50 Euro Di Tassa Covid-19, Protestano Gli Aspiranti Giornalisti Professionisti

50 Euro Di Tassa Covid-19, Protestano Gli Aspiranti Giornalisti Professionisti

“Abbiamo già investito tanto, non possono chiederci di anticipare altri soldi” esprimono così il loro disappunto nei confronti dell’OdG i candidati della 132esima sessione.

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Partiamo dall’inizio: per diventare giornalisti professionisti bisogna superare un esame di Stato. Si tratta di una prova impegnativa che prevede uno scritto, della durata di sei ore, che consiste nella composizione di un articolo originale, nell’elaborazione di una sintesi e nella compilazione di un questionario a risposte aperte che verte su diversi argomenti: deontologia, storia del giornalismo, procedura penale, principi contenuti nella Costituzione, istituzioni italiane ed europee, norme in materia di GDPR e tutela della privacy, e in un orale che che riprende ed approfondisce le tematiche già affrontate nelle prova scritta, con l’aggiunta della storia contemporanea e della presentazione di una tesina su un argomento di attualità a scelta del candidato. Anche l’ammissione all’esame comporta il possesso di requisiti specifici, il regolamento dell’Ordine consente tre possibilità:

1. La frequenza per due anni di un costoso master di giornalismo organizzato dalle scuole riconosciute dall’OdG

2. Lo svolgimento di un praticantato di 18 mesi presso un’azienda editoriale, televisiva o radiofonica

3. La ricongiunzione dopo 5 anni di iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti.

Una volta dimostrato, carte alla mano, di rientrare in una delle tre categorie, l’aspirante professionista può iscriversi al registro praticanti e da quel momento ha 18 mesi per superare l’esame di Stato. In condizioni normali le prove si svolgono una volta ogni 6 mesi, quindi ogni candidato ha a disposizione tre possibilità.

La situazione attuale, però è la seguente: a causa del lockdown la prova scritta della 132esima sessione è stata posticipata da aprile ad agosto. In questo momento la commissione sta ancora correggendo gli elaborati e, data anche l’interruzione per le ferie estive, si prevede che gli esiti non saranno disponibili prima di fine mese. Da quel momento dovrà passare ancora un mese perché i primi candidati siano convocati a sostenere gli orali che, probabilmente, si protrarranno per tutto novembre.

Qui nasce il problema: la prova scritta della 133esima sessione, la successiva, è prevista per il 3 dicembre ed i termini di iscrizione scadono il 2 ottobre. Per quella data i candidati della 132esima sessione non sapranno nemmeno se saranno stati ammessi all’orale, quindi l’Ordine ha offerto loro la possibilità di iscriversi, per sicurezza, alla sessione successiva e in caso di promozione verrà restituita la quota di 300 euro, detratti i 50 euro di spese di segreteria. Sono 356 i giornalisti che hanno sostenuto la prova ad agosto, quindi se anche solo la metà conseguissero l’idoneità alla 132esima sessione nelle casse dell’Ordine rimarrebbero circa 9.000 euro di diritti di segreteria non restituiti.

La situazione, come facilmente immaginabile, risulta particolarmente odiosa ai candidati che hanno già dovuto sostenere parecchie spese tra cui: 70 euro + 16 di marca da bollo per l’iscrizione al registro dei praticanti; 200 euro circa per i libri; 250 euro per il corso di preparazione; 300 euro per la tassa di iscrizione e una cifra variabile per il viaggio a Roma e il pernottamento in hotel per 1 o 2 notti. A ciò si aggiungono le eventuali perdite di guadagno per i giorni di assenza in redazione, dal momento che i permessi retribuiti per l’esame sono previsti solo per chi ha un contratto giornalistico, non per free-lance e collaboratori. Ora, come se non bastasse, i candidati si trovano nella condizione di dover anticipare altri 300 euro, per non perdere la sessione, sperando, nella migliore delle ipotesi, di buttarne via solo 50.

Mario di Marzio

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