I FASCISTI ESISTONO ANCORA. MA SONO DI SINISTRA!

I FASCISTI ESISTONO ANCORA. MA SONO DI SINISTRA!

I gravissimi episodi di intolleranza contro Salvini in Toscana testimoniano il livore e la violenza di una sinistra palesemente incapace di accettare un confronto civile. Nel silenzio della stampa.

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Pontassieve, comune rosso, con una sindaca rossa nella rossa Toscana. Rossa per partito preso, senza logica e senza riflessione. Rossa per tradizione, così come l’Africa subsahariana o alcuni Paesi musulmani  mantengono in vita antiche, incivili tradizioni.

Siamo passati per episodi già di per se inqualificabili di ristoratori ammoniti pesantemente, addirittura minacciati dalla ottusità di menti ottenebrate dalla tradizione rossa, per aver deciso di accogliere nei loro locali i rappresentanti della Lega in campagna elettorale. Al nemico della rossa Toscana neanche un piatto di pasta! E al ristoratore che osa accoglierlo, minacce, insulti e olio di ricino!

Nel silenzio dei politici di sinistra e, soprattutto, della stampa istituzionale - quella che ha dimenticato cosa sia lavorare con la schiena dritta - abbiamo strabuzzato gli occhi leggendo il monito della feudataria "sindachessa" di Pontassieve, che emanava un medievale editto con il quale proclamava ai suoi sudditi che Salvini era persona non gradita. Tutto questo sul territorio Italiano dove saremmo ancora in democrazia, a meno di ulteriori colpi di mano, perpetrati col favore delle tenebre.

Ma intanto la Morani e gli altri intellettualoidi di sinistra si impegnavano ad ascrivere alla destra la responsabilità, almeno morale, dell’omicidio del povero Willy, compiuto da violenti assassini senza bandiera e senza idee che, in ogni caso e senza che questo abbia un collegamento con l’omicidio, sui social manifestavano simpatie per i 5 stelle. Qualcuno, in una selezione darwiniana dell’idiozia, superava tutti in volata, arrivando a paventare la chiusura di tutte le palestre di arti marziali. Come chiedere di strappare tutte le lingue per impedire di dire caxxate del genere.

In questo clima, fomentata e incoraggiata dal livore dell’istituzione comunale per la quale lavora, pagata dalle nostre tasse, una poco gentile signora nativa del Congo, Paese che non ha ancora dato i natali a geni e premi nobel, ha perpetrato una barbara aggressione  ai danni del senatore Salvini, reo di essere oppositore della sua sindaca, nemico dei comunisti, razzista, fascista, omofobo, sovranista e patriota!!

La congolese ha diabolicamente meledetto il politico e gli ha strappato il rosario simbolo, come Salvini, di una cultura e di una religione che non le appartengono e, pertanto, da distruggere. Un’aggressione scomposta e volgare almeno quanto la politica di sinistra, egregiamente rappresentata nell’agguato e nel successivo silenzio.

Un’aggressione alla quale il senatore Salvini ha opposto una reazione elegante ed intelligente, fondata sul buon senso e sulla pazienza, lontanissima, solo per fare un esempio, dall’iraconda reazione  del signor bergoglio allorché una fedele lo trattenne dietro le transenne di piazza San Pietro. È un uomo, dissero allora quelli di sinistra. Legittimo reagire con ira e violenza, dissero gli intellettuali dai salotti chic.

Uomo è chi, pur nell’impeto dell’ira, è capace di gestire le emozioni, di moderare le reazioni, di far prevalere la ragione sull’istinto.

Uomo è chi difende il proprio Paese, i propri confini, il proprio Popolo. Uomo è chi va a processo a testa alta per aver fatto il proprio dovere. Uomo non è chi non condanna la violenza di una povera idiota fomentata da una piccolissima sindaca rossa di una Terra meravigliosa come la Toscana, che inizia a svegliarsi dal torpore in cui languiva, stordita dal perpetuarsi di un incantesimo rosso che sta, fortunatamente, per dissolversi.

Di Massimiliano Piccinno

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