Roma Atalanta 2018

Senza il codino il Flaco va in gol, ma la risalita è dura.

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Serata tiepida a Roma, nonostante l'anticipo di autunno che ha imperversato sulla Capitale in questo fine agosto piuttosto anomalo.

E anche la squadra capitolina sembra aver acquisito la sua buona dose di singolarità in questo inizio di campionato, cessioni dolorose, l'ultima delle quali più inattesa e inspiegabile delle altre che, seppur con i conti perfettamente in regola, la società ha deciso di approvare.


Mai scelta fù più sbagliata, nonostante l'esubero in reparto la mancanza di una figura forte e prepotente come quella di Strootman si è fatta sentire ed ha viziato in modo plateale le sorti di una partita che poteva essere gestita con più cautela.

La prima in casa dopo la pausa estiva, doveva essere l'appuntamento con il pubblico ed il Mondo che avrebbe potuto cementare la validità delle scelte di mercato, si è trasformata in una serata dolorosa, dove solo la grinta dei soliti noti non ha fatto precipitare tutto.

Si, è vero, siamo alle prime battute, la Roma deve aggiustare il tiro, ma come mi sono permessa di sostenere anche in altre sedi il Mister Di Francesco dovrebbe essere un professionista più elastico e cedere alle caratteristiche della sua rosa attuale piuttosto che adattarle.

Qualcosa non ha girato come forse ci si aspettava, il centrocampo con Cristante e Pellegrini è parso troppo leggero nel reggere le ripartenze bergamasche, nel gestire Pasalic e Rigoni (autore di due dei tre gol) e nel gestire i tempi di inserimento, l'esperienza di Capitan De Rossi ha evitato in più di un'occasione che il passivo salisse in modo imbarazzante, ha cercato di coprire le mancanze dei compagni, è spesso andato in raddoppio di marcatura ed ha aggiunto presenza numerica in difesa, rivelandosi decisivo.

Possiamo dirne tante su di lui, ma in campo quando c'è da tirare fuori gli attributi è sempre il primo.

Manolas e Fazio hanno fatto una pessima figura lì dietro, purtroppo la mancanza di un filtro sicuro a centrocampo e l'insicurezza di un portiere ancora non al massimo della forma (se così possiamo dire...o meglio per non dire altro) non hanno permesso ai due difensori di svolgere il loro ruolo al massimo delle loro potenzialità, Fazio si rende complice di due dei tre gol della Dea, salvo poi riprendersi un po' di credibilità nel secondo tempo dove un onnipresente Manolas riesce a mettere per l'ennesima volta una pezza importante sul risultato finale.

Florenzi fa quel che può, la posizione in campo, lo sappiamo, non è la sua, è bastato un balzo più avanti nel secondo tempo per recuperare applausi e ridare speranza ad una partita in salita, a Roma si dice “lego l'asino dove vuole il padrone...”, ma onestamente se non ha lo spazio per camminare, rimane seduto...

Kolarov e la parabola discendente.

No, non sono di questa opinione, possono dire quello che vogliono, ma una coppia affiatata che si conosce a memoria e non ha bisogno di schemi per interagire non può essere divisa.

Non mi stanco di farlo notare, la catena di sinistra Kolarov/Perotti è quella che lo scorso anno ha macinato più occasioni da gol, in percentuale fù proprio dalla sinistra che i giallorossi sono riusciti a concretizzare di più, questa sera la stessa fascia, orfana di uno dei protagonisti è rimasta pressoché immobile, lasciando spazio alle manovre da destra un po' più macchinose e che hanno trovato solo nelle ripartenze di Kluivert gli spunti più interessanti per arrivare in porta.

Il giovane neo acquisto dovrà essere impiegato con intelligenza, l'assist dalla linea di fondo per Dzeko è lo stesso visto nell'ICC contro il Barcellona per El Shaarawy, sinonimo di dimistichezza con campo, pallone e buone giocate, ancora un po' troppo acerbo e frettoloso ma le qualità per fare un buon percorso ci sono tutte.


La formazione senza Strootman lascia un po' di amaro in bocca ma questo ora abbiamo e questo la Roma deve sfruttare. Di Francesco si affida al sempreverde 4-3-3, con Manolas, Fazio,Florenzi e Kolarov in difesa, De Rossi, Cristante e Pellegrini centrali ed il trio Dzeko, Under e Pastore davanti.

I primissimi munuti danno ragione al Mister: 74 secondi sul cronometro e la Roma si lancia sulla fascia destra con Under che in velocità mette in mezzo davanti al portiere avversario, Pastore intercetta e di tacco sigla un gol spettacolare, spalle alla porta e dittto verso l'angolino destro.

1-0.

Under per tutta la partita farà da ago della bilancia, cercando di infastidire le retrovie di Palomino e Mancini.


L'Atalanta un po' stordita dall'arrembante Roma, prova a farsi viva davanti ad Olsen, ma una buona schermata difesa tiene a bada i bergamaschi.

Sette minuti sul cronometro, le squadre si allungano ed anche la fascia sinistra pare lavorare bene i palloni, ma l'intesa tra i giocatori è ancora un po' acerba.

L'Atalanta non molla e si fa comunque sempre trovare lì e anche la punizione concessa al limite dell'area giallorossa è frutto di un intervento involontario con il braccio di Manolas.

A Florenzi tocca nuovamente il ruolo scomodo da terzino, ancora non si capisce in che anno rientrerà o forse è meglio capire quando entrerà a far parte della rosa Karsdorp, giusto per riuscire finalmente a dare un'identità precisa al giovane romano.

L'Atalanta pressa alta mettendo in difficoltà una Roma che stenta a gestire le azioni e fa partire gran parte delle sue azioni sulla catena di destra, al 19' una sonora dormita di Fazio permette l'incursione di Zapatache centra il palo, ma il rimpallo cade sui piedi di Castagne che la infila alle spalle dell'estremo difensore giallorosso. 1-1. La Roma non reagisce e

due minuti dopo, contropiede bergamasco, il colombiano ruba il tempo a Manolas, la difesa non supporta, cross al centro e di rincorsa Rigoni la infila nuovamente alle spalle di Olsen. Un grande avvio di Roma che però si è spenta nel corso dei minuti, lasciando campo e diciamo pure praterie ai nerazzurri.


La Squadra di casa “esce” dal gioco, sembra aver perso ritmo e gambe, il passo di Cristante non coincide con quello dei compagni, basti vedere che proprio al 27' è un provvidenziale salvataggio di De Rossi sulla traiettoria di Pasalic,in arrivo davanti alla porta giallorossa, a mettere momentaneamente al sicuro il risultato, ma a ragion veduta quella che manca in campo è l'esperienza di gioco e le azioni in solitaria cozzano troppo con quello che dovrebbe essere lo spirito di squadra, ed è al 32' che si vede ancora un salvataggio sulla linea di fondo di capitan De Rossi.

Dopo il primo gol e la rimonta ed il sorpasso atalantino, sembra aver perso verve e grinta, anche Dzeko prova qualche azione in solitaria, ma il blocco del gruppo è palpabile, la Roma non esce dalla sua metà campo se non per qualche sporadico approccio, l'Atalanta sbuca ancora con Rigoni, servito da Pasalic che trova il campo libero, ma così libero da avere spazio per l'1-3.

Gli schemi sembrano inesistenti, si insegue la palla a sentimento, troppa empasse, lanci lunghi lasciati all'improvvisazione, contrasti persi in più riprese, Pellegrini si perde un Rigoni che non gli dà tregua, la squadra neanche troppo rimpastata subisce una trasformazione abissale rispetto alla performance di Torino,sicuramente molto più compatta e pertinete.

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Nel secondo tempo Di Francesco cambia tutto dentro Kjluivert a destra e Nzonzi davanti alla difesa, per un inedito 4-2-3-1 che a ben vedere in alcuni tratti diventa un 3-3-4 specie dopo l'uscita di Florenzi per infortunio e l'ingresso di Shick ma non prima del 58', dove il giovane romano prende in mano la situazione e in un'azione concitata e maschia si immola davanti alla porta accorciando le distanze 2-3.

Il ruolo più avanzato gli permette di rendere il doppio con metà dello sforzo, fosse che un giorno il buon Di Francesco riesca a capire come deve filtrare il gioco... è qui che la squadra di casa

sembra un'altra Roma, gli innesti fanno muovere la palla e centrano nei contrasti la giusta quadratura, anche lo stadio si anima al gol del giovane romano e la carica arriva fino ai piedi dei giocatori in campo.


Olsen para in due tempi una palla scomoda salvando in ultimo tra la linea e il palo. Nell'azione di contropiede De Rossi rimedia un calcio di punizione dal limite, parte Pastore palla in mezzo e sulla sinistra il piede ed il genio di Manolas che anticipa l'ex Toloi per il 3-3. il match finisce in parità.Buona la prima di Nzonzi, si conferma il talento di Kluivert sempre presente con cross millimetrici e corsa, ma gli interrogativi sono tanti e Di Francesco dovrà lavorare seriamente sull'organico tutto, partendo dalla difesa insicura pervasiva e poco consistente.

A centrocampo il colore viene tenuto vivo da un De Rossi che non molla di un millimetro, mentre davanti è Dzeko ad avere difficoltà a coadiuvarsi con i compagni di reparto e lo stesso Schik non sembra trovare la sintonia con l'attaccante bosniaco.Un passo falso che può costare caro alla Roma, considerando le avversarie future in primis il Milan e la Champions.

Le prime giornate è vero, sono di rodaggio, ancora piccoli test che servono per valutare le scelte future, ma sarà dura ritrovare lo standard qualitativo raggiunto alla fine del campionato scorso.


Laura Tarani

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