Luana, Giovane Ragazza Che Ha Perso La Sua Vita Lavorando.

Luana, Giovane Ragazza Che Ha Perso La Sua Vita Lavorando.

Quanto fa male leggere queste parole che si traducono in una sconfitta. I suoi amici ne parlano come una ragazza ottimista e solare che dava sempre fiducia al futuro

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Luana D’Orazio, una ragazza di 22 anni semplice, andava ogni giorno a lavorare volentieri e aveva una gran voglia di farlo. Una mamma di un bimbo di 5 anni, bella, che aveva dei sogni come tutte le ragazze della sua età. Luana è morta sul luogo di lavoro in una fabbrica tessile a Montemurlo, nella provincia di Prato. Ancora non è stata chiarita la dinamica dei fatti che ha portato a questa fine nefasta.

Luana è rimata risucchiata dall’orditorio, una macchina di una grandissima importanza per la tessitura che prepara la struttura verticale della tela che costituisce poi la trama del tessuto, il corpo della ragazza trascinato, e l’intervento da parte dei colleghi e dei soccorsi sono stati vani. Ancora una tragedia, una morte sul posto di lavoro. Si è aperta un indagine per verificare il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Tre mesi fa l'ultimo dramma sul lavoro in un’ azienda tessile pratese: un giovanissimo operaio, un 22enne pratese, anche lui morto schiacciato dentro un macchinario della filatura cardata.

Quanto fa male leggere queste parole che si traducono in una sconfitta. I suoi amici ne parlano come una ragazza ottimista e solare che dava sempre fiducia al futuro, sui social le sue foto la ritraevano con un sorriso smagliante. Mamma di un bimbo piccolo, una ragazza che era già donna. Era felice del suo lavoro, le dava la giusta indipendenza. Il lavoro in fabbrica se ne frega dei desideri, un lavoro fatto da gesti ripetuti e precisi. Nella sua testa potevano esserci spensieratezza e voglia di divertirsi come nella mente delle sue coetanee. Oltre quelle foto su Instagram, aveva deciso di vivere la sua vita indipendente, domando un mostro metallico nella fabbrica dove lavorava per dare una vita felice al suo bambino e gettare delle basi solide con il suo fidanzato per il futuro.

La sua morte ha lasciato senza parole anche Leonardo Pieraccioni, perché nel 2018 Luana D’Orazio aveva recitato come comparsa nel film “Se son rose“. “L’ho avuta come comparsa in un mio film, Se son rose, nella scena di una festa”, ha detto Leonardo Pieraccioni, “C’erano tanti ragazzi, me la ricordo vagamente perché erano davvero tanti. Ma il ricordo di quella scena di una festa spensierata di ventenni aggiunge ancora più dolore. Perché la vita a vent’anni dovrebbe essere e continuare così, come una festa. È una notizia terribile, vista la sua età e la modalità dell’incidente. Lascia un bambino di cinque anni, non ci sono parole. Per quanto possa servire, mando un abbraccio fortissimo alla sua famiglia”.

Luana lascia un figlio, un fratello e i suoi genitori. La famiglia con cui viveva a Le Querci, periferia di Pistoia. C’è sconforto anche da parte del sindaco della città toscana, Alessandro Tomasi, “Pistoia si stringe attorno alla famiglia di Luana, morta mentre stava facendo il suo lavoro in un’azienda tessile di Montemurlo…Resta un grande senso d’ingiustizia, di rabbia e un dolore immenso davanti a simili eventi, inaccettabili, che ancora continuano ad accadere”.

Nei primi tre mesi del 2021 in Italia sono morte sul lavoro due persone al giorno. Le denunce di infortunio sul lavoro che hanno portato alla morte sono state 185 fra gennaio e marzo, 19 in più rispetto al primo trimestre del 2020.

Basta morire sul posto di lavoro. Non sembra cambiato nulla rispetto a 50 anni fa, nonostante lo sviluppo tecnologico dei macchinari e dei sistemi di sicurezza. La sicurezza non deve essere calcolata come un costo, i luoghi di lavoro devono essere sicuri per tutti i dipendenti.

Federica Isopo

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