CAOS IN CILE . TORNA LA VIOLENZA DEGLI ANNI 70 . OLTRE 10 MORTI IL BILANCIO ATTUALE

CAOS IN CILE . TORNA LA VIOLENZA DEGLI ANNI 70 . OLTRE 10 MORTI IL BILANCIO ATTUALE

A seguito dell’annuncio di importanti aumenti delle tariffe della metropolitana, nella capitale Santiago del Cile e’ scoppiata una grave sommossa popolare con numerosi atti di vandalizzazione

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A seguito dell’annuncio di importanti aumenti delle tariffe della metropolitana, nella capitale  Santiago del Cile e’ scoppiata una grave sommossa popolare con numerosi atti di vandalizzazione a cui le forze armate hanno risposto in maniera durissima con forti cariche e spari anche ad altezza uomo .

La situazione è completamente fuori controllo e la violenza per le strade e’ all’ordine del giorno. Si contano almeno 10 morti in diversi incendi, avvenuti durante i saccheggi di negozi e supermercati .

Durante le sommosse alcuni manifestanti hanno persino assaltato il palazzo della multinazionale italianai Enel , che molto ha investito in questi anni nella capitale cilena , dando fuoco e provocando ingenti danni.

Il presidente Sebastian Piñera e’ subito corso ai ripari dichiarando lo stato d’emergenza, per la prima volta dai tempi del dittatore golpista Pinochet , con la gente che è obbligata a rintanarsi nella propria casa e non potrà uscire dalle 9 di sera alle 7 del mattino. Chi sarà costretto a farlo dovrà avere una autorizzazione speciale rilasciata dalla prefettura di Santiago. Le strade e le piazze della capitale sono presidiate ininterrottamente dai mezzi blindati dei militari che controllano le aree centrali della citta’.

Piñera ha inoltre nominato il generale di divisione Javier Iturriaga del Campo, ex sottocapo di Stato maggiore dell’Esercito e ufficiale dei reparti speciali quale responsabile del contenimento e dispersione della sommossa .

Iturriaga , nonostante gli abusi delle sue forze armate , ha subito tenuto ad assicurare l’opinione pubblica dichiarando di voler restituire il potere alle autorità civili il prima possibile.

E’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso sociale in Cile , quella dell’aumento dei prezzi dei servizi pubblici , in un quadro politico dove all’interno della popolazione vi e’ una forte percezione di disuguaglianza sociale con il concreto rischio di una unione di intenti tra settori della contestazione ed ambienti anarchici che potrebbe portare ad una vera e propria guerra civile .

La crisi cilena si colloca in un contesto di grande instabilità dell’America Latina. Le sommosse in Ecuador, la guerriglia in Colombia, il Venezuela sull’orlo della guerra civile , il Messico impaurito ed ostaggio dei narcos cosi’ come la crisi economica dell’Argentina rendono il quadro geopolitico tremendamente instabile , con rischio di concrete derive militari come non si vedevano dagli anni 70 del vecchio secolo .

Cristian Coppotelli 

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