ITALPOL E La Sicurezza Della Fase2

In un momento di grande incertezza, in cui le attività si apprestano a riaprire i battenti guardando ad un futuro incerto, ci sono realtà che hanno avuto le idee chiare sin dal principio.

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ITALPOL, sin dall'inizio dell’epidemia da Covid-19, ha affrontato l’emergenza con un’immediata riorganizzazione del personale, a tutela dei propri dipendenti. “Abbiamo prontamente dotato i nostri operatori di adeguati dispositivi di protezione – spiega Marco Dal Puppo, Direttore ufficio tecnico e R&S di Italpol Vigilanza – e contestualmente abbiamo adeguato la nostra offerta alle nuove necessità dei nostri clienti”.

E’ facile pensare al ruolo cruciale svolto da queste realtà durante la Fase1, quella del lockdown, in cui il servizio fornito ha garantito il presidio di enti, istituzioni, aziende e sedi produttive. “ITALPOL, che al momento fornisce lavoro a 2.500 dipendenti, - prosegue Dal Puppo – ha formato in questo periodo più di 300 uomini per eseguire un accurato controllo degli accessi. Inoltre abbiamo istituito una nuova figura, quella del Covid Manager”. Questo nuovo ruolo, imposto dalle circostanze (ITALPOL presidia anche alcune strutture sanitarie che sono state riconosciute come “Centri Covid”), ha permesso ai lavoratori di seguire corsi di formazione specifici su come rilevare la temperatura, indossare le mascherine, contingentare in funzione delle esigenze e salvaguardarsi dal rischio di contagio.

“Con la chiusura degli aeroporti, - sottolinea il direttore Dal Puppo - gli operatori hanno svolto il loro servizio, utilizzando nuovi strumenti e dotazioni. Per esempio: la paletta del metal-detector è stata sostituita dal termometro ed il controllo del passaggio è stato trasferito alla bodycam per la registrazione dei percorsi".

Più delicato risulta invece l’impegno delle società di vigilanza in Fase2, dove aumentano esponenzialmente i contatti con il pubblico. Ma Dal Puppo rassicura: “In realtà per noi non cambia molto. Forti dell’esperienza acquisita in Fase1, che ci ha permesso, con lungimiranza, di aver fatto realizzare mascherine per i nostri dipendenti, proseguiamo all'insegna della sicurezza e della tutela dei lavoratori e dei nostri partner. Il 4 maggio scorso abbiamo fornito ai nostri clienti oltre 600 termometri, anticipando quelle che sarebbero state le loro esigenze. Sebbene alcune strutture manifestino ancora qualche lacuna rispetto alle disposizioni governative emanate, il nostro supporto rimane costante. Siamo infatti anche fornitori di tecnologia e siamo sempre aggiornati rispetto alle nuove normative. Una delle ultime tematiche affrontate e che ha sollevato qualche dubbio e perplessità, riguarda l’uso della termocamera”. “Ricordo – conclude il direttore - che è lecito, come recita il garante della privacy, in quanto non c’è alcuna registrazione, né archiviazione del dato sensibile, ma si tratta solo di un gate per verificare la presenza dei presupposti per consentire gli accessi".

Valeria Bollini

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