Finisce a reti inviolate la partita di Bologna, un risultato inaspettato che di sicuro lascia con l'amaro in bocca i rossoneri, che perdono terreno dall'Inter e l'ennesima occasione per dare una spallata importante alle avversarie con cui si giocano un posto nella prossima Champions League.
Match fondamentale per il Milan di Gattuso, che dopo la cocente delusione dell'inaspettata eliminazione ai gironi di Europa League sarà costretto a concentrare i propri sforzi sul raggiungimento almeno del quarto posto in campionato. Il tecnico, dopo avere avuto a disposizione nelle ultime giornate soltanto la coppia centrale formata da Zapata ed Abate, recupera in exstremis Romagnoli ed è costretto a mandarlo subito in campo a causa di un infortunio dell'ultimo momento occorso al numero 20 rossonero. In avanti Cutrone ed Higuain, con l'argentino alla ricerca del goal e prima ancora di un recupero psicologico, così come Calhanoglu, mentre dall'altra parte si rivede Suso. Ultima spiaggia invece per Filippo Inzaghi, costretto a giocarsi il posto di allenatore proprio contro la squadra che, da giocatore, gli ha fatto vincere tutto in Europa.
Spinto dalla possibilità di portarsi a quattro punti di vantaggio sulla Lazio, ferma al palo al quinto posto, il Milan entra in campo con l'idea di passare subito in vantaggio e provare a controllare la partita. Il primo quarto d'ora vede praticamente solo una squadra in campo, ma a conti fatti paga la scelta del Bologna di chiudersi nella propria metà campo ad aspettare, perchè non arrivano pericoli reali verso la porta difesa da Skorupski.
Questo è un po' il Leitmotiv di tutto il primo tempo che vede il Milan arrivare alla conclusione pericolosa soltanto nelle fasi centrali della frazione, quando Higuain prova per due volte a sorprendere il portiere avversario, che però si fa trovare pronto a bloccare il pallone. Paradossalmente è il Bologna a creare le situazioni più pericolose, le pochissime volte che prova ad uscire dalla propria comfort-zone, dando modo a Donnarumma di mettere in mostra sia le sue capacità in porta, che quelle in uscita, quando ferma Palacio lanciato da solo verso l'area in contropiede.
Le squadre vanno quindi negli spogliatoi a reti inviolate: un risultato che rappresenta bene quanto si è visto sul terreno di gioco, nonostante la volontà degli ospiti di stabilirsi regolarmente nella metà campo avversaria e mantenere il predominio a livello di possesso palla.
Ad inizio ripresa si vede all'opera un Milan diverso nell'atteggiamento, che non pensa soltanto ad occupare il terreno di gioco, ma a dare qualità alla manovra. In particolare, da parte degli uomini di Gattuso, si vedono quei tocchi di prima necessari a scardinare una difesa molto ben piazzata e quasi impossibile da perforare affidandosi soltanto al giro palla. Forse proprio per aumentare il tasso tecnico, dopo dieci minuti l'allenatore rossonero inserisce Castillejo al posto di Cutrone, che non prende bene la sostituzione nonostante qualche acciacco palesato poco prima.
In questa fase, il problema è la scelta poco comprensibile degli ospiti di continuare ad attaccare centralmente. E' vero che dalle fasce, dove Suso e Calhanoglu sembrano due anime perse che vagano per il campo, non arrivano palloni giocabili, ma pensare di sfondare centralmente una difesa schierata a cinque è impresa da affidarsi a giocatori con qualità tecniche superiori a quelle che può mettere in campo il Milan. Così facendo è facile andare ad impattare contro il muro avversario ed essere infilati in contropiede, cosa che puntualmente accade e porta Bakayoko a commettere due falli tattici nel giro di altrettanti minuti che gli valono l'espulsione per doppia ammonizione.
Il match cambia improvvisamente ed è Inzaghi a provare a portare a casa la vittoria, con l'innesto di Orsolini al posto di Poli, mentre il suo ex-compagno di squadra Gattuso è costretto a contromosse difensive che si manifestano negli ingressi di Josè Mauri e Laxalt al posto di Calhanoglu e Suso, entrambi molto deludenti questa sera. Nei minuti finali è il Bologna a prendere possesso del campo, con gli ospiti a provare a trovare in contropiede il goal mancato fino a quel momento, ma nessuno dei due portieri corre grossi rischi e la partita finisce così com'era cominciata.
Ennesima occasione persa per i rossoneri, che si avvantaggiano del risultato negativo della Lazio su cui si portano a due punti di vantaggio, ma che ora saranno costretti a rinunciare contemporaneamente a Kessie e Bakayoko nel delicatissimo match di sabato contro la Fiorentina. La lotta per la Champions League sembra una piccola gara a "ciapa no" in questo momento, ma l'impressione è che se una delle due romane riuscisse a risvegliarsi dal torpore ci sarebbe poco da fare per un Milan che fatica a trovare lo smalto di qualche settimana fa.
TOP E FLOP DEL MATCH:
Male Suso e Calhanoglu nel Milan, letteralmente incapaci di servire palloni pericolosi alle punte, che si dannano per trovare spazi all'interno del fortino messo in piedi da Inzaghi. Buono il rientro di Romagnoli, bene anche Donnarumma e Zapata che danno sicurezza, mentre il centrocampo non vive una delle sue giornate migliori.
Promosso in toto il Bologna, dove nessuno svetta in maniera particolare, ma si fa apprezzare per la prova di grande compattezza e concentrazione con cui riesce a chiudere tutti gli spazi agli avversari.
FORMAZIONI UFFICIALI:
BOLOGNA (3-5-2): Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander; Mattiello, Poli (82' Orsolini), Nagy, Svanberg, Mbaye; Santander, Palacio. All.: F. Inzaghi
MILAN (4-4-2): G. Donnarumma; Calabria, Romagnoli, Zapata, Rodriguez; Suso (85' Laxalt), Kessié, Bakayoko, Calhanoglu (78' J.Mauri); Cutrone (56' Castillejo), Higuain. All: Gattuso
Matteo Tencaioli
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