SERIE A 2018-2019 LAZIO JUVENTUS 1-2

LA LAZIO GIOCA, LA JUVE SEGNA.

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Il programma domenicale della seconda giornata di ritorno del campionato di Serie A si chiude con l’attesissimo posticipo dello stadio Olimpico di Roma tra Lazio e Juventus con entrambe le squadre che proveranno ad approfittare dei risultati piuttosto favorevoli di questo turno delle rispettive rivali per la corsa Champions e per il campionato.

FORMAZIONI UFFICIALI:

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Wallace, Radu; Parolo, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto (81' Berisha), Lulic; Correa, Immobile (83' Caicedo). All.: S. Inzaghi

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio, Bonucci (41' Chiellini), Rugani, Alex Sandro; Bentancur, Emre Can, Matuidi (60' Bernardeschi); Douglas Costa (70' Cancelo), Dybala, Cristiano Ronaldo. All.: Allegri

LA PARTITA:

La gara inizia subito su grandissimi ritmi imposti dalla Lazio che esprime fin da subito grandissima organizzazione e personalità costringendo i bianconeri ad una partita decisamente insolita, giocata molto sulla difensiva. Sono proprio i biancocelesti a creare le prime occasioni propiziate da un ispiratissimo Correa che prima è protagonista di una splendida iniziativa individuale che si chiude con un cross pericoloso su cui è bravo Szczesny ad intervenire in presa bassa, poi è ancora l’ex giocatore del Siviglia a mettere in mezzo a tentare di servire Bastos che può colpire di testa da posizione favorevole ma non riesce a rendersi pericoloso. La Lazio continua a premere forte sull’acceleratore e la Juventus sembra incapace di reagire a questa situazione che non cambia col passare dei minuti ed anzi è la formazione di Simone Inzaghi ad accentuare la pressione offensiva anche grazie ad un pressing alto che porta ottimi risultati e tanti palloni recuperati in zona offensiva. È uno di questi recuperi ultra offensivi di Lucas Leiva che consente a Marco Parolo di tirare molto pericolosamente dal limite dell’area di rigore con una conclusione potentissima ma anche in questo caso è decisivo l’intervento di Szczesny. Lo stesso schema porta al 27º al recupero palla da parte di Luis Alberto che riesce ad intercettare il tentativo di ripartenza di Emre Can; lo spagnolo calcia poi verso la porta ma la conclusione termina di poco sul fondo. L’occasione forse migliore per la Lazio arriva al 41º quando sugli sviluppi di un contropiede dei biancocelesti solo un clamoroso salvataggio sulla linea di porta di Rugani riesce ad evitare che un pallonetto di Ciro Immobile, lanciato in contropiede, termini in rete a Szczesny ormai battuto. Si chiude dunque un primo tempo in cui la Lazio avrebbe ampiamente meritato il vantaggio e la Juventus è stata protagonista di una delle peggiori prestazioni stagionali in assoluto.

L’inizio della ripresa vede ancora la Juventus in grandissima difficoltà e la Lazio che chiude i bianconeri in difesa con una grandissima pressione che però non riesce a tramutare in gol anche per via del grandissimo dispendio di energie dei suoi giocatori offensivi in fase di pressing che toglie lucidità in fase conclusiva. Poco dopo il 50º azione personale di Luis Alberto che si libera al tiro ma la conclusione del giocatore spagnolo sfiora il palo. Nove minuti più tardi sugli sviluppi di un calcio d’angolo la formazione di Inzaghi passa in vantaggio approfittando di un’incomprensione della difesa bianconera con Emre Can che devia alle spalle del proprio portiere la traiettoria disegnata dalla bandierina da Luis Alberto. Al di là di come è arrivato il vantaggio biancoceleste si può ampiamente definire meritato il risultato per quanto espresso sul campo fino a questo momento. La formazione di Allegri sembra incapace di reagire anche nei minuti immediatamente successivi al gol subìto ed anzi è Lazio a sfiorare in più occasioni il gol del raddoppio: al 63º un’occasione clamorosa per Immobile che viene liberato da una perfetta verticalizzazione ma spreca imperdonabilmente questa opportunità quando il portiere polacco della Juventus era ormai a terra. Passano pochi minuti ed è ancora Luis Alberto ad approfittare di una retroguardia bianconera molto permissiva scagliando una conclusione potentissima che viene deviata da Bentancur ed è proprio la deviazione del centrocampista uruguaiano a consentire a Szczesny di poter compiere una grandissima parata e disinnescare l’ennesimo pericolo della partita. Intorno al 70º minuto Allegri prova ad intervenire per cambiare l’inerzia della partita inserendo João Cancelo e Bernardeschi. Proprio queste scelte di Allegri risulteranno decisive in quanto sono questi due giocatori ad ispirare il gol del pareggio che arriva in contropiede con l’ex giocatore della Fiorentina che crossa un pallone dopo aver superato il proprio avversario diretto. Dybala prova ad intervenire sulla traiettoria senza successo ma sul secondo palo si avventa João Cancelo che disegna una traiettoria rasoterra imparabile per il portiere biancoceleste Strakosha che praticamente subisce il gol al primo tiro in porta della Juventus. Come spesso succede in questi casi la formazione di Allegri riesce a prendere fiducia dagli episodi casuali e fortunati come questo ed inizia a spingere con decisione sull’acceleratore in particolare con il neo entrato Cancelo che riesce a rendersi pericoloso in più circostanze. Un altro episodio decisivo arriva all’86º minuto quando sugli sviluppi dell’ennesimo uno contro uno vinto da Bernardeschi, Lulic è protagonista di un’ingenuità clamorosa commettendo fallo in area di rigore su Cancelo addirittura prima che l’ex giocatore della Fiorentina possa crossare in area. Sul dischetto si presenta Cristiano Ronaldo. A differenza di quanto successo nel turno precedente contro il Chievo realizza il gol che vale tre punti con una traiettoria centrale che si insacca sotto la traversa risultando imparabile per Strakosha.

Per la Juventus arriva un successo che sancisce di fatto la vittoria del campionato perché il vantaggio sul Napoli sale a quota undici punti dopo una partita estremamente fortunata in cui la formazione di Allegri non meritava di raccogliere punti. Per la Lazio sono tante le indicazioni positive che Inzaghi può raccogliere ma rimarrà grandissima la sensazione di essere stati beffati dopo una partita giocata per oltre 70 minuti ad altissimi livelli.

Federico Ceste

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