EGITTO: AMM. DE GIORGI, CASO FREMM RENDE AMARA FESTA MARINA MILITARE

EGITTO: AMM. DE GIORGI, CASO FREMM RENDE AMARA FESTA MARINA MILITARE

"In occasione del 10 giugno, Festa della Marina, esprimo la mia vicinanza affettuosa al personale di ogni grado e specialità che serve con onore e disciplina la nostra Nazione.

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"In occasione del 10 giugno, Festa della Marina, esprimo la mia vicinanza affettuosa al personale di ogni grado e specialità che serve con onore e disciplina la nostra Nazione. Questa ricorrenza è segnata tuttavia dall'amarezza per la notizia dell'imminente cessione all'Egitto di Nave Spartaco Schergat e Nave Emilio Bianchi, da poco intestate con solenne cerimonia a due eroiche medaglie d'oro della Marina, in cambio di una possibile esportazione di armamenti verso l'Egitto, i cui contorni sono tutti ancora da definire". Ad affermarlo in una nota è l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina Militare dal 2013 al 2016.

"Per il momento l'unica certezza è che due Fremm nuove fiammanti andranno all'Egitto invece che alla nostra Marina, a spese dell'Italia che anticiperà 1.1 Mld€, peraltro senza impegno per l'Egitto a ordinarne altre da costruire in Italia. Per quanto riguarda la costruzione di Navi da pattugliamento in Egitto da parte di Fincantieri, ciò rappresenterebbe l'ennesima delocalizzazione di attività produttive all'estero, a scapito della cantieristica nazionale, del rilancio dell'occupazione nel settore della navalmeccanica e dell'indotto, con l'aggravante di dare vita a un polo cantieristico in Medio Oriente, in grado di fare concorrenza alla cantieristica italiana negli anni a venire", osserva De Giorgi.

Per l'ex capo di Stato Maggiore della Marina, "la Pandemia ha evidenziato la vulnerabilità dovuta alla dipendenza dall'estero di capacità produttive strategiche, perdute a seguito di delocalizzazioni industriali. Un tema che si applica ai materiali essenziali per la salute pubblica, ma anche alla capacità industriale legata all'alta tecnologia, alla cantieristica militare e alla difesa nazionale in generale. Non è questo il momento d'indebolire la Marina mentre la situazione del Mediterraneo si fa sempre più pericolosa, così come è tempo di riportare gli investimenti industriali in Italia, con gli ovvi benefici in termini di PIL e di posti di lavoro".

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