Tutti I Padri Vogliono Far Morire I Loro Figli

Tutti I Padri Vogliono Far Morire I Loro Figli

Dal 12 marzo al 3 aprile 2015 SALA ORFEO Teatro dell’Orologio Via dei Filippini 17/A – 00186 Roma

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Teatro dell’Orologio

Stagione teatrale 2014|2015

What’s the Time?

Tutti i padri vogliono far morire i loro figli

Compagnia CK Teatro

drammaturgia Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi

regia Leonardo Ferrari Carissimi

con Irma Ciaramella, Anna Favella, Chiara Mancuso, Luca Mannocci, Mauro Santopietro

scene e costumi Alessandra Muschella

disegno luci Antonio Scappatura

tecnico luci Martin Emanuel Palma

aiuto regia Carlo Maria Fabrizi

produzione Progetto Goldstein in collaborazione con il Teatro dell’Orologio

dal martedì al sabato ore 21:00 | domenica ore 17:30

PRIMA NAZIONALE

“Riassumiamo: i padri vogliono far morire i loro figli

(perciò li mandano alla guerra)”

[Pier Paolo Pasolini, Affabulazione. Roma 1966]

Debutta in prima nazionale lo spettacolo Tutti i padri vogliono far morire i loro figli, della compagnia CK Teatro, testo di Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi, che ne cura anche la regia, liberamente ispirato ad Affabulazione di Pier Paolo Pasolini. In scena, dal 12 marzo al 3 aprile nella Sala Orfeo del Teatro dell’Orologio, Irma Ciaramella, Anna Favella, Chiara Mancuso, Luca Mannocci e Mauro Santopietro.

Lo spettacolo narra le vicende di una famiglia, e dell'incontro-scontro di un padre con suo figlio. L'ambientazione è l'epoca moderna, ma una modernità che si pone come lettura di un presente che poggia le sue basi su nuovi archetipi. Proprio per questo si è sentita l'esigenza di prendere spunto dalla struttura narrativa di Affabulazione ma di mutarne completamente i contenuti; infatti mentre il testo di Pasolini iniziava con un coro tragico rappresentato dalla figura di Sofocle, nella riscrittura di Tutti i padri vogliono far morire i loro figli il coro sarà rappresentato dall'ombra di Pasolini, e l'archetipo che narrerà non saranno le vicende tragiche e mitiche di Edipo, ma il racconto del '68! Proprio i temi del ‘68 costituiscono la cornice entro la quale tutti personaggi agiranno. Le tensioni tra i vari personaggi saranno provocate da una divergente lettura di questi temi che procurerà ferite insanabili soprattutto tra le due figure chiave dello spettacolo: il padre e il figlio.

Siamo in una casa al mare, una casa da buona famiglia borghese, dove vivono un ragazzo con sua madre. L'azione dello spettacolo ha inizio con il ritorno del padre, dopo quindici anni di silenziosa assenza. Un padre che dichiara di essere molto malato, e che prima di morire vuole ricucire il rapporto con suo figlio, che in realtà non ha mai conosciuto. Il padre ci appare come un uomo dal grande vissuto, che ha sempre preferito la libertà alle responsabilità, e che grazie al suo lavoro, fotografo, si è trovato spesso a vivere i momenti più importanti della storia degli ultimi trent’anni. Lui, fiero protagonista del ’68, animato dagli ideali libertari, si troverà a scontrarsi ferocemente con suo figlio, al quale il padre appare come un bambino mai cresciuto che nella vita ha goduto di situazioni estremamente privilegiate e di cui lui, figlio, in qualche modo paga ancora le conseguenze. Nella dialettica tra questi personaggi e nelle istanze che essi rappresentano sta il nucleo di questa tragedia moderna, che ci appare come un infinito affabulare sul doloroso e irrisolto mistero dell'essere figli nell'epoca dell'assenza dei padri.

info e biglietteria:

SALA ORFEO: intero € 15,00 – ridotto € 12,00

Ingresso consentito ai soci: tessera associativa annuale € 3,00

La prenotazione è vivamente consigliata

06 6875550 | biglietteria@teatroorologio.com

Le prenotazioni possono essere effettuate

dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 19.00

e la domenica dalle 16.00 alle 19.00

Teatro dell’Orologio

Via dei Filippini 17/A – 00186 Roma

Facebook: Teatro dell'Orologio | Twitter: @teatroorologio

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