In Scena “Le Nozze Di Figaro”, Opera Buffa Assente Da Dieci Anni Sulla Scena Romana.

In Scena “Le Nozze Di Figaro”, Opera Buffa Assente Da Dieci Anni Sulla Scena Romana.

Allestimento e conduzione musicale per una regia contemporanea che dal passato ci porta nel presente

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In scena “Le nozze di Figaro”, opera buffa assente da dieci anni sulla scena romana.


In scena fino all’11 Novembre al Teatro Costanzi di Roma, questa contemporanea quanto originale trasposizione dell’Opera mozartiana, libretto di Lorenzo Da Ponte, che suggellarono una fortunata collaborazione tra il compositore salisburghese e il librettista italiano.

Prima affollatissima al Teatro dell’Opera di Roma per questa inusuale quanto particolare messinscena che esce dai canoni ordinari della rilettura mozartiana proiettando lo spettatore in una cornice scenica tuta proiettata in proscenio, in bilico sul golfo mistico; sipario aperto, il pubblico rumoreggia e quasi non si accorge del preludio, tanto en plein air iniziano a prendere posizione gli attori e cantanti.

Presto il silenzio regna sovrano, in platea come nei palchi di ogni ordine, in scena “Le nozze di Figaro”, mancava sulla scena romana da un decennio. L’opera, dicevamo, fa parte di quella trilogia italiana fortunatissima, si tratta di un’opera buffa considerata un gioiello, capolavoro.

Contesto storico pre- Rivoluzione francese, l’Europa è scossa da focolai e momenti di pace instabile, cambiamento degli assetti nei rapporti sociali tra classi, questo per spiegare sommariamente i dettami stilistici e formali del teatro settecentesco in stretta connessione con il contesto storico e sociale del tempo.

E se siamo in quell’epoca definita come Ancien Regime non parrà strano come in un contesto così placido, l’opera buffa costituisca elemento perturbante, del resto attraverso il comico si dicono anche scomode, a volte dure verità. E dal realismo delle fonti di Da Ponte si entra così in contatto con la finzione scenica, un equilibrio che in questo accattivante quanto spiazzante allestimento, agli occhi dei puristi e appassionati della rilettura scenica classica, mantiene in sospensione lo spirito del dramma, il suo nucleo originale, in un gioco continuo e sottilmente ostentato attraverso scenografia e costumi quotidiani, a strizzare l’occhio al compositore e all’autore, a dire: ieri come oggi.

Grazie ad una regia attenta quasi più all’espressività del recitato, al sussurrato degli attori ad esprimere meglio le contingenze, siamo in presenza di un unico ambiente, come da libretto, quello domestico dove però scorgiamo ambienti, di volta in volta che il dramma avanza, a denunciare gli incontri clandestini del Conte, oppure la futura camera nuziale di Susanna e Figaro, quasi volutamente s-velata da un separè per un amore condiviso, un’intimità visivamente promiscua.

Così in questa scena “di cristalli” fragili, vediamo muoversi i cantanti tra le mastodontiche zampe di un pachiderma entrato prepotentemente “a palazzo”, quell’Ancien Regime di cui prima, a romperne gli assetti e gli equilibri. Stesso si dica per il sipario mai chiuso né aperto ma sempre sollevato ad abbattere la quarta parete, testimonianza in qualche modo dell’ingresso di quell’elemento esterno, il pubblico, all’interno della finzione di una società, in quei salotti, appannaggio di un ceto ormai in procinto di cadere. Per quanto discutibili possano apparire le scelte di costumi e scenografiche, nonché la conduzione registica del dramma possiamo assolutamente dissentire sottolineando l’intensità dell’opera resa perfettamente anche da un’attenta conduzione dell’orchestra da parte di Stefano Montanari, che vanta una preparazione musicale ed un curriculum davvero ricchi di comprovata esperienza, il quale già in precedenza si è confrontato con la trilogia mozartiana. Una lettura soggettiva certamente, in equilibrio tra parola e musica al tempo stesso non manchevole di impeto e travolgimento al quale il pubblico ha risposto con un’ovazione.

A noi di Unfolding Roma è parsa una rilettura quanto mai contemporanea del fortunato dramma di Mozart e Da Ponte, che aveva già preannunciato in qualche modo i delicati equilibri nel futuro europeo dell’epoca e che possiamo, senza troppe difficoltà, rimandare con questa analisi alla situazione globale attuale.

Le nozze di Figaro Musica di Wolfgang Amadeus Mozart Opera Buffa in quattro atti Libretto di Lorenzo Da Ponte - Prima rappresentazione Vienna, Burgtheater, 1 maggio 1786 Durata: 3,30h circa - I/II ATTO 92' - INTERVALLO 30' - III/IV ATTO 78' DIRETTORE Stefano Montanari REGIA Graham Vick Maestro del Coro Roberto Gabbiani Scene e Costumi Samal Blak Movimenti coreografici Ron Howell Luci Giuseppe Di Iorio Principali interpreti Il Conte di Almaviva Andrey Zhilikhovsky / Alessandro Luongo 31, 2, 7, 9 La Contessa di Almaviva Federica Lombardi / Valentina Varriale 31, 2, 7, 9 Susanna Elena Sancho Pereg / Benedetta Torre 31, 2, 7, 9, 11 Figaro Vito Priante / Simone Del Savio 31, 2, 6, 7, 9 Cherubino Miriam Albano / Reut Ventorero 31, 2, 7, 9 Marcellina Patrizia Biccirè  Don Bartolo Emanuele Cordaro Don Basilio Andrea Giovannini Don Curzio Murat Can Güvem* Barbarina Daniela Cappiello / Rafaela Albuquerque* 31, 2, 7, 9 Antonio Graziano Dallavalle Prima contadina Claudia FarnetiCarolina Varela 31,2,7,9,11 Seconda contadina Angela Nicoli / Nicoletta Tasin 31,2,7,9,11 Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

CRISTIANO ARNI

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