La Luce Della Memoria Illumina I Balconi Di Parco Leonardo

La Luce Della Memoria Illumina I Balconi Di Parco Leonardo

Tantissime fiammelle per ricordare il vicino ucciso dal Covid-19. La commovente iniziativa del Presidente del Comitato di Parco Leonardo a Roma.

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È il momento del silenzio. E del rispetto. Questa volta a parlare sono le fiammelle delle candele esposte sui balconi di Parco Leonardo per dire addio ad un vicino di casa stroncato dal Coronavirus, il nemico invisibile che ha messo in ginocchio l’Italia. Antonio Canto, Presidente del Comitato di Parco Leonardo, ha voluto omaggiare un residente di Via del Perugino, un uomo di 65 anni invalido e pensionato, deceduto al Policlinico Umberto I dopo essere risultato positivo al Covid-19. “È un periodo complesso e come Presidente del Comitato #ParcoLeonardo sono giornate impegnative, senza pause, ma vicino alla #comunità. Dopo la scomparsa di un nostro concittadino ci siamo sentiti in dovere di coinvolgere tutto il quartiere in un momento di riflessione e preghiera. Aldilà della paura c’è la speranza nel futuro. Grazie a tutti i nostri residenti, questa è una risposta nobile.” – queste le commoventi parole che testimoniano l’affetto di tutti gli abitanti del complesso residenziale. Così, sabato 21 Marzo, 260 famiglie si sono date appuntamento sui propri balconi per ricordare il loro vicino con un lungo applauso, un minuto di silenzio ed una candela a rompere il buio della notte, un modo per salutare, omaggiare e ricordare il vicino di casa. Ma anche una luce di speranza e di preghiera per la moglie della vittima, che attualmente è in quarantena, in attesa dell'esito del tampone. Michele Giorgini, amministratore del condomino, ha commentato così l’iniziativa: "è il minimo che potessimo fare. Quando ci incrociavamo giù in cortile andavamo spesso a bere un caffè insieme. Era una persona rispettosa, affabile. Lo è anche la moglie, adesso chiusa in casa in quarantena ".

Ci eravamo abituati ai flash mob musicali ma questa volta, giustamente, prevale il silenzio, il raccoglimento e la preghiera. L’uomo che ha perso la vita è il secondo, a distanza di pochi giorni, nel comune di Fiumicino. Ad oggi sono 50.418 le persone contagiate da Coronavirus in Italia, in tutto 6.077 vittime contro 7.432 pazienti guariti. Numeri che stordiscono, fanno orrore e ci riportano a crudeli scenari di guerra. Perché di questo si tratta, di una vera e propria guerra che si combatte contro un nemico invisibile ed esattamente come accade nei conflitti, i caduti diventano numeri che si leggono sui bollettini ogni giorno e che non si ha nemmeno la possibilità di salutare per l’ultima volta. Le immagini dei mezzi militari che portano via le vittime del virus rimarranno impresse indelebilmente e tragicamente nella nostra memoria. Tanti, troppi morti che i parenti non hanno potuto vegliare né piangere. È la crudeltà di questa malattia mostruosa: si muore da soli, in ospedale senza neanche il conforto dei parenti, in totale solitudine. Quasi il 40% delle vittime sono anziani, sono i nostri genitori, i nostri nonni, il nostro patrimonio, la nostra memoria storica e sociale, le nostre radici portate via all’improvviso da un odioso nemico che in poco tempo brucia anni di storia, di vita, spezza famiglie e cancella parte di noi. Sconfiggeremo Il mostro prima o poi, ma nulla sarà più come prima.

Di Erika Gottardi

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