Dove Sono Finite Le Organizzazioni Non Governative

Dove Sono Finite Le Organizzazioni Non Governative

Quando il gioco si fa duro i mediocri spariscono. Ora salvare le vite non è più una priorità.

stampa articolo Scarica pdf


Se vogliamo trovare un elemento positivo di questa maledetta pandemia è quello di aver scompaginato le fila, di aver fatto emergere la reale natura di persone ed associazioni, di aver messo a nudo l’inconsistenza di alcuni e la solidità di altri.

Come non ricordare il capo sardina che rideva del virus, dichiarando, a reti unificate, che l’unico pericolo era il virus del razzismo? E come non pensare al grandissimo impegno delle ong, la loro ostentata volontà di andare in mare a salvare vite, traghettando clandestini a qualsiasi costo, anche infrangendo la legge, alimentando il mercato degli schiavi del terzo millennio?

E i grandi medici politicizzati, quelli sempre in tv, che producevano struggenti filmati che li vedevano impegnati in chissà quale missione umanitaria per raccogliere fondi, quelli che tacciavano di razzismo chiunque chiedesse una regolamentazione dei flussi migratori?

Un mainstream comunicativo che ha aiutato il virus a propagarsi oltre misura, condannando chi - prudentemente e forse sulla scorta di informazioni di intelligence – consigliava misure drastiche fin dall’inizio.

Quanti veli pietosi per i giornalisti di sinistra che si sono schierati contro ogni opportuna valutazione proveniente dalle opposizioni, prudentemente dettata dal buon senso.

Oggi non si può non provare rabbia riguardando quei sorrisi ebeti, quel minimizzare spocchioso, quell’ironia inutile e fuori posto che ha consentito la perdita di tanto tempo prezioso, che ha evidentemente aggravato la situazione.

Il governatore del Lazio, consigliato da uno staff comunicativo decisamente poco professionale, faceva aperitivi e rideva, suggerendo al popolo di vivere osservando quelle stesse abitudini sconsiderate che stiamo combattendo ora e che hanno portato contagio e morte.

Probabilmente, consigliato dai suoi brillanti uomini marketing, ha optato per una poco dignitosa ritirata, dichiarando di aver contratto il virus, immolandosi così sull’altare mediatico della malattia ed auspicando l’oblio per le sue folli apparizioni.

Ma il web non perdona e oggi le dichiarazioni di un passato prossimo sono lastre di marmo tombali, posate sulla credibilità di questa gente.

Nessuno sui luoghi del dolore. Nessuno a dare una mano concreta per salvare vite. Come se, per loro, avesse poco senso farlo senza clandestini da recuperare in mare. Qui muoiono gli italiani. Quelli che loro non amano, palesemente. Quelli che hanno continuamente insultato, accusandoli di un razzismo inesistente, frutto di un presunto, anacronistico fascismo che vive solo nel livore della loro sciagurata immaginazione.

Qui muoiono i nostri nonni, i nostri padri, i nostri fratelli, con il solo conforto di medici e infermieri che lavorano in situazioni d’emergenza, rischiando il contagio con paghe da miseria e sarebbe interessante capire quanti medici delle ong hanno risposto al bando di ricerca di medici volontari.

Qui ci sono gli alpini a montare gli ospedali. Qui, in prima linea, ci sono carabinieri, militari, poliziotti e vigili del fuoco. Si, proprio quelli odiati dai centri sociali dove questa gente si riunisce, dove la corrente elettrica non si paga, dove ACAB è lo slogan, dove la legalità non si rispetta, dove tutti gli altri sono fascisti e devono essere impiccati a testa in giù.

Allora, signori cari, titolari di organizzazioni comunque costituite, medici prezzolati, finti volontari imbarcati sulle navi, pennivendoli incapaci di una seria analisi autocritica, ridicoli servi del potere capaci solo di scendere in piazza ad insultare chi non la pensa come voi, a tutela degli interessi di politici incapaci e inadeguati, l’invito oggi non è a fare qualcosa che la vostra natura vi impedisce di fare. L’invito è a proseguire nel vostro raggelante silenzio. A perseverare nella vostra latitanza. Chi siete lo abbiamo capito. E ce ne ricorderemo quando tutto questo, nonostante voi, sarà finito.

Di Massimiliano Piccinno

© Riproduzione riservata