ELECTION DAY 20/21

Si sono conclusi gli spogli delle elezioni regionali e del Referendum Costituzionale, per modificare gli articoli n. 56, 57 e 59, della Costituzione Italiana, due messaggi dalle urne sono ben chiari.

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Si sono conclusi gli spogli delle elezioni regionali e del Referendum Costituzionale, per modificare gli articoli n. 56, 57 e 59, della Costituzione Italiana, due messaggi dalle urne sono ben chiari. Il primo dato importante, che il populismo e il sovranismo, che incarnano l’ antipolitica, hanno vinto per il Referendum sul Taglio dei Parlamentari con il 69,9% , dalla prossima legislatura, ossia nel 2023. Il secondo dato l’avanzata del centrodestra unito, dimostra che dal 2015, da tre Regioni governate, Veneto, Lombardia, Liguria ne’ amministra 15 su 20, con la vittoria di Francesco Acquaroli, quota Fratelli d’Italia, nelle Marche dopo 25 anni di centrosinistra, c’e’ una nuova svolta. I nuovi Governatori del Centrodestra

Zaia in Veneto rieletto con il 76,7%, la sua lista 45%, ha superato la Lega del premier Salvini al 16,8.

In Liguria riconfermato il Presidente uscente Toti, rieletto al 56,2 %, la sua lista, Toti presidente, e’ il primo partito, 22,7%.

Nelle Marche dopo 25 anni di centrosinistra, Acquaroli ha vinto con il 49,1%, sicuramente un segnale forte da un territorio abbandonato e da ricostruire.

In Toscana, fortino rosso, la vittoria di Giani al 48,6%, il grande candidato sottovalutato, `ce la fatta, mentre la Lega sale nei consensi, in un territorio simbolo della resistenza.

In Campania rieletto De Luca, ex sindaco di Salerno, sostenuto da 15 liste, vola oltre il 60%, il PD al 17,3% e la lista del Governatore al 13,79%.

In Puglia, l’uscente governatore, Emiliano, viene riconfermato, senza l’appoggio di Italia Viva di Renzi, con il 47%, ribaltando i sondaggi.

La Val D’Aosta, secondo gli Exit Pool, la Lega cresce intorno al 22%, ma non sfonda, sale il centrodestra e le forze autonomiste.

Ad oggi facendo un’analisi complessiva, possiamo affermare dati alla mano, che il personalismo dei Governatori uscenti, ha rafforzato la vittoria nelle Regioni gia’ amministrate, esclusa la Regione Marche.

L’unico partito che cresce in tutte le regioni italiane, e’ Fratelli d’Italia, mentre il Movimento 5 Stelle perde consensi, la Lega non sfonda, ma il centrodestra unito sale, il PD e’ stabile.

Ma c’e’ una anomalia tutta italiana, a Roma, in 2 municipii, il primo dal Centro Storico a Prati, il secondo da San Lorenzo ai Parioli, hanno votato No, territorio del centrosinistra che ha votato contro la riduzione dei parlamentari.

Come mai i progressisti di sinistra non vogliono le riforme, Zingaretti esulta per un risultato storico, mentre i suoi elettori il 55% ha votato contro la riduzione dei parlamentari, c’e’ uno scollamento tra il territorio e i vertici, tra la piazza e la torre, questa vittoria del Si’ e’ di tutti quei Leader che si sono spesi da Salvini a Di Maio, dalla Meloni a Zingarettii. Ma ridurre il numero dei parlamenari, rendera’ il Parlamento migliore, avremmo meno consulenti, meno usceri, piu’ competenza e cultura da parte dei politici. Zingaretti ha avuto una vittoria di Pirro, sara’ sempre subalterno al M5S, non avra’ mai la leadership per essere un interlocutore primario, oscurato dal Presidente del Consiglio Conte, appoggiato dal Presidente della Repubblica, Mattarella, mentre i renziani, tessono la tela di giorno, per disfarla di notte, in attesa del ritorno di Renzi, mentre governatori carismatici, marcano i territori, come, Bonaccini in Emilia Romagna, De Luca in Campania, Emiliano in Puglia in attesa del prossimo congresso nazionale per ridefinire le linee guida del PD, mentre Zingaretti fa’ scivoloni su gli appalti per le mascherine mai arrivate, nella Regione Lazio, la magistratura fara’ il suo corso, in attesa di nuovi sviluppi, Zingaretti se fossi in te, non ridere troppo perche’ come dice un proverbio, il riso abbonda sulla faccia dello stolto.

FABIO LA NOCE

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