Filippo Nesci Alla Galleria Triphé

Filippo Nesci Alla Galleria Triphé

“Recollections 1”: l'artista Filippo Nesci, ospite della galleria Triphè fino al 15 luglio, mostra le possibili connessioni tra l'intelligenza artificiale e il mondo dell'arte. - di Alessia de Antoniis

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Con “Recollections 1” l'artista Filippo Nesci, ospite della galleria Triphè fino al 15 luglio, mostra le possibili connessioni tra l'intelligenza artificiale e il mondo dell'arte.

Le opere presenti in questa mostra, 14 opere di cui 5 già presentate nella sede di Google in California e realizzate con l'arte del glitch, hanno come obiettivo l'introduzione, anche in Italia, di questa tematica, dibattuta all'estero dall'inizio del nuovo millennio. 

Mentre la tecnologia prosegue sulla strada del non-glitch assoluto, verso una chiarezza del segnale sempre maggiore, nel tentativo di eliminare tutti i glitch, l'arte recupera vecchi hardware percorrendo la stessa strada in direzione opposta, con il fine di umanizzare la tecnologia stessa rendendola imperfetta.

Il malfunzionamento di un videogioco, che irrita un giocatore, rappresenta la materia prima per una creazione glitch, a tal punto che oggi gli artisti di questa forma espressiva, arrivano a recuperare vecchi NES, Atari e C64 per creare volontariamente immagini danneggiate.

Se tecnicamente un glitch è il risultato inatteso di un malfunzionamento di un software, voluto o accidentale, nel mondo dell'arte è la trasformazione dello stesso errore tecnologico in una forma di comunicazione.

Quello che ha colpito Filippo Nesci, è stato vedere come la matematica sia alla base dell'arte digitale; come dietro ad un pixel, base dell'informazione delle foto, ci siano tutti 0 e 1 e dei risultati che si ottengono modificando e manipolando quelle informazioni. 

Filippo è anche appassionato di machine learning (metodo di analisi dati che si basa sull'idea che i sistemi possono imparare dai dati, identificare modelli autonomamente e prendere decisioni con un intervento umano ridotto al minimo), branchia dell'intelligenza artificiale, utilizzato in ogni aspetto della nostra vita. “Quando YouTube crea un algoritmo per proporci il prossimo video che possiamo vedere, siamo in presenza di un esempio di intelligenza artificiale – spiega Filippo - Quando Spotify sceglie la canzone successiva da ascoltare o Google ci elenca i risultati della nostra ricerca, sono tutti esempi di intelligenza artificiale, che hanno effetti sulla nostra vita reale. Ecco perché ho deciso di portare queste tematiche nel mondo dell'arte, per mostrarle anche a livello visivo e aprire così una discussione”. 

Racconta ancora Filippo: “volevo far vedere l'estetica che si nasconde nella matematica, che esprimo in opere molto colorate, piene di geometrie, angoli; un'arte molto esplorativa, perché la matematica, anche in natura, forma delle cose che sono visivamente bellissime. La moderna teoria dei frattali, in natura esiste da sempre. Ma noi non connettiamo i due fenomeni: la tecnologia e la natura sono molto più simili di quello che pensiamo. C'è un libro intitolato The hidden life of trees, di Peter Wohlleben, che parla della comunicazione degli alberi tra loro o con altre piante, e di come il sistema di comunicazione che utilizzano, attraverso le radici, sia molto simile a come funziona internet e a come comunicano i computer tra di loro. Noi riprendiamo con la tecnologia realtà che già esistono in natura”. 

Diplomato all'Art Center College of Design di Pasadena, in California, l'arte di Filippo nesci è fortemente influenzata anche dai suoi studi in cinematografia.

“Quello che avevo studiato – racconta Filippo - mi ha permesso di capire come comunicare con le immagini. La cinematografia e l'editing mi hanno insegnato come raccontare delle storie attraverso le immagini: quelle in movimento, tipiche delle riprese, quelle statiche della fotografia e quelle ottenute con l'arte digitale. Tutt'ora faccio film e ho in programma di effettuare esperimenti, insieme con altri artisti, che avranno a che fare sia con la cinematografia in senso stretto, che con sculture e oggetti in 3D. Il film sarà sempre parte di me”.

Le opere esposte a Roma alla galleria Triphé, seguono due percorsi diversi.

Cinque fanno parte di una serie che è stata esposta presso la sede di Google in California sulla glitch art. Altre sono state ottenute modificando e distruggendo le informazioni contenute nei pixel di una foto attraverso il passaggio di un'onda sonora: quello che si vede è l'effetto che tale passaggio dell'onda ha su una geometria. Due tecniche completamente diverse e due diversi risultati. Da un lato l'utilizzo dei data e l'effetto che su questi può avere un influx di informazioni, dall'altro l'effetto analogico della distruzione digitale attraverso la glitch art. 

La nota interessante nella biografia di Filippo Nesci è il modo in cui è arrivato a trasformare così profondamente il suo modo di fare arte: per caso.

“All'università – racconta - ho scelto per divertimento una classe che si chiamava visual math, matematica visuale, insegnata da un professore che lavorava al JPL (Jet Propulsion Laboratory), partner della Nasa, in California, appassionato di matematica e di arte. Ho scelto quel corso perché mi serviva un esame per laurearmi e invece è stata una di quelle classi fondamentali che ha completamente cambiato la mia idea di matematica e il mio conseguente approccio all'arte. Ho compreso l'universalità del suo linguaggio, che può essere utilizzata in un'infinità di campi diversi e che non è distaccata dal resto del mondo. 

Secondo Galileo Galilei, la Natura è un libro scritto in caratteri matematici. Voltaire diceva che c'era più immaginazione nella testa di Archimede di quanta ve ne fosse in quella di Omero. L'arte di Filippo Nesci racconta la perfezione della natura attraverso la creatività della matematica, utilizzando la distruzione delle immagini, la manipolazione delle informazioni sottostanti l'immagine stessa, al fine di destrutturare un livello di lettura del mondo sensibile per farne emergere un altro: diverso, non immediato, non visibile ad occhio nudo, ma esistente, reale, che ha i suoi algoritmi, che risponde alle stesse regole matematiche ma applicate in modo diverso. Come disse uno dei padri della chimica, Antoine-Laurent de Lavoisier: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto di trasforma.

Alessia de Antoniis


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