una sia pur minima sensibilità artistica.

Protagonista sul piccolo palco Cappella Neapolitana, l’Ensemble fondato nel 1987 da Antonio Florio costituito da strumentisti e cantanti specializzati nell’esecuzione del repertorio musicale napoletano del Seicento e Settecento, e nella riscoperta di compositori rari. A dirigerlo lo stesso Florio, a cui va il merito di avere dedicato parte dei suoi studi alla musica napoletana dei secoli XVII e XVIII con il recupero di capolavori dell’opera assolutamente inediti proponendoli, poi, ai più prestigiosi teatri europei e italiani. 

“NAPOLI! L'età d'oro della commedia per musica napoletana” ha offerto uno spaccato della cosiddetta "commedeja pe museca" ovvero quella forma teatrale comica in musica di moda nella Napoli del Sei e Settecento che raccoglieva l'eredità della Commedia dell'arte.

Punta di diamante della serata l’attore Pino De Vittorio, solista della scuola di Roberto De Simone  che in perfetta intesa con la Cappella Neapolitana, ha saputo rendere quei personaggi dell’opera buffa alternando momenti melanconici a arie più comiche dove capeggiava sempre qualche doppio senso proprio della cultura scenica partenopea.

Il suo volto diventa una maschera anche se non la indossa riuscendo a rendere espressioni e atteggiamenti in grado di fare vedere ogni volta un personaggio diverso che inevitabilmente finisce per conquistare il pubblico nonostante la difficile comprensione del dialetto barocco interpretato. E soprattutto nella sua interpretazione femminile De Vittorio ha incantato i presenti creando una popolana dell’epoca solo con una parrucca e un ventaglio. In effetti, l’attore viene apprezzato da oltre venti anni sia in Italia che all’estero come l’artista che meglio ha saputo portare in scena ai nostri giorni questa straordinaria stagione del passato.

Dall’inizio alla fine il connubio fra musicisti  e solista hanno reso magiche le musiche di Provenzale, De Majo, Sarlo, Paisiello e, nonostante  l’inconveniente del gran caldo nella sala, gli artisti hanno dato prova di una grande professionalità. E a concludere degnamente lo spettacolo l’esibizione di Pino De Vittorio  con “Lu Cardillo” un'antica canzone napoletana del '700 rielaborata a metà dell'ottocento da Ernesto Del Preite e musicata da Pietro Labriola. Una interpretazione densa di emozioni che ha portato i presenti a fragorosi applausi e richieste di bis. 

L’evento è rientrato nell’ambito di "Sere d’arte" la rassegna curata da Cristina Farnetti dedicata alla musica classica e al repertorio barocco eseguito con strumenti originali dell’epoca. In programma a Castel Sant’Angelo fino al 13 settembre per 13 appuntamenti musicali, 46 artisti, 4 prime romane, 5 prime nazionali, 2 progetti “site specific” e un doppio omaggio a Claude Debussy per il centenario della morte.

                                                                                                 Rosario Schibeci


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