Addio A Omar Achir

Nel silenzio di questi giorni difficili, l’unico modo che abbiamo per continuare a essere vicini è attraverso le parole.

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Nel silenzio di questi giorni difficili, l’unico modo che abbiamo per continuare a essere vicini è attraverso le parole. La giornata di oggi, nel pensiero di chi ha il privilegio di conoscere l’artista Brahim Achir e ha conosciuto Omar suo figlio, è dedicata alla rabbia di una vita che si spegne in un’età dove tutto ancora è da compiere, ma anche alla tenerezza della memoria. Ho conosciuto Omar appena adolescente, lo ricordo nello studio romano di suo padre suonare la chitarra; mi vengono in mente i suoi modi gentili e timidi. Una volta andai a far visita a Brahim: convinta di trovarlo impegnato a dipingere, entrai senza bussare, ma trovai Omar addormentato; ovviamente si destò e con l’aria ingenua che sempre lo contraddistinse mi offrì un caffè… prendemmo un tè e lo feci io stessa… Grazie a Brahim, Omar ha conosciuto l’arte, ha sviluppato da bambino l’inclinazione per la musica. Nella mente di chi l’ha conosciuto, rimarranno le sue note e il suo sorriso. In questo tempo fuori dal tempo, il più grande strazio è non poter condividere il dolore, non già perché viene alleviato, ma perché gli abbracci, se pur dolenti, generano tenerezza ed è forse la cosa che più manca nell’isolamento delle quattro mura.

Massimo, Cecilia, Marcello, Monica, Federica, Beatrice e tutti gli amici di Artgap ricordano con tenerezza Omar ed esprimono a Brahim l’affetto dell’amicizia più profonda.

Articolo di Cecilia Paolini

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