“COLPO DI STATO IN BOLIVIA”, IL PRESIDENTE MORALES SI RIFUGIA IN ARGENTINA

“COLPO DI STATO IN BOLIVIA”, IL PRESIDENTE MORALES SI RIFUGIA IN ARGENTINA

La decisione del presidente boliviano dopo che la polizia nei giorni scorsi si e’ schierata a fianco delle opposizioni . Rischio guerra civile . 3 morti e 500 feriti il bilancio attuale . Interviene anche il Papa .

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Dopo settimane di proteste e violenti scontri di piazza seguiti alle elezioni di ottobre, il presidente della Bolivia Evo Morales si è arreso alle richieste delle opposizioni e ha annunciato la convocazione di nuove elezioni presidenziali .

A meno di un mese dalle contestate elezioni presidenziali del 20 ottobre, per le quali il presidente era stato accusato di brogli , e’ scoppiata deflagrante la protesta delle opposizioni in questi giorni , appoggiate dall’ammutinamento della polizia boliviana che ha fatto gridare al colpo di stato lo stesso Morales .  

Le proteste infatti sono iniziate venerdì scorso nella centrale di polizia di Cochabamba e si sono estese nelle ore successive ad altri cinque dipartimenti di pubblica sicurezza tra cui Chuquisaca, Tarija, Santa Cruz, Potosí e Oruro.

Sabato notte invece un gruppo di manifestanti ha incendiato la casa della sorella di Morales, e quelle dei governatori di Oruro e Chuquisaca, senza che la polizia intervenisse , facendo precipitare la situazione e spingendo il presidente a lasciare in fretta il paese direzione Argentina , non prima di aver denunciato un “colpo di stato fascista” e chiesto aiuto ed intervento all’Onu .

“Rivolgo un invito ad accompagnare un dialogo ad organismi internazionali, all’Onu all’Osa (l'Organizzazione degli Stati americani), ai paesi di diverse parti del mondo e alla chiesa”, queste le parole del presidente boliviano che ha chiesto aiuto , quindi ,anche al Papa , che infatti ha richiamato alla pace durante l’angelus domenicale in Piazza San Pietro il popolo boliviano ,  perché aiuti questo tentativo di conciliazione e cessi le violenze di piazza

Intanto, però, durante il fine settimane altre unità della polizia boliviana si sono ammutinate , mentre il ministro della difesa, Javier Zavaleta, ha comunque escluso un intervento dell’esercito in questa fase.

Ancora non finisce , quindi , questo lungo autunno caldo in centro e sud america , con la situazione boliviana che si affianca alla rivolta cilena ed alla guerriglia in Venezuela ed Ecuador , mentre il Messico rimane ostaggio dei narcos e l’Argentina e' nel bel mezzo di una ennesima crisi economica .

Cristian Coppotelli per UnfoldingRoma 

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