MANUALE DI VOLO PER UOMO

La Recensione dell'UnfoldingRoma. Simone Cristicchi è la pubblicità migliore a come l’arte, in tutte ma proprio tutte le sue forme, possa essere l’ultima ancora di salvezza quando tutto sembra perduto

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Il Teatro Sala Umberto ospita dal 9 fino al 20 Aprile 2019 MANUALE DI VOLO PER UOMO scritto da Simone Cristicchi e Gabriele Ortenzi, con la collaborazione di Nicola Brunialti, aiuto regia Ariele Vincenti, mentre le scene e costumi sono di Domenico Franchi, sorprendentemente le musiche originali sono Gabriele Ortenzi, le foto di scena di Massimo Battista. La Produzione è del Teatro Stabile d'Abruzzo e Centro Teatrale Bresciano e la regia di ANTONIO CALENDA. L’UnfoldingRoma ieri sera era lì per voi, per riportarvi le emozioni e le sensazioni che lo spettacolo ha trasmesso a tutto il pubblico.

Simone Cristicchi, classe 1977, trasteverino doc, dimostra fin da adolescente un invidiabile talento artistico. A sedici anni si avvicina alla fumettistica ed è talmente bravo che la Comic Art gli offre un contratto come disegnatore che lui rifiuta per proseguire i suoi studi, non abbandona questa passione e continua a disegnare fumetti diventando addirittura allievo di Jacovitti.
La passione per la musica arriva poco dopo e nel 1998 vince il Concorso Nazionale Cantautori vincendo il premio SIAE con il brano L’uomo dei bottoni.
All’inizio degli anni 2000 apre i concerti di Max Gazzè e Niccolò Fabi ma è nel 2005 che arriva il successo col grande pubblico grazie al brano Vorrei cantare come Biagio, brano ironico e divertente ma che nasconde il messaggio di come sia difficile rimanere se stessi nel momento in cui si arriva al successo.
Da quel momento la carriera musicale di Cristicchi spicca il volo, vince numerosi premi della critica e nel 2007 si aggiudica il Festival di Sanremo con il brano Ti regalerò una rosa dedicato alla follia e ispirato dalla sua frequentazione, in giovane età, di diversi Centri di Igiene Mentale, prima come servizio civile e poi come volontario. Il palco di Sanremo lo ha visto protagonista anche quest’anno con il brano Abbi cura di me che si è classificato al quinto posto ma che ha avuto l’onore di vincere il premio Sergio Endrigo per la miglior interpretazione e il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale.
Simone Cristicchi è un artista a tutto tondo, dal talento insolito quanto imprevedibile, la sua testa riccioluta potrebbe portarci a dire che ogni riccio non è un capriccio, ma un talento diverso. L’artista romano non è nuovo a opere teatrali, nel tempo ha portato in scena Centro d’Igiene Mentale – nuove storie dal manicomio del mondo, Li Romani in Russia con le sonorizzazioni di Gabriele Ortenzi e poi Mio nonno è morto in guerra, Magazzino 18 e Il secondo figlio di Dio. Tutte opere scritte e interpretate da lui.

MANUALE DI VOLO PER UOMO è uno spettacolo di grande delicatezza, portato in scena dall’attore Cristicchi a dimostrazione ancora della sua grande poliedricità. L’attore/cantautore romano è Raffaello (Raffaello come il pittore, dice durante lo spettacolo) un bambino abbandonato dalla madre, cresciuto da solo e che a quarant’anni ripercorre il dramma della sua vita di immensa solitudine, attraversata da personaggi meteore che hanno il compito di arricchire, volta per volta, la sua esperienza di vita, persone che non lo fanno sentire solo, perché sono le persone la ricchezza di ognuno di noi, ogni incontro è un arricchimento personale, esperienziale e sentimentale.
Cristicchi e suoi capelli ipnotizzano gli spettatori, le battute sagaci irrompono nella sala e danno dinamismo allo spettacolo. Il pubblico ride, riflette, si emoziona, si rivede, simpatizza e s’innamora di un testo delicato, trasparente ed immediato. Cristicchi riesce ad arrivare al pubblico con grande facilità, è dotato di quel raro talento per cui riesce a farti emozionare e piangere esattamente dopo averti fatto sganasciare dalla risate con una battuta folgorante. Lo spettacolo è tutto da vedere, da sentire, da gustare a fondo, ricco di quella saggezza popolare in cui Cristicchi è cresciuto e che racconta nei diversi personaggi che ci descrive durante lo spettacolo, spettacolo che Cristicchi, senza alcuna vergogna e con grande semplicità, ci rivela essere profondamente autobiografico.
Simone Cristicchi è la pubblicità migliore a come l’arte, in tutte ma proprio tutte le sue forme, possa essere l’ultima ancora di salvezza  quando tutto sembra perduto. Non è la bellezza che salverà il mondo ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza, dice Raffaello quasi a fine spettacolo. Ma qual è questo Manuale di volo per uomo che Cristicchi vuole indicarci? E’ semplice, è la libertà, l’immaginazione che ci rende liberi, l’amore per le piccole cose, il saper cogliere l’ora e adesso perché tutto è fugace e passeggero. Tutto lo spettacolo è in realtà un Manuale di Volo perché ti rende libero ma veramente libero di volare.

Una volta finito lo spettacolo, dopo gli applausi meritatissimi, dopo aver raccontato al pubblico quanto siano vicine le storie di Simone e Raffaello, il cantautore romano prende la chitarra per interpretare Abbi cura di me, presentata all’ultimo Festival di Sanremo e classificatasi al quinto posto, alle spalle della Bertè.
Non appena le sue dita pizzicano le corde della chitarra, abbandono il mio taccuino. Il silenzio, tipico dell’attenzione, cala nel teatro che prima rimbombava di applausi ed emozione e tutto piomba in un universo di emozione. Abbi cura di me, che ha vinto meritatamente il premio Sergio Endrigo, ipnotizza tutti gli spettatori, Simone Cristicchi ti prende per mano con voce e chitarra e col testo della sua canzone ti trascina in un oceano di emozioni e sentimenti. Lo spettatore è dolcemente cullato, a volte strattonato dalla forza delle parole e dall’intensità delle emozioni che, palpabili, attraversano tutti. Il Cantautore romano è capace di lasciarti impietrito, di ipnotizzarti e di creare quella grande magia che solo i grandi artisti riescono a fare, in altre parole fa sì che lo spettatore rimanga stordito dalle emozioni e riesca, contemporaneamente, ad accorgersi che anche tutti gli altri lo sono allo stesso modo. Simone Cristicchi riesce a creare quel fenomeno antico di simpatia ovvero del sentire assieme, sentire tutti, emozionarsi tutti assieme, che altro non è che lo sconfiggere quel male profondo e terribile che è la solitudine. Sembra una cosa da poco un’emozione, ma come dice Cristicchi in un momento dello spettacolo: niente è più grande delle piccole cose.
Andate a vedere questo spettacolo e applaudite questo grande artista, sarà lì per voi, al Teatro Sala Umberto fino al 20 aprile.
Alessio Capponi

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