Katia Litvin

Non conta l’abito che indossi, ma conta la vita che vivi in quell’abito!

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Incontriamo nella sua sartoria in zona Portuense una giovane stilista molto grintosa e determinata…..

Mi chiamo Ekaterina Litvin sono nata nel 1980 a Minsk, e fin da piccola era chiaro a tutti quale fosse la mia passione e che cosa avrei fatto da grande. Mia madre lavorava come insegnante di pianoforte e cuciva a casa per hobby: cuciva per me, per sè, per le amiche. La mia infanzia è stata piena di musica, metri da sarta, forbici, stoffe, fili, ricami, nastri che, mischiati a fantasia ed emozioni, sono diventati il quinto elemento nella la mia vita. Ho avuto la mia prima macchina da cucire all’età di 6 anni e a 12 ho fatto i miei primi tentativi con quella di mia madre. Nel 1996 io, mia madre e mia sorella ci siamo trasferiti a Roma. Volendo fare una cosa seria nella mia vita, dopo l’esame di maturità, mi sono iscritta alla facoltà di ingegneria informatica ma non ho resistito e sono tornata alla mia più grande passione: la creatività e gli abiti. Ho fatto il corso di taglio, confezione e disegno presso l’Istituto di Moda Burgo e ripreso ,insieme a mia madre, la creazione di capi d’abbigliamento, affiancata da sarte professioniste dalle quali ho appreso molto. In realtà non si finisce mai di imparare in questo mestiere.

Quanto tempo impieghi a creare un abito;come scegli le stoffe e quanta passione ci metti?

È un po’ difficile dirlo: dipende dall’abito. Chiaramente, più è elaborato e più tempo impiego a realizzarlo. L’idea nasce da sola: ogni cosa che mi emoziona si sfoga nell’idea e a volte non faccio in tempo a metterla su carta. Immagino abiti ovunque, ogni cosa che vedo potrebbe trasformarsi in un dettaglio oppure ispirarne l’ effetto. In questo caso, devo trovare il materiale del giusto colore, luminosità e consistenza e la tecnica adatta per lavorarlo, il che non è sempre facile. A volte invece è la stoffa stessa che ti dice la forma che vuole assumere.

Ti occupi anche di moda maschile;come deve essere secondo te l'eleganza di un uomo?

Per la verità i momenti che trovo per occuparmi di moda maschile, sono solo quelli nei giorni di shopping con mio marito e mio figlio. Per il resto, mi dedico più al mondo femminile ma in un futuro chissà. Tuttavia,penso che l’eleganza maschile così come quella femminile sta nel capire e accettare la propria fisicità, considerare l’evento per il quale ci si veste e sentirsi perfettamente a proprio agio con gli abiti indossati.

I tuoi abiti sono divertenti da indossare?Troviamo anche un forte marchio della tua personalità?

Spero di si; più che altro mi piacerebbe far sentire le donne sempre delle regine, ma purtroppo la praticità della vita di ogni giorno non ci offre molte occasioni: siamo tutti indaffarati tra famiglia e lavoro. Quante volte all’anno una donna mette un abito da sera ? Io cerco di inserire sempre un elemento di particolarità con il quale la donna può distinguersi, sentirsi importante, sicura e visibile, a volte ispirandomi, perché no?, anche agli abiti storici.

Chi ti piacerebbe avere come testimonial per la tua collezione; parliamo sia di personaggi maschili che femminili?

Non so… se dobbiamo parlare di personaggi famosi, la donna che considero bellissima è Eva Mendez: é femminile, è sexy, è decisa ed è raffinata.

La tua moda personale preferisci abiti corti oppure indossi solo quello che ti piace?

Mi piace avere molte “donne” nell’armadio, dipende dall’umore, devo sentirmi a mio agio a livello emotivo con quello che indosso. Ci sono giorni o periodi in cui ho voglia di un look romantico, oppure di quello deciso e più aggressivo. E’ questo che trovo bello: poter giocare. Diana Vreeland ha detto “Non conta l’abito che indossi, ma conta la vita che vivi in quell’abito. Non considero, infatti necessario seguire la moda alla cieca, ma è importante seguire il proprio stato d’animo e la propria personalità e poterli trasmettere agli altri.In quanto alla lunghezza, d’estate amo gli abiti corti al mattino e molto lunghi la sera. L’abito lungo è sempre romantico vicino al mare. Io adoro il mare! D’inverno invece, la mia scelta è meno “estrema”: preferisco le mezze lunghezze ma principalmente porto pantaloni e jeans.

Chi sono i tuoi idoli?

Diana Vreeland per il suo entusiasmo, è stata un vulcano di idee e fantasia ; Elsa Schiapparelli per il coraggio. Entrambe per l’amore verso il nuovo e il non convenzionale.

Hai mai sofferto per i pregiudizi della gente riguardo il tuo lavoro di stilista?

No, devo dire di no. In realtà amo talmente tanto quello che faccio che non do’ importanza a cosa pensano gli altri. Credo che, per fortuna, non a tutti piaccia questo mestiere, altrimenti lo farebbero tutti.

Sei innamorata ?Ricordi il momento esatto in cui ti sei legata a tuo marito?

Si lo sono, mi sono legata da subito a mio marito e penso anche lui: io avevo 21 anni e lui 28. Ci siamo conosciuti  quando sono arrivata a Roma e poi un giorno, ci siamo ritrovati e mai più lasciati. Dopo qualche anno, sono nati i nostri meravigliosi due figli. E’ stato mio marito a spingermi a trasformare in lavoro il mio hobby :la creazione degli abiti . Mio marito si occupa della costruzione di gioielli e  vedere la passione che da sempre metteva nel suo lavoro, provocava in me quasi invidia. Così ho deciso: già che devo lavorare, preferisco fare quello che amo, così avrò più possibilità di riuscire al meglio. 

Delle donne famose del passato chi secondo te potrebbe essere la tua musa ideale e fonte di ispirazione ?

Decisamente Audrey Hepburn: la sua eleganza è ineguagliabile.

Saresti in grado di creare un abito per un personaggio cattivo del cinema:Cosa potrebbe indossare?

Lo vestirei come un personaggio buono così produrrebbe un effetto più inaspettato e inquietante.

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