58° Esposizione Internazionale D’Arte La Biennale Di Venezia

58° Esposizione Internazionale D’Arte La Biennale Di Venezia

79 artisti guardano al presente e al futuro

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58° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia

79 artisti guardano al presente e al futuro

di Roberta Melasecca

Uno sguardo sul presente, lucido, a volte ironico, critico, impegnato, immaginifico, visionario o crudele. Ma non solo uno sguardo. I 79 artisti scelti da Ralph Rugoff per la 58° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, aperta e visitabile dall’11 maggio al 24 novembre 2019, interpretano il tema scelto dal curatore, May You Live in Interesting Times, proponendo non semplici visioni del presente, ma opinioni e posizioni nette, forti sulla società contemporanea e sulle contraddizioni, positive e negative, del tempo odierno, un tempo liquido e mutevole istantaneamente.

<<Molte delle opere esposte - afferma Rugoff - affrontano le tematiche contemporanee più preoccupanti, dall’accelerazione dei cambiamenti climatici alla rinascita dei programmi nazionalisti in tutto il mondo, dall’impatto pervasivo dei social media alla crescente disuguaglianza economica. Forse, indirettamente, queste opere possono diventare una sorta di guida per vivere e pensare in ‘tempi interessanti’. >>

Emblema di tale pensiero è l’opera di Lara Favaretto: una serie di blocchi rettangolari di cemento che l’artista ha deformato immergendosi nel cemento prima che si solidificasse, lasciando così le impronte dei suoi movimenti corporei che ha continuato a compiere con insistenza finché la viscosità del materiale non l’ha costretta a fermarsi. Un gesto che è atto di resistenza contro la rigidità di azioni e strutture mentali, un’azione dinamica di costruzione e decostruzione attraverso il proprio essere fisico nella realtà. Come quella che descrive Otobong Nkanga, premiato con il Leone d’Argento: Veins Aligned è una “vena” di vetro colorato e marmo lunga 26 m, simbolo di un corpo che nutre e accudisce ma che mostra al suo interno la fragilità della sua essenza causata dall’azione dell’uomo.

Scenari di un mondo caustico o fantastico, ma non troppo distante da quello reale, sono quelli rappresentati da Ed Atkins nell’installazione Old Food, un universo pseudo storico di vita contadina, personaggi bucolici, eterne rovine, manichini gettati in un sentimentalismo digitale, panini impossibili e immangiabili che si sfaldano in pubblicità impressionanti; da Alex Da Corte nel video Rubber Pencil Devil, nel quale si susseguono 57 scene tratte dalla storia culturale del XX e XXI secolo dove i personaggi - pupazzi, cartoni animati, pubblicità e musical interpretati dall’artista stesso - eseguono coreografie lente ed ipnotiche; da Jon Rafman nel video Dream Journal, animazione digitale dell’assurdo di un mondo virtuale, tecnologico e noir, popolato da strane creature ibride; nell’installazione di Christian Marclay, che presenta interi film sovrapposti che generano una assordante cacofonia in uno schermo caleidoscopico; nelle foto di Martine Gutierrez, dove, a fianco all’immagine dell’artista, appaiono altre figure, manichini che fingono da contrappunto non umano per una serie di finti incontri erotici; nell’installazione di Alexandra Bircken che fa pendere da scale alte fino al soffitto 40 figure in una visione distopica e apocalittica; nel giardino digitale di Hito Steyerl, dove fiori virtuali gemmano, sbocciano e appassiscono senza mai esistere davvero.

Ed ancora punti di vista poco familiari, indagini aperte e sfaccettate mettono in discussione idee ed attitudini ben radicate e molti sono gli artisti che “esplorano storie e situazioni sociali problematiche unendo tradizioni documentarie a elementi soggettivi e teatrali”, come portano avanti efficacemente Arthur Jafa, Leone D’Oro, e Joseph Kahlil che riflettono sul tema razziale; Neïl Beloufa che realizza video-interviste via Skype con giovani soldati provenienti da diversi paesi; Zanele Muholi, attivista visiva che con le sue immagini riscrive la storia del Sudafrica dal punto di vista della comunità nera; Korakrit Arunanondchai con Alex Gvojic che esplora i sottintesi del salvataggio di 12 bambini da una grotta nel nord della Tailandia nel 2018.

79 sguardi e testimonianze su di un presente carico di stratificazioni e su di un futuro da costruire e rigenerare, dove l’arte diventa “catalizzatore che invita al dialogo, per ripensare le realtà quotidiane da prospettive ampliate”.

58° Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia
Curatore Ralph Rugoff
79 artisti invitati

90 Partecipazioni Nazionali
21 Eventi Collaterali

Programma e info https://www.labiennale.org/it/arte/2019

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