La Casa Degli Orrori

La prima tappa di un terribile percorso

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Non è uno stand da luna park, ma l’ormai tristemente nota onlus Hansel e Gretel di Bibbiano, guidata dal pluriaccusato psicoterapeuta Claudio Foti.

Nell’inchiesta Angeli e Demoni, si parla di frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamenti su minori, lesioni gravissime per i danni procurati ai minori, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso. Si contesta il tentativo di costruire falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati con gli elettrodi. In un articolo di circa due anni fa un giornalista definiva tali procedimenti “riciclo delle emozioni”: roba da Santa Inquisizione medievale.

Foti per altro è stato accusato, in un’altra inchiesta parallela, anche per maltrattamenti sulla moglie e i figli: un mostro. Per usare un’immagine della fiaba a cui il nome della onlus rimanda, Foti è la vecchietta che costrinse Gretel a mettere all’ingrasso Hansel con l’intento di mangiarlo.

Ciò che desta particolare stupore è proprio il fatto che c’è stato, in un passato recente, chi ha provato a denunciare, ma è stato fatto passare sotto silenzio, così come fa rabbrividire il silenzio della Chiesa, oggi che finalmente il pentolone è stato per lo meno scoperchiato, non si vergogna di aver completamente dimenticato Gesù, che, come ci insegnarono a catechismo, accoglie in primo luogo i bambini, puri nella loro anima: “lasciate che i bambini vengano a me” (Luca 18,15-17).

Altre sono le comunità infantili che verranno coinvolte, speriamo molto presto, e non solo in Emilia Romagna, pensiamo ad esempio ad alcuni comuni in provincia di Trento, dove l’inviato della trasmissione “Le iene” aveva posto l’accento sul conflitto d’interesse esistente nell’essere giudice onorario del tribunale dei minori e contemporaneamente presidente di onlus che gestiscono le case famiglia: fatti ignobili in cui sono coinvolti in prima persona anche uomini di Chiesa.

Per ora sappiamo che, Paolo Colli e Paolo Burani, ex sindaci di due comuni nel reggiano, Montecchio e Cavriago, sono stati coinvolti nell’inchiesta Angeli e Demoni, come il loro collega di Bibbiano. Anche loro sono indagati per abuso d'ufficio, proprio come il primo cittadino Carletti, finito agli arresti domiciliari perché, come scritto nell'ordinanza del tribunale di Reggio Emilia, era "pienamente consapevole della totale illiceità del sistema (…) disponeva lo stabile insediamento di tre terapeuti privati della Onlus Hansel e Gretel all'interno dei locali della struttura pubblica della Cura".

Tutto questo sempre in accordo con Federica Anghinolfi, la donna paladina delle coppie gay, a cui dava bambini in affido quasi per simpatia.

Per ora accontentiamoci di vedere queste “belle persone” agli arresti domiciliari, usati come misura cautelare, e speriamo in una giustizia vera che, anche se non potrà mai ripagare l’immenso dolore provato da quei genitori, a cui sono stati sottratti forzosamente e brutalmente i figli, né potrà mai cancellare nella mente di quei bambini il trauma subito, potrà però procedere in modo esemplare contro i “Demoni”; speriamo anche che si porti finalmente alla luce tutto l’iceberg, di cui questo caso rappresenta solo la punta, facendo uscire finalmente allo scoperto tutti i colpevoli, che hanno, in oltre vent’anni, contribuito a scrivere le pagine più oscure e trascurate della legislazione italiana: quelle sulla regolamentazione delle case famiglia.

Ormai tutti abbiamo compreso che mettere un minore in una casa famiglia, frutta alla onlus di riferimento centinaia di migliaia di euro, che potrebbero invece essere distribuiti per aiutare le famiglie in difficoltà a far stare bene i loro figli, ma l’orrore è proprio nella bestialità di tutti coloro che hanno imbavagliato chi non poteva parlare e di coloro, sicuramente i peggiori, che sapevano e non hanno voluto parlare, per soldi, tanti, tanti soldi.

Intanto i primi quattro bambini sono tornati a casa e ci auguriamo che siano tanti ogni giorno e che possano presto ritrovare il sorriso insieme ai loro genitori.

Barbara Gottardi

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