CHIUSI GLI STATI GENERALI DELL’ECONOMIA, MA I SOLDI NON CI SONO

CHIUSI GLI STATI GENERALI DELL’ECONOMIA, MA I SOLDI NON CI SONO

Il premier Conte chiude le conferenze a Villa Pamphili dopo 10 giorni di incontri , mentre non c e’ accordo europeo sul recovery fund

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“Abbiamo lavorato in un clima proficuo e intenso. Ci è stata restituita tanta energia, franchezza e operosità". Queste le parole di Conte nell'apertura della conferenza stampa che pone fine agli Stati generali voluti dal governo per ripartire dopo l’emergenza covid ed il lock down conseguente. "Sono state giornate intense. Non ci siamo chiusi come molti hanno detto ma ci siamo aperti alla società", afferma il premier.

"Dobbiamo reinventare il Paese", continua Conte. "È stato un clima collaborativo e proficuo. Abbiamo toccato con mano i problemi. Ci è stata restituita tanta energia e abbiamo notato tanto genio italico", aggiunge. "Il piano di rilancio economico non è una raccolta di possibili riforme, ci siamo resi conto che non è affatto sufficiente riformare il Paese, dobbiamo reinventare l’ Italia che vogliamo. Ci siamo aperti al mondo della cultura e alla società civile. Abbiamo avuto 82 incontri. Questo dialogo ci rafforza, rafforza me e tutti i ministri. Ci rafforza negli obiettivi, nelle linee di intervento su cui vogliamo agire “

Ed ancora : “ Abbiamo attraversato questi mesi, abbiamo aperto all’impossibile il panorama della nostra mente. Abbiamo allargato all’impensabile il raggio della nostra azione. Ecco il piano di rilancio non è solo una raccolta di riforme . Dobbiamo favorire i pagamenti digitali, cashless. Tutte le componenti sane dell'Italia ci chiedono di contrastare l’economia sommersa e quasi tutti ci hanno chiesto di lavorare sul cuneo fiscale, portando così un beneficio per i lavoratori". Mentre sulla proposta di abbassare l’iva su determinati prodotti smorza gli entusiasmi : “ È una misura costosa e da valutare perche’ c e’preoccupazione per i consumi, che comprensibilmente non sono ancora ripartiti. Non è ripartito quel clima di fiducia".

Ed ecco le risposte piu attese sul nodo economia , ed in particolare sulle diverse proposte giunte al governo per attingere al bilancio dello Stato in maniera piu’ incisiva ma , anche in questo caso, il premier liquida tutto con un ennesimo : “vedremo” : "Sul bilancio ? Decisione che non abbiamo ancora preso. Abbiamo valutato la necessità di intervenire in questa direzione per le misure che abbiamo predisposto e che non saranno sufficienti per questo anno orribile per la conseguenza dell’emergenza economica. Ci metteremo intorno a un tavolo con il ministro dell’Economia Gualtieri".

Infine, si toglie qualche sassolino dalle scarpe. "In questi giorni non abbiamo fatto passerelle ma abbiamo costruito il futuro del Paese” .

Molto rumore per nulla , mentre al  vertice del Consiglio europeo che si è svolto in videoconferenza il 19 giugno, i leader dei 27 paesi dell’Unione hanno iniziato a discutere del piano di rilancio proposto dalla Commissione Europea per far superare al continente la crisi provocata dalla pandemia di covid-19, che ha innescato la più grave recessione dal dopoguerra.

Il vertice, che e’ considerato solo il primo passo di una trattativa molto difficile e  complessa che richiede l’accordo di tutti gli stati membri della Ue, si è sostanzialmente concluso con un nulla di fatto : Charles Michel , presidente del consiglio europeo , ha infatti dichiarato che non c’è ancora consenso e ha convocato un nuovo vertice per metà luglio, in cui i leader europei dovrebbero nuovamente incontrarsi di persona.

Il piano della Commissione del 27 maggio, battezzato Next generation Eu, prevede di istituire un fondo del valore complessivo di 750 miliardi di euro, composto da 500 miliardi di finanziamenti a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti. Sarebbe una novità sostanziale, dato che finora gli aiuti europei sono stati concessi solo sotto forma di prestiti. Ad aspettare di ricevere buona parte dei fondi sarebbero la Spagna ed il nostro paese, le nazioni cioe’ più colpite ,a livello di numeri dei decessi, dalla pandemia.

Questi fondi dovrebbero essere raccolti sui mercati finanziari dalla Commissione attraverso l’emissione di obbligazioni, che sarebbero garantite dai contributi dei paesi membri ed inseriti nel bilancio europeo. Per ripagarlo la Commissione prevede di introdurre imposte europee sulle emissioni di gas serra, sulla plastica non riciclata e sui profitti delle aziende di internet.

Cristian Coppotelli

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