Piramide in una stradina di via Ostiense,troviamo un piccolo ma attrezzato studio di registrazione "Exit Music Studio", dove si consumano le energie di quattro ragazzi che stanno realizzando e registrando le ultime fasi della loro ultima fatica musicale presto in uscita….conosciamoli meglio
Paolo Annesi: VOCE, CHITARRA. Frontman dei Twiggies. Si avvicina alla musica grazie anche al contributo di Sergio Gaggiotti (Rossomalpelo). Fondamentalmente autodidatta, dopo tre anni di studi di chitarra classica, ne passeranno altri 10 prima che si decida a fondare il progetto Twiggy è Morta!
Valerio Cascone: BASSO Ho studiato per 5 anni al saint louis college of music accompagnando sempre l'esperienza in ambito didattico con quella live e legata alla sperimentazione con gruppi di ogni genere.
Emanuele Della Cuna: BATTERIA Inizia a suonare da autodidatta a 14 anni e due anni più tardi decide di proseguire studiando approfonditamente il proprio strumento e la musica nelle scuole più prestigiose di Roma come il Saint Louis College of Music. Cerca sempre di suonare più generi possibili dal jazz,funk,blues e latin fino ad arrivare al rock più duro. Attualmente ha 24 anni ed è allievo del maestro Roberto Gatto al corso di Percussioni Jazz del Conservatorio di "Santa Cecilia".
Andrea La Scala: CHITARRA: Dopo il Master presso la MPMusic (oggi MARoma) entra al Triennio di Laurea della Music Academy a Roma per il percorso di Bachelor Of Art in Contemporary Pop Music. Ha partecipato insieme alla MpDeltaBluesOrchestra a vari eventi nazionali e internazionali come l’Acoustic Meeting di Sarzana e molti altri.
Cominciamo nel chiedervi l'originalità del vostro nome?Da quanto state assieme e come vi siete conosciuti?
Paolo: Twiggy è la modella anni 60/70, prima a portare la minigonna. Era un momento in cui le modelle non erano le olgettine. Tantomeno calcavano i palazzi della politica. Le modelle erano muse. Twiggy è la scusa per comunicare la decadenza dell'arte, sopratutto quella indie, quella che dovrebbe dare il buon esempio. La leggerezza di Twiggy (stecchetto in inglese)è contrapposta alla bulimia dei nostri giorni, dove al pubblico viene propinato di tutto e il pubblico affetto da bulimia acuta si ingurgita ogni stronzata.
Valerio: Per il come sono nati i twiggy invece posso dire che tutto è partito ormai 6 anni fa da un idea di Paolo sviluppata da Andrea e completata da me, ma all'epoca i Twiggy non esistevano; ci chiamavamo"tiro alla fune", il sound era diverso così come lo era la formazione che comprendeva anche un tastierista. Il tutto si sciolse dopo qualche mese per poi riformarsi sotto il nome di Twiggy è morta! due anni fa. Con il tempo siamo marciti e/o maturati al punto giusto, il sound è più aggressivo e completo di prima, dopo tanti cambi di batteristi abbiamo trovato la nostra stabilità a livello di formazione da qualche mese con l'ingresso di Emanuele.
Vi aiutate suonando con una strumentazione classica,oppure grazie all'aiuto dell'elettronica?
Valerio: Siamo un gruppo "post rock" quindi la formazione è delle più classiche, tuttavia ricorriamo spessissimo all'uso dell'effettistica più che dell'elettronica. Un punto fermo del nostro sound sono gli ambienti creati da Andrea con la sua strumentazione pensata apposta per questo progetto. Io, Emanuele e Paolo completiamo gli arrangiamenti con un attitudine tanto attenta ai particolari quanto cafona fino all'osso!
Paolo: a me piacerebbe utilizzare più elettronica, ma anche ancora più strumenti "classici", pianoforti, fiati, archi. La musica rock si fa con tutto, anche con un armonica. Dipende se poi passi il suono attraverso 3 pedali Electro Harmonix!
Lo spavento più grande da quando vi siete uniti;potete raccontarcelo?
Paolo: Spaventi comuni non ne abbiamo vissuti. Io ho rischiato la vita un paio di volte, mi sono slogato una spalla sul palco, e rotto un piede prima di suonare. Non sono una persona a modo, assolutamente.
Valerio: Diciamo che nessuno è un bel vedere al mattino in mutande ,però dopo un paio di tour insieme uno ci fa l'abitudine e non si spaventa più tanto.
Quando e dove trovate il tempo per scrivere ed arrangiare i vostri testi;nella vostra musica troviamo sia lati positivi che negativi?
Valerio: I testi sono tutta farina del sacco di Paolo , sono testi in cui però ogni membro del gruppo in qualche modo sente suoi. Per quanto riguarda il lato musicale invece il lavoro di arrangiamento è sperimentazione è lungo,Paolo arriva con un idea e un testo, io e Andrea rielaboriamo le parti musicali e Emanuele completa il tutto. Lavoriamo molto in sala fra discussioni, confronti e pause biscotti del batterista, sempre produttive .(anche le pause biscotti)
Paolo: i testi per me sono fondamentali. La comunicazione avviene non cercando il momento giusto, ma aspettando che arrivi, nella più classica delle tradizioni Bukowskiane. Tuttavia anche la musica è fondamentale.Non è possibile che in italia il cantautorato sia quasi sempre relegato a degli stilemi degli anni 70. Vorrei poter far "cantautorato" con una chitarra elettrica e un moog.
In questi giorni state registrando il vostro nuovo album;come lo descrivereste ?
Paolo: sarà annoverato tra i 10 migliori dell'anno.Valerio: I Queens of the stone age che gonfiano di botte gli Afterhours, mentre i Casualties suonano in sottofondo e i Mogwai fanno commenti sulla rissa sorseggiando il the delle 5.
Vi sentite degli antieroi?Quali sono le vostre qualità?
Paolo: Io mi sento di star facendo qualcosa di importante. Poi beato il paese che non ha bisogno di eroi. E nemmeno di antieroi.
Valerio: Oddio dipende da chi si considera un"eroe" se come "eroi "intendiamo lo stato sociale, i cani e gruppi appartenenti al nostro panorama musicale allora si siamo degli "antieroi". Anche se non sono molto d'accordo con questa definizione.
Quando vi esibite tenete molto all'aspetto estetico,oppure solo a quello strumentale e teatrale;Dove trovate abiti e accessori?
Valerio: Sul palco si suona , si trasmette qualcosa, ci mettiamo delle camice giusto per sembrare più magri e per sudarci dentro.
Paolo: (ride) Tutto è spettacolo. Anche il vestiario.Avessimo la possibilità metteremmo un maxischermo alle nostre spalle. Sono affascinato dalla potenzialità di accostare arti visive, arti teatrali, e musica. E' un connubio non solo gradevole ai miei occhi, ma credo anche necessario. In Italia è già tanto che suoni in un buco.
Parliamo di donne:cosa amate di loro.cosa non sopportate,credete che esistano quelle sopportabili?Insomma come vi rapportate con le vostre "FANS"
Paolo: se non esistessero le donne, non esisterebbero i Twiggies.
Partecipereste a San Remo;oggi solamente i social sono un veicolo per farsi conoscere dal grande pubblico?
Paolo: parteciperei a tutto. Quello che voglio fare è suonare. Ma non credo serva partecipare a Sanremo. Potrei scriverti una canzone sanremese. Ma a me non serve, e non servirebbe nemmeno a chi mi ascolta.
Come vi collocate come "Band" e sopratutto come gestite l'amicizia tra voi,presumo che ci sia un Leader oppure siete tutti allo stesso livello?Potete spiegarci la "coesione" artistica che vi lega?
Paolo: funziona come in tutte le famiglie. Valerio: Siamo un gruppo ben fornito, un insalatone di influenze e esperienze passate. Io ormai da qualche anno faccio il mediatore, Paolo urla, Andrea urla e Emanuele mangia biscotti, dopo tante discussioni e tanti momenti no, finalmente sembriamo viaggiare tutti sullo stesso binario, e questo è l'unico modo in cui un gruppo può registrare un buon disco, comportandosi e lavorando DA GRUPPO.
Infine questo è il contatto Exit Music Label, etichetta fondata da me e Fabrizio Morigi (proprietario dell'Exit Music Studio) e che ha al suo interno Twiggy è Morta!, Differènce, Funny Autumn. https://www.facebook.com/pages/Exit-Music-Label/189276147928653?fref=ts ,questo è il nostro primo singolo prima della release del disco. Le info le trovi su "infromazioni", comunque il soggetto del videoclip è mio e la regista del video è Antonella Sabatino http://www.youtube.com/watch?v=9bb3iTxOYQs .
Grazie ragazzi siete stati gentilissimi vi auguriamo tutti i successi che meritate in bocca al lupo....Twiggies.
© Riproduzione riservata