Il Quarto Vuoto Del Teatro Hamlet

Dall’8 al 10 febbraio in scena un interessante spettacolo sul percorso interno dell’animo umano scritto e diretto da Gina Merulla e interpretato da Mamadou Dioume

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Un fine settimana di intensa riflessione al Teatro Hamlet di via Alberto da Giussano 13 a Roma. Infatti, tenendo fede all’intento di promuovere l’arte e la cultura e di parlare tanto alla mente quanto al cuore della gente, da venerdì 8 a domenica 10 febbraio va di scena “Il Quarto Vuoto” un testo scritto e diretto da Gina Merulla che ha anche il ruolo di direttrice artistica del Teatro del Pigneto.

“Quarto vuoto” è il nome che viene attribuito al Rub al-Khali, uno dei più grandi deserti di sabbia del mondo che ricopre un quarto della Penisola Arabica. E proprio ispirandosi a questo territorio sconfinato, arido, inospitale, disabitato, estremo, sconosciuto, lo spettacolo si propone come un viaggio di esplorazione all’interno del “Quarto Vuoto” interiore dell’animo umano.

Si tratta di un labirinto desolante e seducente, assordante e silenzioso, oscuro e abbagliante in cui non ci si addentra mai veramente. Mamadou Dioume, attore e collaboratore di Peter Brook è il protagonista di questo cammino interiore che senza paura e senza difese oltrepassa i confini del conosciuto e del consapevole per ascoltare la voce del deserto narrata dal doppiatore Andrea Lavagnino.

Così l’attore come l’essere umano si trova a confrontarsi con il proprio “Quarto Vuoto” in un difficile e complesso percorso di ricerca con un viaggio incosciente con risvolti a volte comici a volte dolorosi a volte sorprendenti che trascende il testo per affidarsi completamente ai corpi che come dune in perenne movimento oscillano, dondolano e mutano insieme al vento.

Si tratta quindi di un teatro quasi silente che parla attraverso la musica, il corpo e l’animo degli attori, dei ballerini e dei performer. Attraverso la destrutturazione del sé e l’esplorazione dello spazio esterno e interno verranno abbattute tutte le barriere fisiche per liberare memoria del corpo e movimenti primordiali. Ascoltando del ritmo interiore e l’impulso emotivo diverrà il motore della creazione artistica. Sul palco anche Sabrina Biagioli, Massimo Secondi e Fabrizio Facchini mentre la fotografia è curata da Violetta Canitano.

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