Roma Sassuolo 2019 2020

La Roma porta a casa tre punti pieni,ma c'è ancora molto da rivedere

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Fonte immagine Emanuele Gambino


Terza giornata di campionato 2019/2020, la Roma incontra il Sassuolo di De Zerbi, sfruttando una parte degli innesti ritenutisi necessari dopo le prime due giornate, dentro Mancini, Veretout e Mkhitaryan, fuori Under per l'infortunio riportato in Nazionale e Zaniolo in panchina per un 4-2-3-1 che vede in difesa il solito quartetto con Florenzi, Fazio,Mancini e Kolarov, Cristante e Veretout centrali e sulla trequarti Kluivert, Mkhitaryan e Pellegrini con Dzeko unica punta.

Di contro il Sassuolo punta sull'ex Defrel in attacco insieme a Caputo e Berardi, in difesa preoccupano il giusto le figure di Marlon e Chiriches, con Locatelli Obiang e Duncan a creare scompiglio e movimento a centrocampo.

Al secondo minuto di gioco Kluivert entra in area diretto verso la porta, Peluso interviene in maniera scomposta e quello che all'inizio sembra un rigore nettissimo, il Var trasforma in in un calcio d'angolo senza conseguenze. Ma è al 12' che la Roma passa in vantaggio sfruttando un calcio d'angolo che Pellegrini trasforma in un assist perfetto per Cristante che di testa la piazza nell'angolino basso alle spalle di Consigli.

C'è parecchio equilibrio in campo, il Sassuolo sfrutta bene gli schemi, un 4-3-3 che De Zerbi punta in verticale, ma che aggiusta in un 4-3-2-1 con Defrel e Berardi dietro Caputo, mossa azzeccata tant'è che al 16' la triangolazione d'attacco vede Defrel cogliere il palo sulla sinistra di Lopez che Caputo ribadisce in porta, purtroppo in nettissimo fuorigioco.

Ritmi serrati, con una Roma concentratissima, cambio di campo repentino ed ecco che Kolarov con un cross millimetrico, serve Dzeko che supera Consigli, 2-0.

La Roma vuole chiudere la partita e non lascia respiro all'avversario, Peluso tenta la marcatura su Kluivert che sfrutta la propulsione per sfuggire sulla fascia e servire i compagni, ma mentre i neroverdi cercano di frenare l'avanzata sulla catena di destra, ecco arrivare il neo acquisto armeno che coglie un'imbeccata di Pellegrini e da dentro l'area buca la porta di Consigli sul primo palo per la terza rete in soli venti minuti. un acquisto arrivato sul filo del rasoio e accolto senza troppe cerimonie ma che sembra, fin dai primi minuti di gioco, la vera sorpesa del mercato, veloce, cinico e ben piazzato in ogni fase di gioco, trova l'amalgama con Dzeko che risponde su ogni fronte, il solito jolly impegnato e silenzioso, ma sempre necessario e decisivo.

Fonseca punta sulla dinamicità, passaggi corti ma ben dosati, buona intesa tra centrocampo e attacco, qualche malinteso persiste in difesa, dove la copertura delle seconde linee diventa più faticosa e macchinosa ma nel complesso l'organico sembra aver trovato la giusta quadra.

Appena superata la mezz'ora è ancora Pellegrini che crea l'imbeccata giusta, lanciando Kluivert in porta che la piazza per la quarta volta alle spalle del portiere avversario.

Un test importante, che la dice lunga sullo stato mentale dei giocatori che cercano continuamente lo spunto giusto per arrivare in porta.

Buona anche la prova di Veretout che filtra con più intensità la palla a centrocampo, discrete le idee di Fonseca che vede e prevede i movimenti avversari smorzandone sul nascere ogni velleità bellica, duro il lavoro di Chiriches e Obiang costretti a chiudere sempre in maniera estrema sul portatore di palla.

Il pressing alto della Roma spaventa e chiude gli avversari nella propria metà campo, l'idea di una difesa avanzata di Fonseca comincia a prendere forma ed a diventare parte integrante del gioco dei giallorossi che sembrano già conoscersi a memoria, cercandosi con una certa scioltezza.

Nel secondo tempo è ancora Dzeko a dare spettacolo, coglie la traversa con un colpo di testa che fa tremare l'Olimpico e le gambe degli avversari, irretiti e poco propensi a trovare la motivazione per accorciare le distanze.

Al 57' è Berardi che con una punizione diretta e precisa coglie l'interno della traversa che ribadisce in porta per il gol del 4-1.

un po' sottotono Florenzi, a metà tra il terzino ed il trequartista, corre in aiuto dei compagni sempre con spirito di sacrificio, tanta volontà ma sempre la solita smania che gli impedisce di gestire il pallone e accompagnare la manovra, creando più scompiglio che reali occasioni da gol.

La Roma gestisce la partita, abbassa i ritmi e punta sul fraseggio, studia l'avversario e gli schemi, cercando di trovare l'imput sulle ripartenze.

Il Sassuolo respira, i giallorossi lasciano il pressing a uomo puntando su quello a zona, un azzardo forse necessario per capire le potenzialità della squadra a tutto tondo.

Ancora da valutare Pau Lopez, spesso ben piazzato ma ancora più spesso in ritardo negli interventi.

Entra Muldur ed esce Peluso per il Sassuolo, entra Zaniolo ed esce Kluivert per la Roma, nella ripresa di gioco la Roma si distrae e lascia a Duncan il tempo per una triangolazione decisiva che vede Berardi andare a segno per il 4-2 neroverde.

Fonseca corre ai ripari dentro Spinazzola, fuori Florenzi, punizione per la Roma senza conseguenze, ma ad un quarto d'ora dalla fine sembra che alla Roma manchi la spinta del primo tempo.

Ultimi cambi per la Roma, Pellegrini esce per Pastore, grande prova per il romano che si aggiudica una delle partite di questo campionato, forte senso del dovere e grande spirito di sacrificio.

La Roma sale a 5 punti in classifica, dimostrando di poter essere un avversario pericoloso in campionato, ottimo l'attacco, da rivedere specie nella fase finale del match la difesa ancora poco sicura e spesso in ritardo; il centrocampo cala e Fazio e Mancini si scollano lasciando troppi spazi per arrivare a rete; nelle fasi di copertura riescono a tratti a dare speranze agli avversari mettendo in una condizione piuttosto fortunata le squadre che provano fino alla fine a portare a casa il risultato.

Chiudiamo le prime tre partite senza sconfitte ma sicuramente con una media gol subiti già troppo alta, giovedì l'Europa League, aspettiamo con trepidante attesa le mosse di Mister Fonseca.


Laura Tarani

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