Gianni De Feo

LA VELA NERA DI TESEO di Valeria Moretti

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Il Teatro dell’Orologio offre il suo palcoscenico fino al 19 aprile a La Vela nera di Teseo un testo di Valeria Moretti prodotta dalla Compagnia del Metateatro di Pippo di Marca con un interessante e molto apprezzato Gianni de Feo, nei panni di un insolito Teseo da varietà, regista di se stesso.
Due gli elementi che hanno accompagnato e sostenuto la rappresentazione: la musica e la voce.
Un incipit che rievoca sonorità da scacciapensieri siciliani e affianca il primo ingresso di Teseo, immobile ma trepitante e pronto a danzare. Segue  un sirtaki che fa da sigla al racconto e tra canti in francese e italiano e danze esotiche ha inizio la catarsi di un tormentato Teseo, figlio di due padri, uno umano (Egeo) l’altro divino (Poseidone).
L’intera vicenda è la narrazione di un viaggio mentale sui binari paralleli del bene e del male, della sicurezza che il filo di Arianna traccia e del desiderio carnale che il Minotauro evoca.
Gianni de Feo rappresenta con la timbrica di un presentatore, le movenze da musical e il pathos di un personaggio dell’antica Grecia, le vicende di un semidio che siamo abituati a vedere orientato all’approdo in un porto sicuro e non mai abbandonato ad un sentimento di ribellione.
“Chiedi radici, cerco prodigi” il tormento interiore che accompagna Teseo durante la sua danza sul palco, nel suo viaggio che la Vela Nera incarna come simbolo di ribellione e rivalsa, di via di fuga dalle regole, dal labirinto.
Una forbice irrompe sul palco, quella che taglierà il filo di Arianna, l’ombra di Arianna e la presenza di Arianna, per lasciare il posto alla luce e al mare di una vita ritrovata.
“Lascia che mi smarrisca”.
Uno spettacolo che ha un elegante sfondo erotico, mai volgare e splendidamente intriso di mito e musicalità.

Sbalorditiva performance.

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