Frosinone 0 - 0 Milan 27.12.2018

Trasferta amara per i rossoneri e Gattuso è sempre più in bilico

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Quarta partita di fila senza segnare un goal per la squadra di Gattuso, che eguaglia un record negativo risalente a più di trent'anni fa e mette il tecnico in una situazione forse irreparabile. La fiducia confermata dalla società sembra temporanea e la sosta di gennaio pare il momento ideale per un avvicendamento in panchina.

Quella di Frosinone doveva essere l'occasione per il Milan di rimettersi in carreggiata e mantenere quantomeno le distanza rispetto alla Lazio per la corsa-Champions, ma si è trasformata nell'ennesima conferma di problemi profondamente radicati nel gioco dei rossoneri. Era già stato un campanello d'allarme importante l'assenza di goal contro il Bologna, squadra che ne aveva presi praticamente da tutti, ma non riuscire ad impensierire nemmeno lontanamente la peggiore difesa del campionato significa che c'è qualcosa che non funziona aldilà delle assenze o del modulo.

In novanta minuti di partita, l'unico brivido per Sportiello è stato un tiro da posizione defilata di Castillejo, la cui partita a buoni livelli è durata venti minuti, che è andato a sbattere sul palo col portiere dei padroni di casa comunque ben posizionato. Ormai è chiaro a tutti che per non subire goal dalla squadra di Gattuso basta semplicemente difendersi in maniera ordinata, chiudendo gli spazi centrali e costringendo ad allargare il gioco su esterni che non sembrano in grado di fare la differenza, con il fantasma di Calhanoglu in campo che ormai non fa più notizia e Suso addirittura assente, fermato da una lieve pubalgia.

Il risultato è l'assenza totale di rifornimenti per le due punte, Higuain e Cutrone, che ottengono il medesimo risultato (cioè niente) con atteggiamenti diversi: mentre l'italiano si lancia in pressing a sinistra e a destra nella speranza di raccattare qualche pallone, l'argentino sembra ormai stufo anche di arretrare verso il centrocampo come faceva nelle prime giornate per aiutare la manovra, rassegnato al fatto che quel pallone non gli arriverà più o comunque non lo farà in modo da metterlo in condizione per fare goal.

E' un possesso di palla sterile, quello del Milan e, come se non bastasse, nelle occasioni in cui i ciocari provano a mettere la testa fuori dalla loro metà campo, riescono ad essere pericolosi in più occasioni e gli ospiti devono ringraziare un grande Donnarumma (e il VAR, che annulla un goal a Ciano per un fallo ad inizio azione) per non essere tornati a Milanello con zero punti e le ossa rotte. Il pareggio serve comunque a poco, perchè le romane nel frattempo sono ripartite e la Lazio ha preso il largo con tre punti di vantaggio, mentre nella lotta per un posto in Champions si è infilata anche la Sampdoria, capace di scavalcare in classifica i rossoneri grazie ad un eterno Quagliarella.

Dopo la sconfitta interna contro la Fiorentina erano trapelate voci che vedevano Gattuso obbligato a fare sei punti nei due match di fine anno e quindi è naturale pensare che il destino del tecnico potrebbe non essere più legato nemmeno alla partita di sabato sera contro la Spal. Se è certo che in caso di mancata vittoria il suo esonero sarebbe immediato, non è detto che una vittoria possa cambiare le cose: la sosta di due settimane che precederà l'importante appuntamento rappresentato dalla Supercoppa contro la Juventus è un'occasione ghiotta per la società, che potrebbe approfittarne per dare tempo ad un nuovo tecnico di ambientarsi.

I nomi in lizza sono quelli già trapelati negli ultimi tempi: dall'ipotesi Donadoni traghettatore, la più semplice sia a livello economico che di disponibilità, passando dalla suggestione Wenger (un tecnico che piacerebbe molto all'ad Gazidis, ma forse non ideale per iniziare un progetto in un campionato a lui sconosciuto), fino alla soluzione Conte: la più difficile, ma di sicuro la più gradita dai tifosi e probabilmente la più funzionale all'inizio di un nuovo ciclo.

TOP E FLOP DEL MATCH:

Costante delle ultime apparizioni rossonere, i top sono tutti nel reparto arretrato: in particolare modo a distinguersi è Donnarumma, che con un paio di interventi importanti riesce a salvare il risultato come già aveva fatto contro il Torino. Solita solfa in attacco dove Cutrone ed Higuain fanno poco per farsi aiutare, ma in una situazione di assenza di rifornimenti tale da mettere in difficoltà chiunque.

Lato Frosinone tutti promossi. Merita una menzione particolare Ciano, capace di trovare una rete importantissima che soltanto il VAR gli toglie per colpe non sue.

FORMAZIONI UFFICIALI:

FROSINONE (3-5-2): Sportiello; Goldaniga, Ariaudo (77' Salamon), Krajnc; Ghiglione (74' Zampano), Chibsah, Maiello, Cassata, Beghetto; Ciano, Pinamonti (80' Ciofani). All.: Baroni

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria (74' Conti), Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Bakayoko, Calhanoglu; Castillejo (74' Laxalt), Higuain, Cutrone. All.: Gattuso.

Matteo Tencaioli

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