Capitol Hill: Attacco Al Potere

Il 6 gennaio 2021 passerà alla storia come il giorno più nero della democrazia americana, un giorno difficile da dimenticare per il mondo intero.

stampa articolo Scarica pdf


Il 6 gennaio 2021 passerà alla storia come il giorno più nero della democrazia americana, un giorno difficile da dimenticare per il mondo intero.

Alle ore 13.00 circa si è consumato un vero e proprio attacco al potere, un qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto neanche lontanamente immaginare.

Una folla di manifestanti pro-Trump che era assiepata di fronte Capitol Hill mentre il parlamento era riunito per la ratifica dell'elezione di Joe Biden, ha fatto irruzione nella sede del parlamento a Washington D.C., sfondando le esigue barricate della polizia, al grido di "Fight for Trump", incitati anche dalle parole del Presidente uscente Donald Trump, che continuava a farneticare al grido di “Non ci arrenderemo mai, non concederemo mai la vittoria, fermeremo il furto dei voti”.

In tutta scioltezza, la folla ha scavalcato agevolmente il cordone di polizia e le barricate ed ha fatto il suo ingresso trionfante, in un clima che ricordava molto un golpe, un vero e proprio colpo di stato.

Le cinque ore più lunghe di Capitol Hill, difficili da dimenticare, anche per noi, basiti spettatori d’oltreoceano, che rimarranno alla memoria di tutti per essere stati macchiati dalla morte di ben cinque persone (ultimo fra tutti, oggi, un poliziotto che era rimasto gravemente ferito), e dal ferimento e arresto di più di cento persone.

Il tycoon statunitense affida ai social le sue ultime invettive, contro il parlamento, contro i brogli elettorali palesi, contro i democratici e gli stessi repubblicani, che invece continuano a spalleggiarlo, anche se in maniera minore, fino addirittura ad essere bloccato prima su twitter, poi sugli altri canali social, con il rischio di essere bannato a vita.

Una vera e propria minaccia alla democrazia, al rispetto e all’onore degli Stati Uniti, ha tuonato il neo eletto Biden.

E mentre i rappresentati del Governo vengono portati in sicurezza e il sindaco di Washington indiceva il lockdown dalle ore 18.00, le scene che arrivano su tutti i media del mondo erano tra lo spaventoso e il vergognoso.

Uomini armati, lacrimogeni, sciamani, ex veterani, gente mascherata, gente qualunque, ma tutti egualmente esaltati e faziosi - perché questo è il parterre dei manifestanti pro-Trump - prendono possesso di tutto il Congresso USA, noncuranti delle poche forze dell’ordine presenti – la Guardia Nazionale arriverà in un secondo momento – saccheggiando e devastando quella che è da sempre il simbolo del Governo americano, arrivando addirittura a ridicolizzare l’azione a colpi di selfie e stories con le forze dell’ordine da postare sui social a ripetizione.

Una variegata umanità, organizzata alla ben e meglio che, onestamente, sembrava uscita da una scena di un film americano di serie B, con i sostenitori di Trump, confezionati come delle caricature, una via di mezzo tra i Village People di antica memoria, degli ultras da stadio, o dei fenomeni da baraccone, che sembrano ben lontani da chi lotta in maniera costruttive ed intelligente, per difendere il proprio paese o un ideale politico.

Una domanda sorge a tutti spontanea, ma è possibile che la polizia non sia riuscita a fermarli, dov’era la loro famosa, organizzatissima e “armata fino ai denti” intelligence? Che cosa ha aspettato ad intervenire la Guardia Nazionale? Si stava godendo lo spettacolo live alla CNN?

In effetti la popolazione americana meritava un inizio del 2021 così movimentato, nel 2020 aveva avuto pochi problemi…

Oggi finalmente Donald Trump ha ammesso la sconfitta, ammettendo che ci sarà un nuovo Governo, senza mai però citare Joe Biden!

Attendiamo ora, con ansia, il prossimo 20 gennaio, quando Joe Biden finalmente giurerà, insieme alla Vicepresidente Kamala Harris, prima donna, nera indo-americana a ricoprire la carica!

Errare è umano, perseverare è diabolico, mi viene una battuta molto romana, per concludere: Aò Donald, hai perso, stacce!!!

Articolo di Stefania Vaghi

© Riproduzione riservata