Un Festival Dell’Oriente Come Porta Portese

Un Festival Dell’Oriente Come Porta Portese

E’ tornato alla Fiera di Roma la manifestazione che con i suoi bazar di chincaglierie diventa sempre di più come il famoso mercato della Capitale. Buoni gli spettacoli di cultura e arte tipica.

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Ha aperto i battenti con un buon successo di pubblico il Festival dell’Oriente in programma alla Nuova Fiera di Roma nei giorni 25-26-27-28 Aprile e 1-4-5 Maggio 2019 nel contesto dell’evento “Roma incontra il Mondo” composto da tanti altri Festival. I visitatori hanno potuto subito scoprire che nella Capitale quello delle scale mobili che non funzionano è ormai un virus latente che dopo avere colpito molte stazioni della metropolitana ha finito per bloccare anche quelle che in fiera conducono ai vari padiglioni che ospitano la manifestazione.

Ma, poco male, un po' di moto in più e si è immersi in una grande Porta Portese al coperto dove bancarelle di chincaglierie varie ben note al famoso mercato romano si alternano a stand filosofeggianti che promettono, attraverso varie teorie, la felicità eterna.

Grandi protagonisti del Festival dell'Oriente gli stand dedicati al massaggio (tutti a pagamento) dove, considerata la grande affluenza, c’è bisogno di prenotare per sperare in qualche beneficio per la propria cervicale o per rilassarsi con la riflessologia plantare e terapie olistiche. Così, corpi sistemati a puzzle si lasciano manipolare da mani esperte sopra jeans e vestiti sudati diventando modelli per tante foto ricordo da parte di sconosciuti che, senza timore di violazioni della privacy, faranno il giro del web. E pensare che la disciplina orientale impone per il massaggio prima di tutto un ambiente ottimale con una luce soffusa, un incenso aromatico, e, come unico suono, una leggera musica in sottofondo.

Andando in giro le curiosità che si possono comprare sono veramente tante a cominciare da ogni tipo di pietra che, una volta indossata, può alleviare qualsiasi disturbo del corpo e della mente. E poi le imitazioni di sciabole, riproduzioni di manga in miniatura, creme miracolose per un viso e un corpo senza difetti, cerette per una depilazione indolore e i classici “Kokeshi” ovvero i simpatici gattini e bambolotti che scuotono la testa o la manina.

Altrettanto curioso provare un massaggio con la campana tibetana, farsi leggere i corpi sottili per l’armonia degli squilibri del corpo, ascoltare il cantante spirituale Velka-Sai comprando, magari, i suoi dischi autografati direttamente dall’autore. Fra gli stand anche quelli dedicati alla cannabis legale e un gustoso infiltrato che propone cannoli e gelati siciliani. Naturalmente, come giusto che sia, la gastronomia tipica regna sovrana e il pubblico sembra apprezzare anche se i prezzi sono un po' più alti rispetto alla media.

Risollevano le sorti del Festival dell’Oriente gli spettacoli che si alternano sui palchi ben allestiti dove artisti professioni danno il meglio della propria disciplina con concerti, danze e arti marziali. Bravissimi musicisti e cantanti per una degna interpretazione di spettacoli tipici e cerimonie tradizionali che riportano seriamente alla cultura indiana, cinese, giapponese, thailandese. Una delle più belle rappresentazioni quella del Palcoscenico in miniatura delle marionette su acqua di Phan Thanh Liem l’artista vietnamita nato da una famiglia di artigiani specializzata nella costruzione di marionette sull’acqua, da ben sette generazioni.

                                                                                           Rosario Schibeci 

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