CONTINUA LA RIVOLTA POPOLARE IN CILE . A SANTIAGO ENORME MANIFESTAZIONE

CONTINUA LA RIVOLTA POPOLARE IN CILE . A SANTIAGO ENORME MANIFESTAZIONE

Oltre un milione di manifestanti si sono riversati sulle strade del centro della capitale Santiago per una mobilitazione sociale senza precedenti

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Oltre un milione di manifestanti si sono riversati sulle strade del centro della capitale Santiago per una mobilitazione sociale senza precedenti .

I manifestanti si sono concentrati in Piazza Italia, per poi mettersi in cammino verso il grande quartiere di Santa Rosa ed il corteo è stato assolutamente pacifico: i partecipanti hanno camminato per molti chilometri attorno alla città con numerose bandiere, usando mestoli e padelle per fare rumore e chiedendo al governo immediate riforme per ridurre le diseguaglianze nel paese , oltre al blocco dello stato di polizia instaurato subito dopo lo scoppio delle rivolte.

La popolazione chiede inoltre le dimissioni del presidente Sebastián Piñera , reo di essere il principale responsabile delle continue politiche di consolidamento fiscale che penalizzano le fasce piu’ povere della popolazione

Da parte sua il capo dello Stato cileno, che aveva già fatto annullare l’aumento del prezzo del biglietto della metropolitana, elemento scatenante delle proteste, ha chiesto scusa alla popolazione, corregendo in corsa il tiro della sua strategia del pugno di ferro contro i manifestanti, mostrando comprensione per le rivendicazioni sociali

Le dichiarazioni distensive del governo , comunque , non sono bastate ad arrestare la contestazione e la situazione a Santiago del Cile e in molte altre città rimane allarmante, con un bilancio di morti salito a 20 negli ultimi giorni.

Ma come è stato possibile che un semplice aumento dei biglietti della metropolitana abbia scatenato la guerriglia urbana in una delle economie tra le più avanzate e stabili dell’America Latina con un tasso di disoccupazione che si attesta ad un tollerabile 7% ?

La risposta va sicuramente ricercata nella rabbia accumulata dalla popolazione nei confronti delle politiche adottate dal governo che tassa le fasce a reddito medio basso privilegiando le grandi lobby con interventi di politica fiscale che provocano un’elevata disuguaglianza nella distribuzione dei redditi, mentre i servizi pubblici sono lasciati in uno stato non degno di un economia in crescita .

Cristian Coppotelli

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