Torino 2 - 0 Milan 28.04.2019

Meritato successo del Torino: per i granata la Champions League non è più un pensiero indecente

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Un bel Torino supera con un po' di fortuna (una volta tanto) ma con pieno merito un Milan troppo nervoso: per il Toro la Champions League non è più un “pensiero indecente”.

Ultima chiamata per un Milan in crisi nera e costretto a vincere per difendere il quarto posto dopo il provvisorio sorpasso della Roma e le altre che incalzano alle spalle.

Gattuso può finalmente tornare a contare su Paquetà, con la cui assenza è coinciso un periodo di quasi totale assenza dei tre punti per la sua squadra, se si esclude la vittoria in campionato contro la Lazio.

Torna titolare tra i rossoneri anche Cutrone, preferito a Piatek.

Nessuna sorpresa per Mazzarri, che conferma il classico modulo con Belotti affiancato da Berenguer in avanti.

Il Torino, sostenuto dal suo pubblico, gioca fin da subito una gara attenta e volitiva, mentre il Milan appare nervoso.

In un primo tempo giocato soprattutto a centrocampo, le azioni veramente degne di nota sono poche: la più pericolosa capita al 43' a Calhanoglu, che impegna l'estremo difensore granata Sirigu, bravo a rispondere da campione.

Il secondo tempo vede il Toro ancora propositivo: tuttavia, sembra che la partita possa essere decisa solamente da un'invenzione o da un episodio.

La seconda eventualità sembra materializzarsi al 54', quando il tecnico granata Mazzarri viene espulso per proteste: quando i più ipotizzano che il destino abbia in serbo uno scherzetto, arriva invece la svolta.

È il 58': contrasto in area milanista tra Kessie e Izzo, con l'abitro che assegna il rigore ai torinisti, magistralmente trasformato da Belotti, per l'1-0.

Ormai il “Grande Torino” è un catino pieno di passione ed entusiasmo: coloro i quali aveva pronunciato le parole “Champions League” non sono più visti come folli.

Il Milan, però, reagisce, sfiorando il pareggio al 67' con Bakayoko: la sua inzuccata, tuttavia, vede la sfera incocciare contro la traversa e, una volta rientrata in campo, venir respinta dal sempre attento Sirigu.

Una volta tanto, la fortuna si è ricordata dei granata...

Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo (o, dall'altra parte, di imprecare), che il Torino raddoppia con Berenguer, lesto nel ricevere un assist di Ansaldi e nel fulminare Donnarumma con un destro che s'infila all'incrocio dei pali alla sinistra dell'estremo difensore rosso-nero (69').

Sul 2-0 il Torino arretra leggermente il proprio baricentro, sicché il Milan riesce a rendersi maggiormente pericoloso: tuttavia, quando all'80' un colpo di testa di Bakayoko dal centro dell'area viene prodigiosamente respinto da Sirigu, si intuisce che non è giornata.

Intuizione che diventa certezza un minuto più tardi, quando Romagnoli incappa nell'espulsione diretta per aver ironicamente applaudito una decisione dell'arbitro Guida: nella stessa azione, viene anche ammonito Donnarumma.

Dopo quattro minuti di recupero, finisce 2-0 per il Torino, che per la prima volta nell'era Cairo (cioè da 2005) riesce a superare il Milan: l'ultimo successo del Toro sui rosso-neri risaliva, infatti, al 4 novembre 2001, quando finì 1-0 con rete di Cristiano Lucarelli.

Che dire del Milan? I meneghini hanno avuto le loro opportunità, ma si sono dimostrati molto nervosi.

Inutile recriminare sulla traversa di Bakayoko e sulle parate di Salvatore (di nome e di fatto) Sirigu: i pali e le traverse fanno parte del gioco, così come il portiere che para (anche se Sirigu è ben più di un portiere normale).

Vogliamo affermare che con un po' più di fortuna il Milan avrebbe portato a casa il pareggio?

D'accordo, ma resta il fatto che il Torino non ha rubato nulla, che il Milan è uscito dal suo guscio solamente una volta passato in svantaggio e (diciamolo) che una volta tanto la fortuna si è ricordata del Toro.

Toro che, però, è stato bravo nell'andare a cercarsi tale fortuna, giocando una partita coraggiosa ma non temeraria, guardinga ma non timorosa.

Il Milan esce sconfitto, ma la colpa non può e non deve essere imputata al solo Gattuso, il quale fa quello che può.

Il Toro, invece, giustamente sogna: la Champions League non è più un "pensiero indecente", ma un'eventualità più che fattibile, che se raggiunta sarebbe un ottimo modo per onorare gli Invincibili periti a Superga, a settant'anni esatti dal quel maledetto 4 maggio 1949.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan difficile salvare qualcuno.

Messi alle strette, optiamo per Bakayoko, per due volte vicino alla rete.

Il peggiore certamente Romagnoli: un capitano non può lasciare la sua squadra in inferiorità numerica per degli ironici applausi al direttore di gara.

All'opposto, fra i granata è difficile individuare il migliore e il peggiore, dato che il Toro si è dimostrato un autentico monolite, un gruppo compatto.

Nessun flop, mentre tra i top scegliamo capitan Belotti (glaciale nel realizzare un rigore che può valere una stagione, nonché sempre pronto a giocare a tutto campo) e Salvatore (di nome e di fatto) Sirigu, autentico baluardo granata e più che meritevole della maglia da titolare della Nazionale Azzurra.

FORMAZIONI UFFICIALI:

TORINO (3-5-2): Sirigu; Izzo, N' Koulou, Moretti; De Silvestri, Lukic, Rincon (dall'87' Aina), Meite, Ansaldi; Berenguer (dal 73' Parigini, dal 95' Bremer), Belotti. All.Mazzarri

MILAN (4-3-3): Donnarumma G.; Conti (dal 71' Castillejo), Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Bakayoko, Paquetà (dal 62' Piatek); Suso (dal 62' Borini), Cutrone, Calhanoglu. All.: Gattuso

Giuseppe Livraghi

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