La Grande Roma Sotto Un Tappeto Di Rifiuti

La Grande Roma Sotto Un Tappeto Di Rifiuti

I signori della truffa seppelliscono secoli di storia con l'immondizia

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E’ solo di pochi giorni fa il servizio messo in onda da “Le iene” dal titolo “La grande monnezza: i furbetti della raccolta dei rifiuti”, che porta allo scoperto la truffa messa in atto da una delle aziende incaricate da AMA per raccogliere la differenziata prodotta dagli esercizi commerciali della Capitale, che volontariamente non raccoglie, ma segnala attraverso un badge di averlo fatto, con il benestare di tutta la dirigenza ed anzi l’incitamento a tutti i suoi operatori ecologici ad aumentare a dismisura le false segnalazioni di raccolta effettuata. Una truffa a tutti gli effetti ai danni dei titolari dei negozi di molte zone di Roma, che pagano la TARI più alta d’Europa!

Venuta a conoscenza, proprio tramite l’inviato de “Le iene” di questa fantastica truffa ai danni dei cittadini, Virginia Raggi cosa ha fatto? Il suo solito incredibile “nulla”.

Insomma ci fanno quotidianamente il lavaggio del cervello per farci porre sempre maggiore attenzione all’ambiente, per insegnarci come sia facile differenziare tutta la spazzatura, e invece è proprio chi dovrebbe onorare il nostro impegno, a rendere ogni giorno di più la nostra città una immensa discarica a cielo aperto. Una vergogna assoluta!

Qualche dubbio sul funzionamento effettivo della raccolta differenziata a Roma ci era già venuto diversi anni or sono. Quando cominciammo a vedere che, mentre in casa serviva ormai una stanza in più da dedicare ai cestoni per separare l’immondizia, uffici pubblici, alberghi, ristoranti e le fermate del trasporto pubblico, mantenevano imperterrite il solo bidone dell’indifferenziata.

Si è quindi in prima istanza arrivati alla conclusione che fosse la maggior parte dei cittadini ad essere menefreghista del decoro urbano e per nulla interessata alla onorevole causa ambientalista. Poi però, mentre si incominciava a verificare una maggiore presa di coscienza da parte della popolazione, scoppiò il caso di Mafia Capitale: alla fine si dimisero tutti in favore “del nuovo che avanza”, mentre la sindaca (ormai purtroppo si dice così anche se ogni volta che lo scrivi, senti alle tue spalle il fantasma di Dante Alighieri che vorrebbe prenderti a ceffoni) neo-eletta all’epoca dei fatti, continuava a ripetere come un disco rotto “stiamo lavorando”.

Da quei giorni sono successe molte cose riguardanti la nostra amata immondizia: traslochi di discariche, discariche cittadine, variazioni nella raccolta, cambiamenti nei metodi di raccolta, cambiamenti di orari e giorni per la raccolta, cambiamenti sulle tasse che tutti dobbiamo pagare per la raccolta anche se non effettuata, dimissioni di chiunque si debba occupare della raccolta poco prima di finire in manette…

Eppure tutto si conclude sempre con un nulla di fatto, così chi passa per Roma può, se è stanco, in qualsiasi quartiere si trovi, schiacciare un pisolino ristoratore su un materasso dismesso abbandonato sul marciapiede o gustare un cocktail su qualche poltrona bucata lasciata lì per non pagare il ritiro “ingombranti”, che costa una fortuna.

Nel frattempo che venga deciso come smaltire, dove smaltire e chi deve occuparsi di smaltire, perché è proprio a questo punto del percorso che il sacchetto di spazzatura diventa più prezioso dell’oro, Roma, la città più bella del mondo, è stata sommersa da immondizia, mangiata dai topi e puntellata dai gabbiani, cosicché per gli archeologi del futuro sarà più facile riscoprire attraverso gli scavi le vestigia della Roma che fu: ciò che sta sopra è tutto da buttare!

E meno male che l’ex sindaco Marino non è riuscito a far approvare il cambio di stemma, in cui la storica e gloriosa lupa e la scritta S.P.Q.R. avrebbero dovuto cedere il posto a dei cuoricini: oggi si sarebbe potuto pensare che i romani amano più la spazzatura della loro impareggiabile storia!

Con il loro servizio “Le iene”, ci danno conferma di quanto sospettavamo già da tempo: se da un lato è assolutamente vero che esistono gli “zozzoni”, dall’altro però non vi è nessun intervento vero che possa e voglia essere fatto senza che comuni, regioni e altro… evitino di riempirsi le tasche di denaro, la salute pubblica importa davvero solo a noi cittadini e nemmeno a tutti. Dunque se non si riesce a smazzettare nel modo corretto per smaltire i rifiuti, finisce poi che interi stabilimenti adibiti a tale scopo prendano fuoco “accidentalmente” per corti circuiti o ragioni similari.

La sindaca Raggi però, a parte alcuni momenti di umano sconforto, in cui asserisce frasi come “sui rifiuti io sono stata lasciata sola", non demorde e, a capo di una giunta allo sbando, con assessori e consiglieri chi dimissionario, chi in manette, continua la sua lotta all’emergenza rifiuti, quando necessario anche impiegando le forze di polizia (sicuramente più utili altrove a Roma) per andare a frugare nei cassonetti, al fine di confrontare i nomi presenti su eventuali documenti gettati non nel cassonetto della carta, ma nell’indifferenziata, con quelli presenti sui citofoni dei palazzi antistanti il singolo cassonetto, cosicché, da un poco probabile confronto incrociato, possano emergere i cittadini evasori della TARI, in barba a qualunque legge sulla privacy: è infatti attraverso questi suoi impagabili teatrini che è accredita senza ombra di dubbio la frase più ricorrente e più famosa, della nostra amata sindaca: “stiamo lavorando”, alla quale noi romani potremmo rispondere, come ci ha confermato il servizio de “Le iene”, “no, ci state truffando”.

Barbara Gottardi

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