Renzi Da L'addio Al Partito Democratico Per Creare Il Suo Movimento Politico

Renzi Da L'addio Al Partito Democratico Per Creare Il Suo Movimento Politico

La decisione è stata ufficializzata durante un intervento alla trasmissione televisiva "Porta a porta".

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Dopo mesi di voci e smentite, colpi di scena e retroscena è arrivato ufficialmente il momento per Matteo Renzi di lasciare il Partito Democratico e fondare un nuovo soggetto politico, che si chiamerà Italia Viva. La creazione del nuovo gruppo parlamentare sarà ufficializzata già nelle prossime settimane. Inizialmente dovrebbero aderire all’incirca una ventina di deputati e oltre una decina di senatori: numeri più che sufficienti per creare da subito i gruppi parlamentari autonomi. Come ha garantito lo stesso Matteo Renzi non è in discussione la lealtà dei nuovi gruppi parlamentari nei confronti del neonato governo Conte in quanto quello di Renzi è evidentemente progetto che guarda oltre questa legislatura.

Non è certamente un mistero che sia stato lo stesso Renzi uno dei principali sostenitori dell’accordo con il Movimento Cinque Stelle per far proseguire la legislatura senza andare immediatamente alle urne. Ora però sembra che le strade del Pd e del Movimento possano avvicinarsi anche a livello locale su spinta del neo segretario Zingaretti. Alla base dell’accelerazione in merito alla decisione di lasciare il partito da parte di Renzi ci sarebbe proprio questa mossa che da più parti è stata definita prematura ed intempestiva.

Come detto però il progetto politico di Renzi guarda a fine legislatura quando si preannuncia, uno scenario in cui Salvini farà la parte del leone per quanto riguarda l’area di centro destra spostando sempre più verso l’estremo l’asse della coalizione. A sinistra si prefigura un possibile scenario con una parte dei cinque stelle e della sinistra storica alleata con una parte del Pd, mentre al centro potrebbe esserci un grandissimo spazio di manovra per la costruzione di un soggetto politico che raccolga le istanze di coloro che non si identificano nelle idee salviniane e nemmeno in quelle della sinistra come è stata storicamente rappresentata. Proprio per intercettare quella fetta di elettorato potenzialmente enorme e guardando anche con interesse all’evoluzione in casa Forza Italia che dovrà giocoforza organizzare una successione a Silvio Berlusconi, va inquadrato questo nuovo soggetto politico fortemente voluto da Matteo Renzi.

Sarà certamente curioso capire quali potranno essere le adesioni immediate ma anche e forse soprattutto quanti abbracceranno questo progetto a fine legislatura quando si dovrà preparare la prossima campagna elettorale.

Come ha poi ammesso lo stesso Renzi in queste prime fasi non sono certo da escludere futuri accordi con il partito democratico soprattutto a livello locale dove sarà complicato, almeno inizialmente, capire la collocazione e la forza rappresentativa sui territori del partito che sta nascendo.

Paradossalmente questa scelta potrebbe essere la miglior garanzia di durata per il governo Conte dal momento che con un soggetto di questa portata in campo, tutti gli altri attori della scena politica saranno chiamati a riorganizzarsi e dunque avranno bisogno di tempo e permetteranno al governo Conte una navigazione potenzialmente molto tranquilla, in quanto molti non sarebbero attualmente pronti ad affrontare nell’immediato una competizione elettorale così impegnativa senza aver prima completamente riorganizzato i vari schieramenti. Questo discorso può valere per tutti i soggetti politici attualmente presenti sulla scena ad eccezione forse della Lega di Salvini.

Certamente sarà più chiaro nelle prossime settimane quale sarà la portata di questa mossa in chiave futura ma anche le ripercussioni immediate che questa decisione avrà sulla scena politica italiana. Si può certamente dire che il progetto di un nuovo partito a guida Matteo Renzi parte da lontano e non è certo una mossa repentina o avventata.

Federico Ceste

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