Solo 16 Anni Per Lorenzo Marinelli E Daniel Bazzano Nel Processo Bortuzzo.

Solo 16 Anni Per Lorenzo Marinelli E Daniel Bazzano Nel Processo Bortuzzo.

La procura aveva chiesto una condanna a 20 anni, il massimo in caso di rito abbreviato. Accordato alla famiglia un risarcimento di 10 milioni, ma non ci può essere un risarcimento equo per quello che hanno fatto a Manuel.

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Il GUP di Roma, Daniela Caramico D’Auria, pur riconoscendo le aggravanti della premeditazione, del porto, della detenzione e della ricettazione della pistola calibro 38, nonché della rissa, non ha ravvisato invece l’aggravante dei futili motivi, riducendo a soli 16 anni la condanna contro i due maledetti autori dell’agguato.

“La famiglia Bortuzzo ha reagito con grande dignità”. Queste sono state le prime parole pronunciate dopo la sentenza dal legale di Manuel, l’avv.to Massimo Ciardullo che ha evidenziato la conferma dell’impianto accusatorio, compresa l’aggravante della premeditazione. Sul risarcimento di 10 milioni di euro è stata disposta anche una provvisionale di 300mila euro in favore di Manuel.

La difesa dei due condannati ha già annunciato il ricorso, ritendo eccessiva la condanna a 16 anni! “Sedici anni sono troppi” - ha affermato l’avvocato Alessandro De Federicis, legale, insieme a Giulia Cassaro, di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano. “È una sentenza che non ci soddisfa e contro la quale opporremo ricorso. I due imputati sono rimasti senza parole”.

Nella prima udienza del 23 settembre, la Procura aveva chiesto una condanna a 20 anni per ognuno dei due imputati, il massimo della pena prevista con il rito abbreviato, sollecitando poi l’applicazione di tutte le possibili aggravanti: futili e abietti motivi, premeditazione, porto d’armi abusivo e rissa.

La PM Elena Neri aveva sintetizzato come i due imputati si fossero resi protagonisti di un gesto scellerato, capace di rovinare per sempre la vita di un ragazzo.

Una settimana dopo, la requisitoria della difesa aveva cercato di argomentare come i due “poveri imputati” non volessero uccidere (certo, tutti sparano alla schiena alle persone in strada, ma senza voler uccidere!!!).

E come non ci fosse premeditazione nel loro gesto (infatti, mica lo hanno deciso prima, è capitato per caso che avessero con loro una pistola e sparassero!!!).

E ancora, come, trattandosi di soggetti incensurati, che hanno anche mostrato pentimento (poverini!!!), gli vadano riconosciute tutte le attenuanti generiche.

Ben diversa la dignità di Manuel, che, fin dal primo momento si è dimostrato di essere un grade uomo ed ha reagito con grande forza e con il suo disarmante e meraviglioso sorriso a questo tragico episodio. “La sentenza non cambia le cose e non mi restituirà certamente le gambe. In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, lasciando che la giustizia faccia il proprio corso. Non mi importa sapere l’entità della condanna per chi mi ha fatto tanto male. So di dovermi confrontare con una realtà diversa, che sto affrontando con positività e determinazione. Il mio sogno è quello di tornare a camminare e gli insegnamenti della disciplina sportiva mi stanno aiutando tanto in questa nuova dimensione”.

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