Verso Milan-Lazio Del 13.04.2019 - Amarcord

L'ultimo successo laziale è l'1-0 del 1989-'90: una delle migliori stagioni della storia del Milan

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Il confronto di sabato (ore 20.30) sarà il numero 76, nella Serie A strutturata a girone unico, tra il Milan e la Lazio: nei precedenti 75 incontri, si registrano ben 43 affermazioni milaniste, 23 pareggi e 9 sole vittorie dei capitolini, con i padroni di casa avanti 150-71 nel conteggio delle marcature.

Tra le tante partite disputate a San Siro tra rosso-neri e bianco-celesti, una merita di venir menzionata, non tanto per la sua importanza, ma per il risultato e per come i giudizi esternati da tanti dopo quella gara siano poi stati smentiti dai fatti: ci stiamo riferendo al Milan-Lazio del 3 settembre 1989, nel contesto della seconda giornata del campionato di Serie A 1989-'90.

Il Milan, Campione d'Europa in carica (il netto successo per 4-0 alla Steaua nella finale del 24 maggio a Barcellona è ancora ben vivo nella memoria di tutti) si è presentato alla stagione con il chiaro intento di vincere tutto (effettuando il “grande slam”, con la conquista di campionato, Coppa Italia, Coppa dei Campioni, Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale), anche grazie ad una campagna acquisti che ha munito mister Arrigo Sacchi di seconde linee (sarebbe offensivo chiamarle riserve) di buon valore: il netto 3-0 rifilato a domicilio al Cesena alla prima giornata sembra già un “avvertimento” alle avversarie, sicché quando a San Siro si presenta la Lazio (salvatasi all'ultima giornata la stagione precedente e reduce dallo 0-2 interno della partita d'esordio con la Sampdoria) i più si aspettano un successo dei “diavoli”.

Il Cesena, si diceva: nel 3-0 ai romagnoli (ultima squadra incontrata dal Milan prima della finale di Barcellona, in un non esaltante Milan-Cesena 0-0 dell'anticipo di sabato 20 maggio 1989) le reti rosso-nere sono opera dei nuovi acquisti Giovanni Stroppa, Stefano Borgonovo e Daniele Massaro, a dimostrazione della bontà della rosa milanista.

Anche la partita con la Lazio vede un buon Milan, ma non preciso come nella gara di sette giorni addietro in Romagna: nessuno, però, può nemmeno lontanamente immaginare cosa la sorte abbia in serbo al 41'.

Rimessa dal fondo campo effettuata da Angelo Gregucci, la palla giunge ad Amarildo, il quale (appena oltre la metà campo) appoggia di testa verso la trequarti, ove sono presenti Paolo Di Canio e i  milanisti Franco Baresi e Paolo Maldini, con quest'ultimo che, appena pressato dall'attaccante ospite, effettua uno sciagurato retropassaggio che si trasforma in un beffardo pallonetto che s'infila in rete, mettendo fuori causa il portiere rosso-nero Giovanni Galli, per l'incredibile vantaggio della Lazio.

Il successivo forcing dei "diavoli" è sterile, con i capitolini che riescono a portare a casa una vittoria che consiste tuttora nel loro ultimo “colpaccio” nella Milano rosso-nera.

Lo 0-1 fa storcere il naso a parecchi: si comincia a pensare che il Milan spumeggiante del precedente biennio sia ormai esaurito, che il “grande slam” sia un'esagerazione e che i nuovi innesti non siano all'altezza.

Invece, i fatti diranno il contrario: risistemata la situazione, il Milan trionferà nuovamente in Coppa dei Campioni (1-0 nella finale di Vienna ai lusitani del Benfica, con rete di Frank Rijkaard al 68'), arrivando in finale di Coppa Italia (venendo sconfitto 0-1 dalla Juventus nella gara di ritorno a Milano, dopo il discreto 0-0 dell'andata in Piemonte) e perdendo lo scudetto solamente nella “fatal Verona” (1-2 al cospetto dell'Hellas), ma aggiudicandosi sia la Supercoppa Europea (1-1 all'andata in Spagna e 2-0 al ritorno a Milano col Barcellona) sia la Coppa Intercontinentale (1-0 dopo i tempi supplementari all'Atletico Nacional di Medellin, con rete di Alberigo “Bubu” Evani al 119').

E la Lazio? Gli uomini allenati da Giuseppe Materazzi sono in seguito artefici di una buona stagione (nella quale si prendono la soddisfazione di annichilire per 3-0 a Roma il Napoli poi scudettato), conclusa con una salvezza tranquilla.

Perché, fra i tanti Milan-Lazio, abbiamo voluto menzionare quell'infausto (per i meneghini) precedente? Per portar male? No. Per scaramanzia? Neppure.

Abbiamo ricordato quello 0-1 perché chi c'era ricorda benissimo che quell'annata 1989-'90 è stata una delle migliori stagioni della storia del Milan, nella quale i rosso-neri per poco non centrarono il "grande slam".

Una stagione iniziata così così, ma conclusa nuovamente da Campioni d'Europa: una vera impresa, come dimostrato dal fatto che solamente 26 anni più tardi un'altra compagine (il Real Madrid) sarebbe riuscita a difendere con successo il titolo continentale.

Giuseppe Livraghi

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