Il Coronavirus Non Ferma Il Crimine. Torna L’incubo Unabomber

Il Coronavirus Non Ferma Il Crimine. Torna L’incubo Unabomber

Nell’Italia devastata da Covid-19, torna anche la paura dei plichi esplosivi. Gli investigatori temono si tratti di un lupo solitario

stampa articolo Scarica pdf

È un vero e proprio enigma quello che si stanno trovando di fronte gli investigatori nelle ultime settimane. In un momento storico a dir poco terrificante, in un Paese messo in ginocchio dalla Pandemia Coronavirus, qualcuno aggiunge paura alla paura, ansia all’ansia e orrore all’orrore. Dall’inizio di marzo undici buste incendiarie sono state spedite via posta nel Lazio, cagionando 3 feriti e 4 ustioni. Il 17 Marzo l’attentatore ha colpito anche a Milano, precisamente a Cologno Monzese, indirizzando il pacco bomba ad un uomo di 59 anni che risiede in uno dei tanti condomini del popoloso Comune dell’hinterland metropolitano. Il pacco è stato comunque intercettato dai militari dell'Arma che lo hanno preso in consegna e disinnescato. La dinamica e la metodologia rimandano all’Unabomber nostrano, il criminale ad oggi ancora ignoto, che colpi negli anni ’90 fino ai primi del 2000 seminando il terrore nel nord Italia. Tuttavia, le analogie si fermano qui. Le buste esplosive infatti, sono state inviate a differenti persone in modo, apparentemente del tutto casuale. Si tratta delle classiche buste gialle di carta per documenti formato A3, tutte identiche tra loro, con il falso mittente in alto a sinistra e il destinatario in basso a destra. In alto a destra una fila di tre francobolli e dentro una scatoletta di compensato che contiene una modesta quantità di polvere pirica e una batteria per l’innesco. Il quantitativo di esplosivo non può uccidere, ma è sufficiente per ferire e provocare un’ustione alle dita. Secondo gli investigatori - "Tanta ossessiva precisione a fronte di un così basso potenziale offensivo fa pensare a un’unica mano. Il che lascia aperte due ipotesi, la prima è che si tratti un gruppo che si avvale di un solo artificiere, la seconda è che ad agire sia un lupo solitario, qualcuno che ha in mente una sua strategia, sua, tutta ancora da capire. Magari sta solo facendo delle prove…". Al momento il tutto sembra assumere i contorni di un vero e proprio puzzle, un garbuglio di false piste ed elementi confusi ed una corsa contro il tempo, tutte le buste sono state spedite via posta, tutte imbucate e recapitate nel Lazio nelle provincie di Rieti, Viterbo e Roma ed ora anche nell’hinterland milanese. Le buste erano state inviate (e consegnate oppure intercettate nei centri di smistamento delle Poste) e, ovviamente, hanno viaggiato per pochi chilometri e non in aereo, questo probabilmente perchè la posta aerea viene passata ai raggi X. Le piste che si stanno seguendo vanno da quella anarchica a quella militare, tra i destinatari infatti c’è l’ex avvocato di Priebke e un fuoriuscito di Casa Pound, il che rimanderebbe agli ambienti anarchici. Il militante di Casapound in questione è Francesco Chiricozzi, ex consigliere comunale di Vallerano in provincia di Viterbo, condannato per lo stupro di gruppo in un pub al centro del capoluogo della Tuscia, mentre un altro plico è arrivato ad un trentottenne residente a Passo Corese nel reatino. Anche in quest'ultimo caso il plico è stato fatto brillare dagli artificieri dei carabinieri del comando provinciale di Rieti. Subito dopo però, l’attentatore ha rivolto la sua attenzione ad un’altra tipologia di destinatari: Rosa Quattrone Elisabetta Meucci, funzionario Inail, un ex dipendente dell’Università del Sacro Cuore, ordigno intercettato al centro di smistamento di Fiumicino, dove ha ferito un’impiegata - e a un’ex docente di biochimica dell’Università di Tor Vergata. “Entrambi i destinatari avevano rapporti, seppure mediati, con ambienti militari”, spiegano gli investigatori. Tor Vergata infatti coopera con l’Aeronautica Militare; il Sacro Cuore con il Corpo d’armata di reazione rapida in Italia. Infine, la busta pervenuta ad un pasticciere, con due fratelli militari e quella della pensionata Rita Vargiu moglie di un ex secondino. Ed ecco che l'ipotesi di un emulo di Unabomber italiano che neanche il Coronavirus riesce a fermare, prende sempre più piede. La mano sembra essere unica. L'inchiesta sulle lettere esplosive è coordinata dal pool antiterrorismo capitanato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale che con il sostituto procuratore Francesco Dall'Olio ha aperto un fascicolo per attentato con finalità di terrorismo e lesioni personali. Per il plico inviato a Milano, è stato aperto un fascicolo di indagine della Procura di Monza che, con tutta probabilità, sarà trasferito a Roma.

Di Erika Gottardi

© Riproduzione riservata