La Piccola Fattoria Degli Animali

Nel rifugio di Federica Trivelli il ritorno alla vita di tanti maiali salvati dal massacro dei macelli.

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L’aspetto forte e vitale di chi non molla mai, gli occhi chiari ed allegri, nonostante tutto, ed un sorriso energico e disarmante. Federica Trivelli è la coraggiosa fondatrice de La Piccola Fattoria degli Animali, colei che ha fatto dell’amore per la vita ed il rispetto per il pianeta la sua missione di vita. La Piccola Fattoria degli Animali è un rifugio, il suo rifugio, un piccolo angolo di Paradiso, un progetto da lei fortemente voluto e portato avanti con forza e coraggio, con testardaggine e caparbietà anche nei momenti più difficili. Il luogo dove gli animali arrivati dall’inferno, trovano il Paradiso.

Un progetto di speranza, amore e libertà dedicato ai maiali salvati dall’orrore dei macelli e degli allevamenti intensivi – si legge sulla sua pagina Pig Whisperer - Un piccolo Rifugio di anime salvate situato in Piemonte. Un tempio magico dove poter riconciliarsi con Madre Natura e ricordare all'uomo che è stato partorito da Madre Terra insieme con i suoi Fratelli Animali. Amore per la vita e rispetto per il Pianeta e tutte le sue creature viventi. Un luogo di pace e serenità per i più deboli, gli ultimi degli ultimi, i maiali che, qui, sono liberi di respirare, muoversi, giocare, esprimersi, comunicare e socializzare. Liberi di essere e di vivere. Amati, curati e protetti.

Sono nata a Torino – racconta Federica, da sempre Fedy per tutti gli amici e conoscenti - e poi mi sono spostata in campagna per coronare il sogno del mio rifugio per animali. Il 22 Novembre del 2009, nel giorno del mio compleanno, ho fondato il rifugio, con il mio ex convivente. Ben presto però sono stata messa di fronte ad una scelta. Per me era ed è una missione, ma non altrettanto per lui. Mi ha posto dinanzi ad un bivio e mi ha chiesto di scegliere tra lui e la mia missione. Non ho esitato ed ho scelto la missione e quindi gli animali. Se fossimo rimasti insieme saremmo stati due persone profondamente infelici. Una cosa è per me certa, chi ti ama non ti chiede di scegliere mai. Ad un uomo che amo non chiederei mai di scegliere tra me e la sua missione di vita. Sono andata avanti da sola, con forza, tenacia e tanti sacrifici.

Ed il tempo le ha dato ragione. Oggi importanti Testate nazionali raccontano la sua avventura, la sua tenacia ma soprattutto le innumerevoli vite sottratte al macello. Ogni maialino ha un nome ed una storia, per lo più terribile purtroppo. C’è Yoda, che Federica ha voluto chiamare come il Maestro nel film Guerre Stellari che è stato, per sua fortuna, dimenticato da piccolissimo sul camion da un allevatore al suo ritorno dal macello. Un occhio azzurro ed uno marrone, Yoda oggi pesa circa 400 chili. Come tutti gli altri maialini è molto intelligente, ad oggi è il più forte e il più saggio di tutti i maialini ospiti ed è anche molto protettivo. Federica sceglie i loro nomi in base a caratteristiche della loro personalità, oppure si ispira a personaggi della storia o della mitologia, o ancora a nomi del popolo degli Indiani d’America, popolo al quale, sin da bambina, è stata molto legata.

Avevo 18 anni e vivevo in California – racconta - una notte d’estate, con un gruppo di attivisti americani entrammo all’interno di un allevamento intensivo di scrofe per filmare e fotografare ciò che avviene lì dentro, e portare consapevolezza nel mondo. Il mio sguardo si incrociò con quello di una di loro, era destino che le nostre anime di incontrassero. Non ho mai dimenticato quello sguardo così umano, quegli occhi azzurri come il cielo, che sembravano umani. Salvammo i suoi piccoli, ma non riuscimmo a salvare lei. Ancora oggi, non me lo sono mai perdonata. Ma le ho fatto una promessa: di dare voce ai suoi fratelli e alle sue sorelle, perché i maiali sono gli ultimi degli ultimi, quelli a cui non pensa nessuno, e invece sono creature viventi meravigliose, molto intelligenti, curiose, empatiche, con un grande senso della famiglia.

Oggi Federica è segretaria part-time in una grossa società di ingegneria a Torino. Utilizza il suo stipendio per il suo mantenimento, ma soprattutto per i suoi animali. Sì, perché nel rifugio hanno trovato la salvezza non solo tanti maiali, ma anche cani e gatti salvati da maltrattamenti e dall’abbandono ed un cinghiale. Nel 2015 ha fondato “La Vie en Rose Onlus”, una piccola associazione grazie alla quale può raccogliere preziose donazioni per il suo rifugio. Il suo amore per gli animali è una vocazione naturale, è, come lei stessa la definisce - un fuoco che arde, qualcosa di viscerale, una missione ed un ideale di vita. Lo fai per passione, non senti la fatica e niente e nessuno ti butta giù. E sai perché? Perché sono i sogni a dare forma al mondo e un significato nella vita di ognuno di noi. E poi quando loro mi sorridono e vedo che stanno bene, so davvero di avere fatto il meglio per loro, ed è questo il mio compito: salvare gli animali e garantire loro il meglio della vita.

Il suo sogno è realizzare un grande rifugio dedicato ai maiali salvati dal macello, dagli allevamenti intensivi, dai laboratori di vivisezione, con uno spazio dedicato ai cinghiali salvati dalla caccia, e dal bracconaggio. Come spesso accade però in questi casi, il sogno di Federica, così come quello di altri coraggiosi ed instancabili attivisti si scontra con la realtà economica, insufficiente a garantire l’ampliamento, la salvaguardia e la tutela di luoghi così tanto preziosi per la società. L’augurio è che il suo esempio ed il suo importantissimo contributo serva a risvegliare le coscienze di tutti nella speranza che istituzioni e privati collaborino attivamente per far sì che il nostro pianeta diventi un posto migliore per tutti.

Di Erika Gottardi

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