BUE

L'UNDERGROUND COPRE UNA FASCIA SEMPRE PIU' AMPIA E ANCHE IL PUBBLICO DI MASSA SE NE STA ACCORGENDO

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Bue, la band. Un gruppo formato da Simone Bova alla voce, Daniele Bova al basso, Gianluca Pellegrino ai synth e Isidoro Galatro alla batteria. Un nome poco comune per un gruppo formatosi a Roma su iniziativa di un avvocato appena trentenne. Il 26 febbraio scorso è uscito per l'etichetta Maciste Dischi il primo album "L'insostenibile leggerezza di Bue", un pop ad un primo ascolto spensierato ma che affonda le sue radici nel Battiato dei primi anni '80 e nei Baustelle dei metà 2000.

Prima domanda e questione da affrontare: il nome della vostra band. Perché Bue? Un nome corto, rapido, tre lettere per racchiudere quattro musicisti ed un album d'esordio appena pubblicato e presentato. A cosa si deve la curiosa scelta?

Il nome del gruppo viene dal mio cognome: Bova. Se fai di cognome Bova di solito ti succedono ripetutamente due cose: ti chiedono se sei parente di Roul e sbagliano il tuo cognome in Bove. Da qui Bue.

Avete presentato il disco all'INIT di Roma, che ha ospitato altri nomi provenienti da questa piccola grande realtà underground romana che è Maciste Dischi, da Galoni ai Jonny Blitz: com'è andata la prima ufficiale dell'album?

E' stata una bella festa, le nostre canzoni sono a presa facile, molte persone riuscivano quasi a canticchiarle ad un primo ascolto. Inoltre le altre bands hanno letteralmente spaccato.

L'insostenibile leggerezza del Bue rimanda al romanzo di Milan Kundera L'insostenibile leggerezza dell'essere, la seconda traccia del disco, Medardo, è intitolata al Medardo di Terralba de Il Visconte Dimezzato di Italo Calvino, e in Le gite al mare citate naufragar m'è dolce in questo mare da L'infinito di Giacomo Leopardi. Citazioni colte come divertissement o dobbiamo immaginarvi a leggere classici e poesie da veri "intellettuali dannati"?

In effetti siamo dei lettori forti, il che vuol dire, per definizione, che leggiamo almeno 6 libri all'anno. Però le citazioni sono abbastanza funzionali ai testi e alle storie che raccontiamo, non ci piace il citazionismo fine a sé stesso.

La già citata Gite al mare è la opening track. Un biglietto da visita che, dalle sonorità ad una citazione vera e propria nel corso del pezzo, omaggia Summer On a Solitary Beach di Franco Battiato, quel capolavoro che apriva, nel 1981, il disco La Voce del Padrone. Ascoltando vostro album sembra di percepire ammirazione anche per i primi Baustelle. Quali sono le vostre influenza, citate e non?

Senza esagerare ti dico che quel disco di Battiato, così bello e condiviso, è un grande patrimonio del popolo italiano. Ecco, quando io penso a qualcuno che mi rende orgoglioso di essere italiano penso a Franco Battiato. Sicuramente ammiriamo anche i Baustelle ma una grossa influenza per noi è stato Riccardo Zara con i suoi Cavalieri del Re: uno straordinario songwriter. Scriveva sigle dei cartoni animati e telefilm per ragazzi e questo lo ha confinato in una posizione marginale nella storiografia musicale, ma se vai ad analizzare musicalmente i brani che ha scritto sono tutti eccellenti, a livello armonico, melodico, di timbriche.

La vostra etichetta vi presenta come "la formazione capitanata dal giovane avvocato Simone Bova e che coinvolge alcune eminenze grigie dellʼunderground romano". Credete che il termine underground, o indie, spesso indicato per indicare una fascia di musicisti di nicchia, sia limitativo o descriva bene uno stile comunque di per sè diverso da cantanti e band destinati ad un pubblico di massa?

Questo termine ormai copre una fascia sempre più ampia visto che le major piano piano stanno soccombendo o si stanno traumaticamente riadattando ad un mercato discografico in mutamento e che non riescono più a leggere da decenni. Credo che anche il pubblico di massa se ne stia accorgendo.

Influenze ed ispirazioni a parte, quali sono i vostri ascolti da consumatori di musica? Quali sono i live ai quali non rinunciate a nessun costo?

Ti dico una band che sto ascoltando ultimamente: gli "Unknown Mortal Orchestra". I live ai quali siamo più legati sono stati tutti quelli che abbiamo visto dei R.E.M.

A proposito di dimensione live, la presentazione del nuovo album è ormai il passato: dove possiamo ascoltare nuovamente L'insostenile leggerezza del Bue?

A Roma ci sarà una presentazione speciale all'ormai celebre "Le Mura" di San Lorenzo. Fra un po' annunceremo il tour della penisola, per questo seguiteci su www.facebook.com/buemusica.


Carmine Della Pia

Unfolding Roma

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